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LE PRIME
PROVE DELLE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE SUI RAGAZZI
(11 DICEMBRE 2006)

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PROVA NUMERO 1 |
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Quella
poltroncina al Ministero... |
Dopo aver chiesto al
Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Forgione - certamente
ignaro di tutto ed in buona fede - di non prestare il fianco alle
strumentalizzazioni politico-partitiche che i Ds calabresi (ma anche
nazionali) fanno dei "ragazzi di Locri", intendiamo rimanere ai fatti e
non cadere nelle continue trappole e nei colpi bassi che la "politica"
regionale ci tende.
Cominciamo, perciò, a giocare a carte scoperte e mettendo a disposizione di
tutta l'opinione pubblica le prime "carte" (seppur virtuali).
In occasione dell'anniversario
dell'omicidio di Franco Fortugno il Ministro della Pubblica Istruzione
Giuseppe Fioroni esprime la volontà di voler creare una Commissione
ministeriale: "Scuola e Legalità" si chiamerà. Dice che ne faranno parte
anche i "ragazzi di Locri".
Tra l'altro, il 16 ottobre 2006 molti di noi conoscono il Sottosegretario
alla Pubblica Istruzione Letizia De Torre, la quale si dimostra
entusiasta dell'iniziativa del Ministero e dice addirittura ad alcuni di noi
che le avrebbe fatto piacere elaborare percorsi di sinergia per il "Diritto
allo Studio" (la sua delega).
Si aspetta allora, pensavamo ignari ed ingenuamente, che si decida
democraticamente tra tutti i "ragazzi di Locri", quanti e chi delegare a
rappresentarci tutti nella commissione ministeriale (Ammazzatecitutti
è il movimento, ma poi ci sono anche diverse associazioni e realtà
aggregative a Locri e nella Locride).
Ma non essendo stati
ricontattati da nessuno dei dirigenti del Ministero incaricati
dell'istituzione di tale Commissione, in buona fede continuiamo ad aspettare
e tenerne d'occhio il
sito ufficiale.
E' il 23 ottobre 2005 quando sullo stesso sito appare
questo comunicato.
La Commissione si è insediata, all'oscuro da tutto e tutti. Ma un nome a
"rappresentare" (rappresentare?) i "ragazzi di Locri" c'è: Anna Maria
Pancallo.
Basta fare un giro su
Google per
capire, guarda caso, a quale partito sia tesserata la "ragazza di Locri" che
in barba a tutti i ragazzi e senza rispetto alcuno per i propri amici e
compagni, si è accaparrata la prima poltroncina utile al Ministero.
Ci teniamo a sottolineare che
il Movimento non è affatto spaccato, non lo è mai stato. C'è solo un
po' di auto-referenzialismo e prima o poi, seppur a malincuore,
bisognava pur dirlo. Ci dispiace dover cominciare a rendere pubbliche queste
cose (che tra l'altro pubbliche già sono in quanto noi stessi ne siamo
venuti a conoscenza attraverso siti internet ufficiali), ma d'altronde,
anche l'auto-referenziale "ragazza di Locri dei Ds" Pancallo se n'è
altamente infischiata di tutti gli altri "ragazzi di Locri".
A proposito.... ma il gettone di presenza, qualora
ci dovesse essere, Anna Maria se lo tiene per sé?
E che adesso i Ds ed il Presidente del Consiglio regionale smentiscano tutti
questi link, dove è presente il nome di chi loro hanno NOMINATO
d'ufficio (o di partito, secondo la moda attuale) referente dei "ragazzi di
Locri":
http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2006/231006.shtml
http://www.dsonline.it/speciali/amarelitalia/galleria/imm_dett.asp?id_doc=1608
http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=18515&action=view
http://www.dsonline.it/speciali/amarelitalia/galleria/imm_dett.asp?id_doc=1607
Curiosità:
Tra i nomi-nominati al Ministero che trovate nei link sopra proposti (e
nell'immagine grafica sopra riportata, compare anche quello di una nostra
"vecchia conoscenza"... indovinate un pò chi è? Si, è proprio lei,
Adriana alias "La Fioraia"
Musella, l'antimafiosa di
professione. Ma questa è un'altra storia che riprenderemo a tempo e luogo.
LA VERITA' SUI RAGAZZI DI LOCRI
(11 DICEMBRE 2006 - da "Calabria Ora")

"Vi racconto io chi sono i 'Ragazzi di Locri'”
di Martina Raschillà, 19 anni, semplice ragazza che ha contribuito a
far nascere i “Ragazzi di Locri”.
Scrivo
per tentare di chiarire come sia iniziata la polemica tra il Presidente Bova
contro Aldo Pecora e quella innescata da Annamaria Pancallo contro il
Movimento “Ammazzateci tutti”.
Facciamo attenzione a “chi riconosciamo” come leader ed a chi diamo
facilmente parola sui giornali.
A Lamezia il 7 dicembre è stata confezionata un’iniziativa ai limiti della
decenza, dove non era più possibile far finta di nulla e continuare a
restare bendati.
“Locri… 1 anno”, questo il titolo dell’iniziativa. Lo abbiamo appreso dai
giornali che il sindaco di Lamezia (Ds), assieme al Presidente del Consiglio
regionale (Ds) e la giornalista Anna Rosa Macrì, incontravano in un
Auditorium i ragazzi delle scuole lametine, che si sarebbero confrontati a
loro volta con i “ragazzi di Locri”.
Quali ragazzi di Locri?
Facciamo un veloce giro di telefonate e ci rendiamo conto che, guarda caso,
gli unici “ragazzi di Locri” che sarebbero andati all’incontro erano, guarda
caso, ragazzi della Sinistra giovanile dei Ds.
Conosco molto bene Annamaria; sono stata sua compagna di liceo per ben
cinque anni e, prima del 16 Ottobre 2005, la ragazza poteva “vantare” solo
di essere stata per due anni rappresentante di classe e di aver tentato,
invano, di ottenere la poltrona come rappresentate d’istituto.
Dopo il 16 Ottobre tutto è cambiato.
Con tanti altri ragazzi, ci siamo rimboccati la maniche per organizzare la
manifestazione del 18 Ottobre: colletta tra le classi per il materiale, un
pomeriggio intero passato tra i fumi delle bombolette spray, chiamate su
chiamate a rappresentati d’istituto per radunare tutte le scuole della
Locride.
Cos’ha fatto Annamaria? Ha osservato il lavoro degli altri.
Diciamo la verità, cara Annamaria: chi era ad organizzare le manifestazioni?
Non certo tu!
Eri animata da buoni propositi, ma sei sempre stata autoreferenziale, hai
sempre voluto emergere a tutti i costi.
Semmai ci partecipavi alle manifestazioni, e davi il meglio di te quando eri
a portata di obiettivo.
La prova è il famoso "megafono" che mi hai strappato dalle mani la mattina
del 18 ottobre 2005, a Locri, davanti a Palazzo Nieddu. Ricordi?
Quella doveva essere una manifestazione silenziosa, di lutto, e tu hai
richiamato, per meri fini personali, l’attenzione dei media con quel
megafono che serviva esclusivamente per organizzare il corteo prima che
partisse.
Il 19 ottobre abbiamo conosciuto per la prima volta i ragazzi con lo
striscione “E adesso ammazzateci tutti”: Aldo, Francesco, Alessandro… che
sono di Polistena, così come io sono di Roccella e Anna Maria di Gerace.
Erano dei giovani vicini alla Margherita, erano i giovani di Franco Fortugno.
Non era una colpa per loro essere già iscritti ad un partito, a differenza
di Anna Maria Pancallo che ha ricevuto la tessera dei Ds dopo la morte di
Fortugno e già durante le manifestazioni dichiarava di voler fondare il
circolo della Sinistra giovanile a Locri, chiedendo adesioni tra i ragazzi.
Cara Annamaria, mi spieghi come mai sul “Corriere della sera” hai rilasciato
dichiarazioni a nome dei ragazzi di Locri firmandole come sinistra
giovanile?
Non è la prima volta che in seguito alla tua presenza in feste di partito e
varie altre manifestazioni di piazza organizzate dalla sinistra giovanile,
sei stata presentata come: “responsabile e portavoce dei ragazzi di Locri”,
“portavoce del forum Fo.Re.Ver.”, “portavoce degli studenti della Locride”.
Come spieghi tutto ciò?
Come mai i giornali, i blog e i siti internet non pubblicano i tuoi
interventi e le tue partecipazioni “a titolo personale” come tu, invece, le
definisci in altre interviste?
Altro comportamento è stato tenuto da Aldo Pecora, che tra l’altro, come
ricordano tutti, ai funerali di Franco Fortugno nascondeva i lacrimoni
dietro i suoi occhiali da sole e mentre stava dietro lo striscione
Ammazzateci tutti, che cominciava ad essere ripreso da tutte le telecamere,
ha addirittura detto con un filo di voce ai microfoni di Sky “Lasciateci
stare e rispettate il nostro dolore”.
Mentre “qualcun’altra” rilasciava interviste a destra e a manca.
Aldo non è mai stato “inserito” nel gruppo da nessuno, semmai
progressivamente è riuscito lui a fare sempre più gruppo ed a farci quasi da
fratello maggiore. Con i suoi pregi e difetti magari, ma ha dato sempre a
noi, alla famiglia Fortugno ed a Locri ,nonostante abitasse a 35 chilometri
da Locri, tutto se stesso.
Non si è chiesto nessuno perché alla manifestazione del 4 novembre c’era
così tanta gente?
Noi certamente in quella occasione abbiamo dato il massimo per coinvolgere
il maggior numero possibile di ragazzi, ma ha inciso notevolmente il lavoro
“nascosto” che intanto stava facendo Aldo, che ha messo in piedi il sito (e
non si dica che esisteva il blog di “Repubblica” perché di fatto era
impossibile gestirlo) e, come abbiamo scoperto poi il giorno della
manifestazione, prendeva contatti con tanti altri ragazzi da tutta Italia
per portarli a Locri il 4 novembre.
E dal 5 novembre in avanti? Quando giornalisti e televisioni
progressivamente ci lasciavano tutti, chi ha continuato il lavoro?
Non sta a me dirlo, perché i fatti, e parlo di fatti, non di “progetti” cara
Annamaria, sono per fortuna sotto gli occhi di tutti.
Il 15 dicembre è nato il Forum regionale “Fo.Re.Ver”.
Ma chi è stato a mettere in piedi, A SUE SPESE, la prima mailing list e
metterci tutti in rete anche assieme ad altri ragazzi che non conoscevamo?
Sempre lui, Aldo Pecora.
Se non fosse stato per la mailing list, potevamo aspettare che la Regione ci
degnasse di uno sguardo! Le seicento telefonate, effettuate con i nostri
cellulari, che abbiamo fatto per organizzare quel “famoso” primo incontro
con i firmatari del patto Fo.Re.Ver, dove le mettiamo?
Il Consiglio Regionale ci aveva letteralmente abbandonati, dopo aver
inaugurato una stanza vuota a Palazzo Nieddu. Ed è per questo che
progressivamente, ognuno di noi, che voleva mettersi a FARE qualcosa, non ha
partecipato più agli incontri del Fo.Re.Ver.
Io e Aldo siamo stati tra gli ultimi a tirare fino alla fine ed a sperare di
poter finalmente partire con le attività…
Tutti noi credevamo nel Fo.Re.Ver, proprio perché nasceva in memoria di
Franco Fortugno.
È da questo momento che da tante anime si è consolidato un vero gruppo, un
“movimento spontaneo” PLURALE E COLLEGIALE, che rispetta le idee politiche
di tutti e che si ritrova trasversalmente d’accordo su una sola cosa:
l’antimafia dei fatti, e non delle passerelle, l’antimafia senza colore
politico, L’antimafia fatta gratis, non quella a gettone di presenza!
A che titolo la signorina Annamaria Pancallo rappresenta i “ragazzi di
Locri” nella commissione “Scuola e Legalità” del Ministero della Pubblica
Istruzione?
Annamaria siede su quella poltrona senza essere espressione dei “ragazzi di
Locri”, di questo ne siamo certi.
Oggi non si può detenere il copyright dei “ragazzi di Locri”, ma SUL CAMPO
DI BATTAGLIA “quelli di Ammazzateci tutti”, noi straccioni di Valmy
dell’antimafia, da marzo fino ad oggi in Calabria ed in tutta Italia, con
risorse zero, siamo riusciti a fare cose concrete. E quando si è risentito
parlare di “ragazzi di Locri”, nel bene e nel male, è sempre stato grazie o
per colpa di Aldo Pecora.
Mi sono sentita in dovere di raccontare questa storia a tutti quei politici
che adesso ci sparano addosso ed a tutti quei calabresi che forse sognano di
riprendersi la Calabria insieme a noi.
Roccella Jonica, 10 dicembre 2006
Martina Raschillà
Movimento dei ragazzi di Locri “E adesso ammazzateci tutti”
IPSE
DIXIT
(7 DICEMBRE 2006)

“Occorre innanzitutto sgombrare una volta per tutte
il campo da un equivoco di fondo. Dietro ‘Ammazzateci tutti’ non ci sono
i ragazzi di Locri. ‘Ammazzateci tutti’ e’ sinonimo di Aldo Pecora,
giovane studente di Polistena e di pochi altri che operano sotto quella
sigla”.
dal PIZZINO secondo Giuseppe
alias “Don Peppe” BOVA,
Presidente del Consiglio regionale della
Calabria. 7/12/2006
(in replica alla nota diffusa dal Movimento in
mattinata)
NOTA STAMPA
DEL MOVIMENTO (7 DICEMBRE 2006 - ore 9.00)

Ci appelliamo formalmente ed ufficialmente al Presidente della
Commissione Parlamentare Antimafia Francesco Forgione, oggi in visita a
Lamezia Terme, affinché non presti la sua persona e l’Istituzione che
rappresenta alla squallida opera di strumentalizzazione
politica che il Presidente del Consiglio regionale della Calabria
Giuseppe Bova (nella foto a destra) ed il suo partito da mesi
pianificano e stanno portando a compimento sui ‘ragazzi di Locri’.
Motiveremo con documenti e fatti la nostra denuncia-appello al
Presidente Forgione anche dinnanzi all’opinione pubblica nazionale,
provando carte alla mano la scientifica orchestrazione messa in piedi in
Calabria dal partito dei Democratici di Sinistra, partito che nella
regione del dopo-Fortugno vanta il record nazionale per il maggior
numero di consiglieri regionali inquisiti con in testa il Vicepresidente
della Giunta regionale indagato per associazione per delinquere, e che
ora tenta disperatamente di allungare i propri tentacoli sui ragazzi di
Locri a seconda delle esigenze, delegittimandone ed isolandone la parte
non ‘controllabile’.
Un sistema di autoconservazione del potere che ha i suoi punti forti
soprattutto nei legami a doppio filo che il primo partito della Calabria
intrattiene trasversalmente con quella parte prezzolata del giornalismo
regionale (ben individuata anche nella Rai calabrese), su incarichi per
chiamata diretta ad alcuni di questi “giornalisti” che confezionano
ad-hoc su commissione del Consiglio regionale articoli ed addirittura
libri sui ragazzi di Locri, facendone proprio uso ed abuso e plasmandone
l’immagine che a loro ed ai loro sponsor politici più conviene.
Per fortuna i ragazzi che i Ds sono riusciti a ‘infiltrare’ nel
Movimento, nonostante ne sia stata ad arte gonfiata l’immagine persino
con nomine in seno a compiacenti commissioni ministeriali e spesandoli
con i soldi dei contribuenti calabresi, si contano sulle dita di una
mano. Mentre la stragrande maggioranza del Movimento continua a
dimostrarsi seria e coerente con i principi di spontaneità che ne hanno
ispirato la nascita.
Il Presidente Bova comunque, mentre organizza le sue strumentali parate
antimafia, dovrebbe anche informarsi bene circa i nomi e le storie di
alcuni strani ‘personaggi’ che giornalmente frequenterebbero i suoi
uffici. Ma lui questi personaggi pare di conoscerli molto bene, e questa
è la cosa che più ci lascia allibiti.
Lo stesso Bova, che oramai è solo il presidente del Consiglio regionale
più inquisito d’Italia, si è macchiato di un reato ben più grave di
quelli presuntivamente commessi dai suoi compagni: quello di aver ucciso
la speranza di tutti i calabresi onesti e di aver scientificamente, come
dimostreremo, messo in opera la più squallida operazione di spaccatura,
per biechi interessi di bottega, di quella che è stata la realtà più
bella e portatrice di speranza per tutta l’Italia che che sono i ragazzi
di Locri.
Ma adesso basta, la misura è colma. Sappia questa classe di malapolitica
e malaffare che i calabresi non sono stupidi, ragazzi in primis.
Locri, 7 dicembre 2006
Il Movimento dei ragazzi di Locri e di Calabria “E adesso ammazzateci
tutti”
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