23 maggio 1992/2008: a Reggio, per non dimenticare... Stampa E-mail
di Redazione   
giovedì 22 maggio 2008

Giovanni Falcone REGGIO CALABRIA - 22/05/2008 - Il 23 maggio di 16 anni fa veniva ucciso, assieme a sua moglie ed agli uomini della scorta, il magistrato Giovanni Falcone. Tutti gli studenti di Reggio Calabria hanno accolto l'invito della Fondazione "Antonino Scopelliti", intitolata all'Alto magistrato ucciso per mano della 'ndrangheta, dandosi appuntamento domani, 23 maggio 2008 alle ore 9.30 all'Auditorium "Gianni Versace" (area Ce.Dir.), proprio a due passi dalla Procura di Reggio Calabria, i quali uffici sono stati al centro in questi ultimi tempi delle polemiche riguardo il ritrovamento di microspie negli uffici dei magistrati antimafia reggini.
Altissimo il valore non solo "provocatorio" ma anche simbolico dell'iniziativa promossa dalla Fondazione ed organizzata soprattutto grazie al Movimento "Ammazzateci Tutti", fondato a Locri all'indomani dell'omicido Fortugno.
Magistrati, operatori delle forze dell'ordine e volontari avranno modo di ricordare e di confrontarsi con oltre 1000 studenti di tutte le età alla presenza di familiari delle vittime di mafia, testimoni di giustizia ed autorità civili religiose e militari. E' prevista la presenza, tra gli altri, del Pm Nicola Gratteri e del Procuratore aggiunto Salvatore Boemi.


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Commenti (12)Add Comment
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scritto da Francesco , 23 maggio 2008
"Si muore generalmente perchè si è soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perchè non si dispone delle necessarie alleanze, perchè si è privi di sostegno. In Sicilia la Mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è iruscito a proteggere".
Sono le parole con cui si chiude il libro di Giovanni Falcone "Cose di Cosa Nostra". Sappiamo che lo Stato non ha voluto proteggere nè lui, nè Paolo Borsellino.
Per molti di noi, accade quanto accade per gli Americani con la morte dei Kennedy: tutti noi sappiamo esattamente dove eravamo e cosa facevamo nel momento in cui abbiamo appreso la notizia dell'attentato di Capaci e di Via D'Amelio
A capaci uccisero Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta:Rocco di Cillo, Antonio Mortinaro, Vito Schifani.
Fra qualche giorno scriveremo anche dell'anniversario della strage di via D'Amelio, in cui assieme al giudice Paolo Borselllino verranno uccisi gli agenti che, insieme a molti altri, si erano offerti di scortare il giudice: Manuela Loi,Agostino Catalalo, Walter Cusina, Vincenzo Li Muti, Claudio Troina.
Si spenderanno tante parole, tante , facili e spesso inutili e in "malafede"...Risuonano ancora le parole della giovane moglie di Vito Schifani rivolgendosi agli uomini della Mafia che , lei e noi ne eravamo certi, sedevano fra i banchi della cattedrale di Palermo nel giorno dei funerali : ".... Io vi perdono ma voi dovete mettervi in ginocchio". Non si sono messi in ginocchio, non li avremmo mai perdonati!
Per rendersi conto di cosa sia avvenuto in Italia , vi invito a rivedere la registrazione di una trasmissione di Costanzo nella quale sono ospiti anche Giovanni Falcone e i figli del generale Dalla Chiesa. Ad un certo punto, dalla platea prende il microfono un certo Totò Cuffaro, che comincia ad inveire contro il giudice Falcone colpevole, a suo dire , di aver infangato con le sue indagini la reputazione della "migliore classe politica siciliana". Gli ospiti sul palco lo guardano sorpresi e quasi divertiti da quelle esternazioni che a loro sembrano lo sproloquio di un pazzo. "Ma questo è pazzo..." dice ad un certo punto Rita dalla Chiesa, mentre il giudice Falcone sorride pazientemente...Non era un pazzo. Se pensiamo a quello che è successo sappiamo che non era un pazzo.
L'Italia dei nostri giorni non è quella per cui sono morti Giovanni Falcone e i tanti che, come lui, hanno scelto di essere "Servitori" dello Stato. L'Italia dei nostri giorni è governata da coloro che "invitavano" Giovanni Falcone a non gettare fango sulla "migliore classe politica siciliana".
Spesso, quasi sempre, neppure noi siamo degni di quegli uomini e il loro sacrifico può apparire inutile. Ma di loro ci ricordiamo, e forse qualche volta diventano verità le parole di quello striscione su cui si scriveva che " Gli Uomini passano , ma le loro idee continuano a camminare sulle nostre gambe".
In ricordo dei miei Eroi.
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scritto da paolo , 23 maggio 2008
Berlusconi non dovrebbe neanche nominarlo il nome di Falcone e nemmeno quello di Borsellino. Ci siamo gi dimenticati che ha definito Mangano un eroe. Sono disgustato che che magari si permetta persino di presenziare a Palermo per l'anniversario della morte.
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scritto da Pereira , 23 maggio 2008
Carissimi mi dispiace molto di non essere con Voi.
Ho sentito anche le dichiarazioni alla televisione di Antonino Caponnetto, che fu giudice istruttore a Palermo all'epoca del Pool Antimafia, specie laddove Caponnetto ribadiva la tesi, sostenuta da pi parti, che Falcone cominci a morire nel gennaio del 1988 quando la maggioranza del Consiglio Superiore della Magistratura gli prefer鲬 Antonino Meli alla guida dell'Ufficio Istruzione dopo il mio trasferimento da Palermo e che il vero motivo che indusse Giovanni Falcone ad accettare l'offerta di Martelli di andare a Roma fu il contrasto che si era creato tra Giovanni Falcone e i dirigenti della Procura della Repubblica di Palermo. Io condivido queste affermazioni di Caponnetto, anche se con questo non intendo dire che il criminoso evento del 23 maggio sia il naturale epilogo di questo processo di morte. Paolo Borsellino
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scritto da Pereira , 23 maggio 2008
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scritto da Pereira , 23 maggio 2008
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16 anni
scritto da Andrea Pagliantini , 23 maggio 2008
era un giorno come oggi, con il sole velato, un pò freddo per essere maggio, ad un certo punto improvvisamente l'autostrada di Capaci si aprì e ingoiò 5 persone oneste.
Abbiamo tutti il dovere di ricordarli e di non piegare la testa di fronte a qualsiasi ingiustizia.
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scritto da Silvia Milani , 23 maggio 2008
Falcone non ti dimenticheremo mai, x sempre nei nostri cuori...e i politici che sono ora al governo non dovrebbero neanche nominarlo il nome di Falcone di sua moglie Francesca Morvillo e di tutti gli agenti delle scorta!X non dimenticare...Perch la memoria rende liberi...
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scritto da Tiziana , 23 maggio 2008
Un pensiero ed una preghiera per tutte le vittime di mafia... perch stragi del genere non accadano pi... per non dimenticare.
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scritto da giuseppe , 23 maggio 2008
La morte di Giovanni Falcone,cui farà seguito quella del suo caro amico e collega Paol Borsellino, non è semplicemente una strage di mafia, come la politica vuol far credere forse nell' intento di sviare da sè inquietanti sospetti di collusione,ma è anche e soprattutto una "strage di stato" perchè, al di là delle celebrazioni e delle parate che servono a creare una facciata di perbenismo e di moralità, si nasconde il volto corrotto, ripugnante, squallido di una parte importante della politica che in Falcone e Borsellino vide un pericolo per il suo potere e la sua ricchezza costruite attraverso il compromesso con i più feroci boss, belve spietate assetate di sangue.Quella politica, di cui rimane qualche simbolo trionfante sugli scranni del parlamento, lasciò dolosamente che Falcone e Borsellino morissero di una morte lenta e dolorosa,più dolorosa del tritolo che li ridusse in brandelli: la morte per indifferenza e abbandono con la sensazione tormentosa che fino all' ultimo li ha accompagnati che tutto il lavoro da essi svolto, i sacrifici, le sofferenze causate alle rispettive famiglie non fossero altro che il nulla assoluto e che lo stato preferisse scendere a patti con la mafia, che sa ricompensare con la poltrona parlamentare i favori ricevuti. Oggi alla politica delle celebrazioni e delle commemorazioni rivolgo il mio appello affinchè si liberi dai suoi fantasmi,dalle sue maschere ipocrite e dalle sue colpe del passato e del presente, inserendo la lotta alla mafia al primo posto nell' azione di governo, scegliendo di essere coerente fino in fondo, allontanando da sè la sua anima nera. Questo è l' unico vero modo di onorare la memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di tutti coloro che, al servizio dello stato, cercarono a costo della loro stessa vita di salvare noialtri dall' abisso del male, rappresentato dalla mafia e da quella parte delle istituzioni che scelsero di vendere le loro anime al diavolo in cambio di potere e ricchezza
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scritto da Pereira , 24 maggio 2008
Il giudice Salvatore Boemi nel corso il suo accorato e commosso ricordo del Giudice Antonino Scopelliti, trucidato nella solitudine e nel silenzio generale ha detto tre cose molto importanti sulle quali riflettere:

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scritto da Pereira , 24 maggio 2008
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scritto da Michael Lusi , 30 giugno 2008
Forse è vero che la memoria rende liberi, ma essa non ci aiuta a liberarci dal rancore in cui viviamo per le vittime di mafia.

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