I dossier di Ammazzatecitutti.org
Le mani sui ragazzi di Locri

INTRODUZIONE AL DOSSIER

Siamo giunti al capolinea. Seguite costantemente le pagine di questo dossier in itinere... ne vedrete delle belle. I politici più inquisiti d'Italia che allungano i loro tentacoli sui ragazzi. E non siamo nella Sicilia di Cuffaro, ma in Calabria, dove l'Unione alle scorse regionali ha raccolto oltre il 60% dei consensi. La stessa regione dove qualche mese dopo, a Locri, in un seggio elettorale delle Primarie della stessa Unione, veniva ucciso il Vicepresidente del Consiglio regionale Franco Fortugno.
Altro che emergenza criminalità.... qui c'è un'
emergenza eticità!
Saremo pure "solo" dei ragazzi, ma non fessi.
forum Per discutere ed approfondire la questione è da subito attiva un'apposita sezione sul Forum.
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PROTAGONISTI DEL DOSSIER (Verranno aggiunti i nominativi man mano che documenteremo i fatti accaduti):
 
Giuseppe alias "Don Peppe" BOVA

Giuseppe Bova

Presidente del Consiglio regionale della Calabria (Democratici di Sinistra)

Parla di fatti. E lui di fatti ne ha fatti. Già vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, dopo una candidatura non andata a buon fine alle elezioni europee del 2004, nel 2005 con la vittoria di Agazio Loiero e del centro-sinistra è di fatto nominato consigliere regionale della Calabria grazie al "listino" nel quale egli era stato indicato dal proprio partito.

E' a capo della seconda corrente diessina calabrese (la prima è quella facente capo al Viceministro degli Interni Marco Minniti).
Don Peppe è da sempre molto attento ai giovani, al punto dal volere fortemente presso i propri uffici al Consiglio regionale anche il segretario provinciale della Sinistra giovanile Ds di Reggio Calabria, in servizio però come pompiere a Torino.

E' veramente molto attento ai giovani. Dopo l'uccisione di Franco Fortugno e la straordinaria risposta dei "ragazzi di Locri" è lui a voler fortemente l'istituzione del "Fo.Re.Ver. - Forum per la Resistenza e la Verità", al quale attraverso il Consiglio regionale avrebbe stanziato circa
600.000€.

continua...
 


 

   
NOTA PER I LETTORI: Questo dossier vogliamo farlo cominciare dalla fine (fine?). Risaliremo giorno dopo giorno, fatti dopo fatti, l'ennesima pagina-vergogna nella martoriata Calabria del dopo-Fortugno. E giorno dopo giorno sempre più nomi e fatti si "illumineranno" nei testi e nei documenti che riporteremo.


LE PRIME PROVE DELLE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE SUI RAGAZZI
  (11 DICEMBRE 2006)

PROVA NUMERO 1
Quella poltroncina al Ministero...

Dopo aver chiesto al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Forgione - certamente ignaro di tutto ed in buona fede - di non prestare il fianco alle strumentalizzazioni politico-partitiche che i Ds calabresi (ma anche nazionali) fanno dei "ragazzi di Locri", intendiamo rimanere ai fatti e non cadere nelle continue trappole e nei colpi bassi che la "politica" regionale ci tende.
Cominciamo, perciò, a giocare a carte scoperte e mettendo a disposizione di tutta l'opinione pubblica le prime "carte" (seppur virtuali).

In occasione dell'anniversario dell'omicidio di Franco Fortugno il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni esprime la volontà di voler creare una Commissione ministeriale: "Scuola e Legalità" si chiamerà. Dice che ne faranno parte anche i "ragazzi di Locri".
Tra l'altro, il 16 ottobre 2006 molti di noi conoscono il Sottosegretario alla Pubblica Istruzione Letizia De Torre, la quale si dimostra entusiasta dell'iniziativa del Ministero e dice addirittura ad alcuni di noi che le avrebbe fatto piacere elaborare percorsi di sinergia per il "Diritto allo Studio" (la sua delega).

Si aspetta allora, pensavamo ignari ed ingenuamente, che si decida democraticamente tra tutti i "ragazzi di Locri", quanti e chi delegare a rappresentarci tutti nella commissione ministeriale (
Ammazzatecitutti è il movimento, ma poi ci sono anche diverse associazioni e realtà aggregative a Locri e nella Locride).

Ma non essendo stati ricontattati da nessuno dei dirigenti del Ministero incaricati dell'istituzione di tale Commissione, in buona fede continuiamo ad aspettare e tenerne d'occhio il sito ufficiale.
E' il 23 ottobre 2005 quando sullo stesso sito appare questo comunicato.
La Commissione si è insediata, all'oscuro da tutto e tutti. Ma un nome aAnna Maria Pancallo, sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzone ed alla Conferenza nazionale dei Ds "rappresentare" (rappresentare?) i "ragazzi di Locri" c'è: Anna Maria Pancallo.
Basta fare un giro su Google
per capire, guarda caso, a quale partito sia tesserata la "ragazza di Locri" che in barba a tutti i ragazzi e senza rispetto alcuno per i propri amici e compagni, si è accaparrata la prima poltroncina utile al Ministero.

Ci teniamo a sottolineare che il Movimento non è affatto spaccato, non lo è mai stato. C'è solo un po' di auto-referenzialismo e prima o poi, seppur a malincuore, bisognava pur dirlo. Ci dispiace dover cominciare a rendere pubbliche queste cose (che tra l'altro pubbliche già sono in quanto noi stessi ne siamo venuti a conoscenza attraverso siti internet ufficiali), ma d'altronde, anche l'auto-referenziale "ragazza di Locri dei Ds" Pancallo se n'è altamente infischiata di tutti gli altri "ragazzi di Locri". A proposito.... ma il gettone di presenza, qualora ci dovesse essere, Anna Maria se lo tiene per sé?

E che adesso i Ds ed il Presidente del Consiglio regionale smentiscano tutti questi link, dove è presente il nome di chi loro hanno NOMINATO d'ufficio (o di partito, secondo la moda attuale) referente dei "ragazzi di Locri":
http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2006/231006.shtml
http://www.dsonline.it/speciali/amarelitalia/galleria/imm_dett.asp?id_doc=1608
http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=18515&action=view
http://www.dsonline.it/speciali/amarelitalia/galleria/imm_dett.asp?id_doc=1607

Curiosità:
Tra i nomi-nominati al Ministero che trovate nei link sopra proposti (e nell'immagine grafica sopra riportata, compare anche quello di una nostra "vecchia conoscenza"... indovinate un pò chi è? Si, è proprio lei, Adriana
alias "La Fioraia" Musella, l'antimafiosa di professione. Ma questa è un'altra storia che riprenderemo a tempo e luogo.

 


LA VERITA' SUI RAGAZZI DI LOCRI
  (11 DICEMBRE 2006 - da "Calabria Ora")

"Vi racconto io chi sono i 'Ragazzi di Locri'”
di Martina Raschillà, 19 anni, semplice ragazza che ha contribuito a far nascere i “Ragazzi di Locri”.

Martina Raschillà durante lo sciopero della fame di Mario CongiustaScrivo per tentare di chiarire come sia iniziata la polemica tra il Presidente Bova contro Aldo Pecora e quella innescata da Annamaria Pancallo contro il Movimento “Ammazzateci tutti”.

Facciamo attenzione a “chi riconosciamo” come leader ed a chi diamo facilmente parola sui giornali.

A Lamezia il 7 dicembre è stata confezionata un’iniziativa ai limiti della decenza, dove non era più possibile far finta di nulla e continuare a restare bendati.
“Locri… 1 anno”, questo il titolo dell’iniziativa. Lo abbiamo appreso dai giornali che il sindaco di Lamezia (Ds), assieme al Presidente del Consiglio regionale (Ds) e la giornalista Anna Rosa Macrì, incontravano in un Auditorium i ragazzi delle scuole lametine, che si sarebbero confrontati a loro volta con i “ragazzi di Locri”.
Quali ragazzi di Locri?
Facciamo un veloce giro di telefonate e ci rendiamo conto che, guarda caso, gli unici “ragazzi di Locri” che sarebbero andati all’incontro erano, guarda caso, ragazzi della Sinistra giovanile dei Ds.

Conosco molto bene Annamaria; sono stata sua compagna di liceo per ben cinque anni e, prima del 16 Ottobre 2005, la ragazza poteva “vantare” solo di essere stata per due anni rappresentante di classe e di aver tentato, invano, di ottenere la poltrona come rappresentate d’istituto.
Dopo il 16 Ottobre tutto è cambiato.
Con tanti altri ragazzi, ci siamo rimboccati la maniche per organizzare la manifestazione del 18 Ottobre: colletta tra le classi per il materiale, un pomeriggio intero passato tra i fumi delle bombolette spray, chiamate su chiamate a rappresentati d’istituto per radunare tutte le scuole della Locride.
Cos’ha fatto Annamaria? Ha osservato il lavoro degli altri.

Diciamo la verità, cara Annamaria: chi era ad organizzare le manifestazioni?

Non certo tu!
Eri animata da buoni propositi, ma sei sempre stata autoreferenziale, hai sempre voluto emergere a tutti i costi.
Semmai ci partecipavi alle manifestazioni, e davi il meglio di te quando eri a portata di obiettivo.
La prova è il famoso "megafono" che mi hai strappato dalle mani la mattina del 18 ottobre 2005, a Locri, davanti a Palazzo Nieddu. Ricordi?
Quella doveva essere una manifestazione silenziosa, di lutto, e tu hai richiamato, per meri fini personali, l’attenzione dei media con quel megafono che serviva esclusivamente per organizzare il corteo prima che partisse.

Il 19 ottobre abbiamo conosciuto per la prima volta i ragazzi con lo striscione “E adesso ammazzateci tutti”: Aldo, Francesco, Alessandro… che sono di Polistena, così come io sono di Roccella e Anna Maria di Gerace.

Erano dei giovani vicini alla Margherita, erano i giovani di Franco Fortugno.
Non era una colpa per loro essere già iscritti ad un partito, a differenza di Anna Maria Pancallo che ha ricevuto la tessera dei Ds dopo la morte di Fortugno e già durante le manifestazioni dichiarava di voler fondare il circolo della Sinistra giovanile a Locri, chiedendo adesioni tra i ragazzi.

Cara Annamaria, mi spieghi come mai sul “Corriere della sera” hai rilasciato dichiarazioni a nome dei ragazzi di Locri firmandole come sinistra giovanile?
Non è la prima volta che in seguito alla tua presenza in feste di partito e varie altre manifestazioni di piazza organizzate dalla sinistra giovanile, sei stata presentata come: “responsabile e portavoce dei ragazzi di Locri”, “portavoce del forum Fo.Re.Ver.”, “portavoce degli studenti della Locride”.
Come spieghi tutto ciò?
Come mai i giornali, i blog e i siti internet non pubblicano i tuoi interventi e le tue partecipazioni “a titolo personale” come tu, invece, le definisci in altre interviste?

Altro comportamento è stato tenuto da Aldo Pecora, che tra l’altro, come ricordano tutti, ai funerali di Franco Fortugno nascondeva i lacrimoni dietro i suoi occhiali da sole e mentre stava dietro lo striscione Ammazzateci tutti, che cominciava ad essere ripreso da tutte le telecamere, ha addirittura detto con un filo di voce ai microfoni di Sky “Lasciateci stare e rispettate il nostro dolore”.
Mentre “qualcun’altra” rilasciava interviste a destra e a manca.

Aldo non è mai stato “inserito” nel gruppo da nessuno, semmai progressivamente è riuscito lui a fare sempre più gruppo ed a farci quasi da fratello maggiore. Con i suoi pregi e difetti magari, ma ha dato sempre a noi, alla famiglia Fortugno ed a Locri ,nonostante abitasse a 35 chilometri da Locri, tutto se stesso.
Non si è chiesto nessuno perché alla manifestazione del 4 novembre c’era così tanta gente?
Noi certamente in quella occasione abbiamo dato il massimo per coinvolgere il maggior numero possibile di ragazzi, ma ha inciso notevolmente il lavoro “nascosto” che intanto stava facendo Aldo, che ha messo in piedi il sito (e non si dica che esisteva il blog di “Repubblica” perché di fatto era impossibile gestirlo) e, come abbiamo scoperto poi il giorno della manifestazione, prendeva contatti con tanti altri ragazzi da tutta Italia per portarli a Locri il 4 novembre.
E dal 5 novembre in avanti? Quando giornalisti e televisioni progressivamente ci lasciavano tutti, chi ha continuato il lavoro?
Non sta a me dirlo, perché i fatti, e parlo di fatti, non di “progetti” cara Annamaria, sono per fortuna sotto gli occhi di tutti.

Il 15 dicembre è nato il Forum regionale “Fo.Re.Ver”.
Ma chi è stato a mettere in piedi, A SUE SPESE, la prima mailing list e metterci tutti in rete anche assieme ad altri ragazzi che non conoscevamo?
Sempre lui, Aldo Pecora.
Se non fosse stato per la mailing list, potevamo aspettare che la Regione ci degnasse di uno sguardo! Le seicento telefonate, effettuate con i nostri cellulari, che abbiamo fatto per organizzare quel “famoso” primo incontro con i firmatari del patto Fo.Re.Ver, dove le mettiamo?

Il Consiglio Regionale ci aveva letteralmente abbandonati, dopo aver inaugurato una stanza vuota a Palazzo Nieddu. Ed è per questo che progressivamente, ognuno di noi, che voleva mettersi a FARE qualcosa, non ha partecipato più agli incontri del Fo.Re.Ver.
Io e Aldo siamo stati tra gli ultimi a tirare fino alla fine ed a sperare di poter finalmente partire con le attività…
Tutti noi credevamo nel Fo.Re.Ver, proprio perché nasceva in memoria di Franco Fortugno.
È da questo momento che da tante anime si è consolidato un vero gruppo, un “movimento spontaneo” PLURALE E COLLEGIALE, che rispetta le idee politiche di tutti e che si ritrova trasversalmente d’accordo su una sola cosa: l’antimafia dei fatti, e non delle passerelle, l’antimafia senza colore politico, L’antimafia fatta gratis, non quella a gettone di presenza!

A che titolo la signorina Annamaria Pancallo rappresenta i “ragazzi di Locri” nella commissione “Scuola e Legalità” del Ministero della Pubblica Istruzione?
Annamaria siede su quella poltrona senza essere espressione dei “ragazzi di Locri”, di questo ne siamo certi.
Oggi non si può detenere il copyright dei “ragazzi di Locri”, ma SUL CAMPO DI BATTAGLIA “quelli di Ammazzateci tutti”, noi straccioni di Valmy dell’antimafia, da marzo fino ad oggi in Calabria ed in tutta Italia, con risorse zero, siamo riusciti a fare cose concrete. E quando si è risentito parlare di “ragazzi di Locri”, nel bene e nel male, è sempre stato grazie o per colpa di Aldo Pecora.
Mi sono sentita in dovere di raccontare questa storia a tutti quei politici che adesso ci sparano addosso ed a tutti quei calabresi che forse sognano di riprendersi la Calabria insieme a noi.

Roccella Jonica, 10 dicembre 2006

Martina Raschillà
Movimento dei ragazzi di Locri “E adesso ammazzateci tutti”


IPSE DIXIT  (7 DICEMBRE 2006)


“Occorre innanzitutto sgombrare una volta per tutte il campo da un equivoco di fondo. Dietro ‘Ammazzateci tutti’ non ci sono i ragazzi di Locri. ‘Ammazzateci tutti’ e’ sinonimo di Aldo Pecora, giovane studente di Polistena e di pochi altri che operano sotto quella sigla”.

dal PIZZINO secondo Giuseppe alias “Don Peppe” BOVA,
Presidente del Consiglio regionale della Calabria. 7/12/2006
(in replica alla nota diffusa dal Movimento in mattinata)


NOTA STAMPA DEL MOVIMENTO  (7 DICEMBRE 2006 - ore 9.00)

Ci appelliamo formalmente ed ufficialmente al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Francesco Forgione, oggi in visita a Lamezia Terme, affinché non presti la sua persona e l’Istituzione che rappresenta alla squallida opera di strumentalizzazioneIl Presidente del Consiglio regionae della Calabria Giuseppe Bova politica che il Presidente del Consiglio regionale della Calabria Giuseppe Bova (nella foto a destra) ed il suo partito da mesi pianificano e stanno portando a compimento sui  ‘ragazzi di Locri’.

Motiveremo con documenti e fatti la nostra denuncia-appello al Presidente Forgione anche dinnanzi all’opinione pubblica nazionale, provando carte alla mano la scientifica orchestrazione messa in piedi in Calabria dal partito dei Democratici di Sinistra, partito che nella regione del dopo-Fortugno vanta il record nazionale per il maggior numero di consiglieri regionali inquisiti con in testa il Vicepresidente della Giunta regionale indagato per associazione per delinquere, e che ora tenta disperatamente di allungare i propri tentacoli sui ragazzi di Locri a seconda delle esigenze, delegittimandone ed isolandone la parte non ‘controllabile’.

Un sistema di autoconservazione del potere che ha i suoi punti forti soprattutto nei legami a doppio filo che il primo partito della Calabria intrattiene trasversalmente con quella parte prezzolata del giornalismo regionale (ben individuata anche nella Rai calabrese), su incarichi per chiamata diretta ad alcuni di questi “giornalisti” che confezionano ad-hoc su commissione del Consiglio regionale articoli ed addirittura libri sui ragazzi di Locri, facendone proprio uso ed abuso e plasmandone l’immagine che a loro ed ai loro sponsor politici più conviene.

Per fortuna i ragazzi che i Ds sono riusciti a ‘infiltrare’ nel Movimento, nonostante ne sia stata ad arte gonfiata l’immagine persino con nomine in seno a compiacenti commissioni ministeriali e spesandoli con i soldi dei contribuenti calabresi, si contano sulle dita di una mano. Mentre la stragrande maggioranza del Movimento continua a dimostrarsi seria e coerente con i principi di spontaneità che ne hanno ispirato la nascita.

Il Presidente Bova comunque, mentre organizza le sue strumentali parate antimafia, dovrebbe anche informarsi bene circa i nomi e le storie di alcuni strani ‘personaggi’ che giornalmente frequenterebbero i suoi uffici. Ma lui questi personaggi pare di conoscerli molto bene, e questa è la cosa che più ci lascia allibiti.

Lo stesso Bova, che oramai è solo il presidente del Consiglio regionale più inquisito d’Italia, si è macchiato di un reato ben più grave di quelli presuntivamente commessi dai suoi compagni: quello di aver ucciso la speranza di tutti i calabresi onesti e di aver scientificamente, come dimostreremo, messo in opera la più squallida operazione di spaccatura, per biechi interessi di bottega, di quella che è stata la realtà più bella e portatrice di speranza per tutta l’Italia che che sono i ragazzi di Locri.

Ma adesso basta, la misura è colma. Sappia questa classe di malapolitica e malaffare che i calabresi non sono stupidi, ragazzi in primis.

Locri, 7 dicembre 2006

Il Movimento dei ragazzi di Locri e di Calabria “E adesso ammazzateci tutti”

 

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