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Cammino contro le mafie
Genova, 22 marzo
2006
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"Gli
uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali,
continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini."
Giovanni
Falcone
"E'
giunto il tempo mi sembra delle grandi
decisioni e delle scelte di fondo, non è più
l'ora delle collusioni degli attendismi dei compromessi e
delle furberie, e dovranno essere uomini credibili, onesti,
dai politici ai magistrati, a gestire con le tue illuminate
direttive questa fase necessaria di rinascita morale: è
questo a mio avviso il primo e fondamentale problema
preliminare ad una vera e decisa lotta alla barbarie mafiosa."
Antonino Caponnetto
La lotta alle mafie è questione che
riguarda ciascuno di noi, dal cui esito dipende l’effettiva garanzia
dei diritti di ogni individuo, in ogni parte del Paese, togliendo
arbitrio e violenza, ingiustizie e sopprusi. La mafia sà rendersi
invisibile, sa infiltrarsi in territori estranei alla sua origine. La
mafia quando è in accordo con il potere, quando ha ciò che vuole, non
spara, non uccide in modo eclatante, uccide i diritti delle persone
libere, di chi non si piega, di chi è più debole.
La Casa della Legalità lavora con quanti vogliono sconfiggerla. Per
questo portiamo avanti i progetti e le iniziative della Fondazione
Antonino Caponnetto, di Libera contro le Mafie di Don Luigi Ciotti e
Rita Borsellino, di liberaMente, del Centro Sportivo Italiano, di
Riferimenti - coordinamento nazionale antimafia, della Rete del
Bottone e del Centro Falcone-Borsellino.
Per noi l’impegno per la Legalità e la Giustizia Sociale, la lotta
alle mafie non è questione di parte, è questione civile e culturale,
fatta di interventi concreti quotidani.
“La lotta alla mafia
è il 1° problema da
risolvere nella nostra bellissima terra e
disgraziata...Non doveva essere soltanto
una distaccata opera di repressione ma
un movimento culturale e morale che
coinvolgesse tutti e specialmente le nostre
giovani generazioni le più adatte a sentire
subito la bellezza del fresco profumo di
libertà che fa rifiutare il puzzo del
compromesso morale, dell’indifferenza,
della contiguità e quindi della complicità.
Ricordo la felicità di Falcone quando in un
breve periodo di entusiasmo egli mi disse:
La gente fa il tifo per noi. E con ciò non
intendeva riferirsi soltanto al conforto che
l’appoggio morale della popolazione dava al
lavoro del giudice, significava qualcosa di più,
significava soprattutto che il nostro
lavoro stava anche svegliando le coscienze”.
Paolo
Borsellino
La diramazione delle mafie, la
sottocultura che questa porta con se, il degrado sociale e urbano che
produce e di cui si nutre, i silenzi e l’indifferenza con cui sa
avvolgere i propri affari, sono arrivate anche nella nostra Liguria,
anche a Genova. Da decenni si sono radicate ed ora agiscono quasi
nell’ombra più totale, nei suoi settori tradizionali. Oltre alle mafie
italiane (Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita) sono
giunte ed operano nuove mafie, quelle straniere (ex Urss, Albanese e
Slava, CInese, Marsigliese, Turca, Nigeriana e Magrebina). Le mafie
anno saputo farsi strada anche nelle stanze del “potere”, si sono
forniti di nuovi abiti e di nuove e rinnovate identità, ma non hanno
perso la loro prerogativa violenta. Agiscono e condizionano ampi
settori: traffico droghe e armi, prostituzione e immigrazione
clandestina, gioco d’azzardo e scommesse clandestine, lavoro nero e
caporalato, contraffazione e sofisticazione alimentari, corruzione,
usura e pizzo, oltre a tutti i reati delle cosidette ‘ecomafie’.
"Per
sconfiggere la criminalità mafiosa ci vuole dunque un organizzazione
che gli si contrapponga, non soltanto sul versante degli apparati
repressivi, ma anche su quello della società civile. Se la mafia è
percepita dalla gente come una questione da osservare stando a
rispettosa distanza, senza lasciarsi coinvolgere più di tanto e vinca
chi può, chi ci guadagna è la mafia. A rimetterci sono i cittadini"
da "un Magistrato fuorilegge" di
Gian Carlo Caselli, attuale PG di Torino
LA MAFIA A GENOVA...
...SE CE LO AVESSERO RACCONTATO
Il cammino contro le mafie non è
altro che l’impegno quotidiano per vincere il silenzio e sostenere
l’azione di prevenzione e repressione portata avanti dalle donne e
dagli uomini della Magistratura e delle Forze dell’Ordine.
Incontri, dibattiti nelle scuole, nei circoli, nelle parrocchie, nei
centri civici come nelle piazze della città e della ‘rete’. Con il
dialogo si vince il silenzio e si rompe quell’equilibrio fondato
sull’indifferenza, spezzando ogni possibile tentazione alla
convivenza, quando non alla connivenza.
Il cammino contro le mafie è fatto da uomini e donne in carne ed ossa,
non da eroi. Ciascuno può percorrerlo insieme a noi, dando nuovo
slancio e fervore alla rivolta civile e morale, unico sbocco naturale
all’indignazione ed alla difesa della legalità e della giustizia
sociale come bene irrinunciabile di tutti noi e delle future
generazioni.
(per ulteriori
informazioni:
www.genovaweb.org )
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