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Caro Paolo... PDF Stampa E-mail
di Emiliano Morrone   
sabato 19 luglio 2008

19 luglio 2008 - Sedicesimo anniversario Strage di Via D'Amelio Ciao Paolo,
ti scrivo comodamente seduto, al mio tavolo di lavoro. Da un po’, in Italia, finite le stragi, avvengono fatti che non c’entrano con la democrazia, e che anzi la mortificano nei princìpi.

Il giudice de Magistris, tuo collega, ha perduto le inchieste "Poseidone", sui depuratori calabresi, e "Why not", su un presunto, si dice così, comitato d’affari con centro a San Marino, Repubblica dentro la nostra Repubblica.

Su un giornale calabrese, ieri ho letto che la Procura di Salerno sta indagando per gravi reati su Mariano Lombardi, ex procuratore capo a Catanzaro, Salvatore Murone, procuratore aggiunto, e Adalgisa Rinardo, presidente del Riesame nella medesima città.

L’ipotesi dei titolari dell’inchiesta è che questi abbiano remato contro de Magistris; che adesso, per una questione tecnica, il ritardo nella presentazione del ricorso in Cassazione contro il provvedimento di trasferimento e perdita delle funzioni adottato dal Csm, non potrà più rappresentare l’accusa in procedimenti penali. Non potrà investigare, non sarà più un pubblico ministero. E dovrà sloggiare da Catanzaro, comune di cui il cattolico Oscar Luigi Scalfaro è originario.

In "Why not", sono coinvolti politici, imprenditori e alti funzionari dello Stato. Quello Stato che t’ha voluto cancellare, impedendoti di completare il lavoro che con Giovanni Falcone e i collaboratori avevi iniziato in nome della giustizia e della verità. Della Costituzione. Cui giurasti fedeltà, senza smentirti, come Rocco Chinnici, Falcone, Ninni Cassarà, Rosario Livatino, Nino Scopelliti e tanti altri.

Ai tuoi tempi, la loggia massonica P2 aveva un ambizioso progetto di riforma. Anche di recente lo ha confermato il suo rettore, il venerabile Licio Gelli, che non è manco ai domiciliari e il cui archivio ha assunto piena dignità pubblica a Pistoia; a cura di Linda Giuva, moglie di Massimo D’Alema.

Finanziato dagli americani e sponsorizzato dai fratelli oltreoceano, il Gran Maestro - che ha una doppia visione di Michele Sindona, di cui dice che "lo hanno suicidato", e che di Roberto Calvi parla con un certo riserbo, come il presidente emerito Francesco Cossiga -, scelto per sconfiggere il blocco comunista, voleva delegittimare la magistratura e, per questa via, stabilire un nuovo ordine.

Che al suo posto ci stia riuscendo qualcuno, magari più spiritoso, è tutto da dimostrare. Così, va provato che al ministero della Giustizia un buonuomo, prima dell’odierno Angelo di Sicilia, abbia voluto realizzare una pax circondandosi di fidati dirigenti provenienti da ambo i lati. Malgrado un dossier dei Radicali con la lista dei nomi, di cui riferisce in un recente libraccio scurrile quel furbo di Carlo Vulpio, querelato dal sindaco di Matera Nicola Buccico (indagato da de Magistris), in odor di edilizia. Perquisito, Vulpio, assieme ad altri giornalisti associati, si suppone, per diffamare in libertà.

L’avocazione delle indagini di "Why not", firmata dal procuratore reggente di Catanzaro Dolcino Favi, non era giuridicamente giustificata, Paolo, secondo il tuo pupillo Antonino Ingroia. E a parere di molti esperti di diritto.

Favi, avvocato della Procura generale di Catanzaro, fu votato per l’incarico su proposta di Buccico, nel 2004. All’epoca, non il cavallo, Buccico, poi anche nella commissione parlamentare Antimafia, era membro del Csm.

Mammamia, Paolo, non ci capisco più, in tutto questo giro di nomi, posizioni, atti.

Pantaleone Mancuso, arrestato nell’ambito dell’inchiesta su affari illeciti a Vibo Valentia, difeso dall’avvocato Giancarlo Pittelli (parlamentare del Pdl in commissione Giustizia), è stato scarcerato.

Pittelli, dal canto suo, era tra gli indagati in "Poseidone", da poco archiviato il relativo procedimento dal gip di Catanzaro Teresa Macrì, che ha disposto uguale per il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa, il generale della Guardia di Finanza Walter Cretella, il deputato del Pdl Pino Galati, l’ex presidente della Giunta regionale della Calabria Giuseppe Chiaravalloti, l’ex segretario particolare del ministro degli Esteri Fabio Schettini.

Pierpaolo Bruni - il giovane pm che ha portato a condanna il potente Vrenna di Crotone, presidente della squadra calcistica e patron dello smaltimento della monnezza nella zona, nonché l’ex assessore regionale (della Calabria) alla Forestazione Dionisio Gallo - vuole lasciare "Why not", di cui ha una parte.

Come sai, Paolo, l’inchiesta, sottratta a de Magistris, è stata divisa e assegnata a più magistrati. In una lettera al nuovo procuratore generale di Catanzaro, Bruni ha lamentato i ritardi e la lentezza dell’attività del pool chiamato a proseguire il lavoro di de Magistris. Dice che il procuratore generale ha firmato un decreto di perquisizione riguardante il presidente della giunta regionale calabrese, Agazio Loiero, dopo un mese dalla sua richiesta.

Sembra che Bruni voglia portare avanti le indagini su Romano Prodi, nonostante che sulla stampa si legga della sua richiesta di trasferire gli atti a Salerno. Pare che l’utenza telefonica ritrovata, sotto la voce "Romano Prodi", nella rubrica di Tonino Saladino, personaggio chiave dell’inchiesta e punta della Compagnia delle Opere in Calabria, sia stata usata dal figlio di Prodi, che avrebbe degli interessi sul porto di Gioia Tauro. Pare. Pare. Pare. Pare. Avrebbe. Avrebbe. Avrebbe.

Insomma, a rimetterci è stato Luigi de Magistris, che, dopo aver indagato su roba grossa, non è più un pm. Bruni sta per uscire da "Why not". Domani, a Palermo, ci sarà anche de Magistris, a ricordarti. Io non posso esserci. Le mie economie non mi permettono di viaggiare, il 20 luglio devo stare a Palagianello (Ta) per un convegno sulla tua eredità. So che Roberto Maroni, ministro degli Interni, parteciperà alla manifestazione di Palermo.

Mi piacerebbe molto che qualche riflessione, qualche domanda e qualche risposta venisse fuori da Palermo.

Caro Paolo, tu sei sempre vivo. Più di prima.

Ti abbraccio. Ciao.

Emiliano Morrone

 



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  • Caro Paolo... -19/07/2008

RoryCz   |19-07-2008 11:00:45
Pensare alla morte di Paolo mi provoca tanta tristezza ed un'indescrivibile
angoscia...prima di tutto perchè i colpevoli di quella strage, come per quella
di Capaci, non sono ancora stati puniti, e poi perchè sono consapevole che se ci
fossero stati ancora lui e Giovanni Falcone, a quest'ora la mafia sarebbe o
completamente debellata o praticamente in ginocchio.
Un abbraccio Paolo, con
tutto il cuore... e grazie, grazie davvero!...le tue idee camminano sulle nostre
gambe...
fillips   |19-07-2008 17:03:04
Mi sembra giusto commemorare la morte di Borsellino come servitore dello Stato
Italiano. D'altra parte non si può su di lui lucrare come sta accadendo, e fare
della sua linea di lotta alla mafia un dogma di fede per tutti coloro che
credono nella legalità. Il tempo del giustizialismo si accinge alla conclusione,
adesso è momento che noi tutti remiamo verso un nuovo ordine sociale nel quale
la stabilità sia posta al di sopra di ogni altro valore democratico. Di certo e
ne sono sicuro anche Borsellino si sarebbe indignato di fronte ad un De
Magistris che a dispetto del suo ruolo di giudice si reca in televisione per
attuare un processo di linciaggio mediatico verso la classse dirigente dell'ex
Centro-Sinistra. La giustizia è diventato spettacolo, si è portato alle estreme
conseguenza una metodologia di lavoro che per quel tempo avrebbe potuto dare i
suoi frutti, ma che adesso mette in serio pericolo anche le nostre istituzioni.
Il giustialismo deve essere fermato anche da coloro che avevano e hanno tuttora
a cuore la memoria del defunto Paolo Borsellino, perchè una magistratura
politicizzata non è un bene per la nostra società.
Francesco   |19-07-2008 21:36:40
vorrei usare anch'io l'incipit di Emiliano Morrone...
Caro Paolo, sono passati
sedici anni dal pomeriggio di quella domenica. Morivi e con Te morivano i
ragazzi della Tua scorta: Emanuela Loi, Walter Cusina, Claudio Traina, Vincenzo
Li Muti, Agostino Catalano. Con Voi, quel pomeriggio, moriva anche la speranza
di coloro che vedevano in Te e in Giovanni Falcone gli eroi che che avrebbero
distrutto la Mafia. Era il nostro sogno e voi eravate i nostri eroi. Tutti noi
speravamo, sognavamo, eravamo certi che Tu avresti scoperto assassini e
mandanti della strage in cui perse la vita Falcone, sua moglie Francesca
Morvillo , gli uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio
Mortinaro. Eravamo certi che stavolta saresti stato protetto adeguatamente,
eravamo certi che lo Stato, che si era dimostrato "indegno e incapace"
col giudice Falcone, stavolta avrebbe profuso tutte le energie per salvaguardare
la Tua vita. Invece bastò che il Comune di Palermo non accogliesse la richieta
di vietare la sosta delle auto davanti alla casa di tua madre: la banalità del
Male! Quel pomeriggio mia madre mi chiamò al telefono dicendomi che aveva
sentito di un attentato a Palermo, forse si trattava del giudice Borsellino!
Riattaccai senza neppure salutarla e corsi ad accendere la televisione...
comincia guardare le immagini che non dimenticheremo mai...la sirena di un
allarme che continuava a suonare, le carcasse delle auto distrutte
dall'esplosione, il fumo...i visi sudati degli agenti. Comincia a piangere,
diedi un calcio alla porta. Piansi perchè davvero con Voi, con Te era morta
anche la nostra speranza. Gli uomini del Potere avevano permesso che anche Tu,
come Giovanni Falcone due mesi prima, veniste eliminati. Sono passati sedici
anni da quel pomeriggio, e questi anni sono serviti a coloro che hanno guidato
le mani dei mafiosi per impadronirsi di gran parte di quell'Italia di cui Tu e
Falcone eravate "servitori fedeli". Adesso noi, i cittadini di questa
Italia, siamo diventati "servitori", semplicemente servitori, di un
Potere a cui diamo il mnome di Casta. Una Casta che tiene in ostaggio una
nazione intera. Gli uomini del Potere di quei giorni sono ancora al loro posto,
custodi del segreto vile che segnò e decise la sorte di tanti onesti e fedeli
Servitori dello Stato.
caro Paolo, lo Stato dei nostri giorni assomiglia sempre
più ad un "comitato di affari": comodamente assisi ad una tavola
perennemente imbandita, gli uomini del Potere si spartiscono risorse e
ricchezze. Manovrano le pedine della Legge e delle Istituzioni a loro
piacimento, scambiandosi favori e reciproche (finte) accuse....E il popolo, quel
Popolo in nome del quale Tu e Giovanni Falcone avevate giurato fedeltà e
abnegazione, pare assistere inebetito a quel "laido banchett...
Francesco Spinelli   |20-07-2008 17:16:45
AL DIRETTORE DELL'UNITA',
Dott. Antonio Padellaro
Via Benegaglia 25

00153 ROMA

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ON. GIORGIO NAPOLITANO

Palazzo del Quirinale
00100 ROMA
L'articolo a pagina 4 : " La
polemica: De Magistris:c'è una magistratura
da combattere " peraltro
molto corretto quando si limita a riportare riferire
una nota di Antimafia
2000 contiene una frase, che oserei definire scellerata:
"Spiazza ancora
una volta tutti, colleghi compresi, Luigi De Magistris "
bisogna sapere chi
sono questi colleghi che si sentono spiazzati, perchè De
Magistris ha detto
delle ovvietà, ha ripetuto quello che ha sempre detto, che
hanno detto altri,
non c'è bisogno di aver letto il libro di Saverio Lodato
TRENT'ANNI DI MAFIA
per sapere che si tratta di ovvietà.
Lo ha ripetuto Salvatore Boemi, meno di un
anno fa a Legalitalia a Reggi Calabria:



in quella occasione il giudice
ha detto tra l'altro:

a)
Adduso  - VINCERE LA MAFIA CAMBIANDO LA SCUOLA     |21-07-2008 08:34:44
Innanzitutto un piccolo pensiero al Giudice Borsellino e ai suoi uomini, ma
anche a tutti coloro che spesso non si ricordano più e che sono indirettamente o
indirettamente stati uccisi o annichiliti dalla mafia.

Detto questo, vorrei
evidenziare da modesto siciliano, che se si vuole sconfiggere la mafia e la
mafiosità, in una visione più a lungo raggio, ma altrettanto concreta, bisogna
subito iniziare dalla scuola, introducendo materie moderne, come lo studio del
diritto, economia, medicina, psichiatria, antropologia, religioni (non
religione), ecc. , così che almeno i nostri figli non crescano
"inconsapevoli" come siamo da sempre noi, loro genitori, tanto che pure
per questo il nostro "sistema Stato" politico-istituzionale, da decenni
si può permettere di trattarci come dei
Adduso  - VINCERE LA MAFIA CAMBIANDO LA SCUOLA     |21-07-2008 08:39:45
segue:

...
Francesco   |21-07-2008 18:02:07
AL DIRETTORE DELL'UNITA',
Dott. Antonio Padellaro
Via Benegaglia 25

00153 ROMA

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ON. GIORGIO NAPOLITANO

Palazzo del Quirinale
00100 ROMA
L'articolo a pagina 4 : " La
polemica: De Magistris:c'è una magistratura
da combattere " peraltro
molto corretto quando si limita a riportare riferire
una nota di Antimafia
2000 contiene una frase, che oserei definire scellerata:
"Spiazza ancora
una volta tutti, colleghi compresi, Luigi De Magistris "
bisogna sapere chi
sono questi colleghi che si sentono spiazzati, perchè De
Magistris ha detto
delle ovvietà, ha ripetuto quello che ha sempre detto, che
hanno detto altri,
non c'è bisogno di aver letto il libro di Saverio Lodato
TRENT'ANNI DI MAFIA
per sapere che si tratta di ovvietà.
Lo ha ripetuto Salvatore Boemi, meno di un
anno fa a Legalitalia a Reggi Calabria:



in quella occasione il giudice
ha detto tra l'altro:

a)
Enrico Torielli  - E ora al Governo abbiamo un nano colluso con la ma     |21-07-2008 19:04:52
Dico solo che se Borsellino non fosse morto, oggi Silvio Berlusconi e
Dell'Utri forse sarebbero in galera per gli sporchi traffici che
avevano con Cosa Nostra: Borsellino infatti, prima di
venire ucciso, stava indagando sui traffici illegali della Fininvest e della famiglia
Berlusconi con la mafia siciliana
, e in particolare indagava nelle vicende Dell'Utri-Mangano.
Alcuni infatti ipotizzano che l'uccisione del giudice sia stata
operata proprio dai mafiosi per impedirgli di indagare ulteriormente
sul Berlusconi e i suoi colleghi altrettanto affaristi. Tesi che
potrebbe apparire esagerata, ma non assolutamente gettabile
nel bidone dell'immondizia.

Il problema, ora, è un
altro: quell'imprenditore affarista, nonostante se ne sia
sempre fregato di tutti i problemi del paese, è da poco
ritornato al Governo per colpa di una nazione manipolata
nella coscienza dai mezzi di informazione. Non c'è più memoria di tante grandi persone come Falcone e Borsellino. In TV ci sono solo vergognose cagate mediatiche come il grande
fratello o i paparazzi. Le cose serie sono quasi completamente sparite
dal video. E tra poco ne spariranno ancora altre. E tutto questo
nonostante si abbia sostenuto la singolare tesi che Vittorio
Mangano sarebbe un eroe (!!!). In un altro paese, un uomo così avrebbe perso di credibilità e sarebbe
stato sputtanato dai media, perdendo quindi le elezioni.
Invece non lo è stato perchè media e opposizione sono nelle sue mani.

E' bruttissimo vedere l'Italia nella quale siamo finiti!
carmela  - GIOVANI   |22-07-2008 22:01:48
lo stato deve combattere la malavita, e, oggi i giovani sono pronti a vincere
questa sfida!
Enrico Torielli     |22-07-2008 22:41:02
Ah un ultima cosa: guardate un po' i commenti che molti hanno fatto su questo
video Youtube:
http://it.youtube.com /watch?v=o02XJ12E0Mo
Titolo: "Totò
Riina nega in tribunale di conoscere Cosa Nostra"
Andate in fondo alla
pagina del video e cliccate sul link "Visualizza tutti i
commenti"...sorpresa! Troverete numerosi commenti fatti da coglioni
patentati che scrivono "grande Riina", "grande zii' totò" e così
via. MA IO MI CHIEDO: MA QUESTO È PROPRIO UN PAESE DESTINATO A PERDERE PER
SEMPRE LA MEMORIA DEI SUOI EROI A TAL PUNTO DA LASCIARSI VERGOGNOSAMENTE CADERE
NELLA FOLLIA PIÙ TOTALE????? IO VORREI AVERE LA TESTA, DICO LA TESTA DI CHI
SCRIVE ROBACCE VERGOGNOSE COME QUESTE SU YOUTUBE, ELOGIANDO UNA ASSOCIAZIONE
ASSASSINA E CRIMINALE CHE DA DECINE DI ANNI OPERA CONTRO IL POPOLO CHE TIENE
SOTTO SCACCO!!!!!
Andateci voi e verificate: è un orrore di mentalità; è vedere
quanto in basso siamo finiti con questi elogi a Totò Riina...
Adduso  - Segnalo questa notizia:     |31-07-2008 19:30:35
L'avvocato Repici replica: «Barcellona si è messa in pugno
Messina»

http://www.tempost retto.it/8/index.php?location=
articolo&id_articolo=8663

e riporto una brevissima parte "... «Il Csm
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 luglio 2008 )
 

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