Il sottile confine tra mafia e "Antimafia" Stampa E-mail
di Giuseppe Baldessarro   
mercoledì 15 ottobre 2008
Dopo gli arresti dei sindaci di Gioia Tauro e Rosarno emergono nuovi particolari inquetanti: nei fascicoli degli inquirenti alcune intercettazioni telefoniche tra Fabio Laganà, segretario particolare di Franco Fortugno nonché fratello della vedova Fortugno e parlamentare del PD Maria Grazia Laganà, ed il sindaco di Gioia Tauro arrestato nei giorni scorsi, Giorgio Dal Torrione.
Dato che la notizia è rimasta quasi sottaciuta da parte di tutta la stampa che conta, vi riproponiamo qui un pezzo scritto per il Quotidiano della Calabria dal bravo Peppe Baldessarro.

Una sponda parlamentare

Nelle carte i contatti di Dal Torrione con Tassone e Maria Grazia Laganà

Governo Ombra REGGIO CALABRIA - Il sindaco di Gioia Tauro, Giorgio Dal Torrione, era preoccupato per l’arrivo della commissione d’accesso agli atti amministrativi che il Viminale gli aveva mandato. Temeva che gli ispettori ministeriali mettessero il  naso nella corte del Comune. In qui documenti che potevano svelare gli affari dei clan, i favori fatti ai Piromalli. Le sue responsabilità e le sue connivenze. Dal Torrione aveva paura che la pentola fosse scoperchiata e che lui e la sua amministrazione rimanesse impigliato nelle maglie della giustizia. Per questo nel febbraio scorso, dopo che nel dicembre precedente nel suo comune era arrivata la commissione di accesso antimafia, cercò di prendere tempo, di trovare una sponda politica. A dicembre si era già incontrato con Mario Tassone, suo compagno di partito nell’Udc, e il 28 febbraio si reca a Roma per incontrare nuovamente sue rappresentanti istituzionali, componenti della Commissione parlamentare nazionale antimafia, Mario Tassone di nuovo, e Maria Grazia Laganà, del Pd.

Il 21 febbraio 2008, riferisce la polizia ai magistrati, Del Torrione sente Fabio, un componente della segretaria della Laganà, che da un telefono intestato all’onorevole gli portava «buone notizie».
Fabio chiamava il sindaco «per dirgli della proroga firmata ieri (il 20 febbraio, ndr)», anche se non sapeva di quanti giorni.
E aggiunge: «bisogna stare con gli occhi aperti, comunque è un dato positivo altrimenti avrebbero già chiuso il discorso».
Dal Torrione completava la frase aggiungendo «se no ci avrebbero già fatto il culo a cappello di prete». Fabio chiede anche del reintegro in giunta dell’assessore Nicola Zagarella (a suo tempo componente della segretaria di Francesco Fortugno, il vice presidente del consiglio regionale ucciso a Locri nel 2006). L’esecutivo di Gioia era stato sciolto da poco dalo stesso primo cittadino, e per rifare la squadra il primo cittadino dice di «aspettare che si chiarisca il problema».

La conversazione, a giudizio dei pm che hanno condotto l’inchiesta, è «particolarmente significativa per due motivi. Il primo è relativo alla esigenza e alle iniziative che Dal Torrione ha adottato per ritardare al l’accesso della Commissione, al punto che “Fabio” si affretta a chiamarlo per comunicargli della proroga. E non manca di sottolineare il valore positivo della cosa, segno evidente del fatto che ben sa come tale risultato fosse particolarmente desiderato da Dal Torrione. Il secondo è quello relativo al timore manifestato da entrambi con riferimento agli esiti del lavoro della Commissione, su cui mostrano di voler intervenire, quanto meno per ritardarne l’inizio dei lavori».

Per gli inquirenti «il ritardo consente a Dal Torrione di mettere a posto le cose nei limiti del possibile. E una prima cosa la mette senz’altro a posto: modifica la composizione della Giunta allo scopo di eliminare “il personaggio equivoco”, cioè il vice sindaco Rosario Schiavone, colpevole di non essersi dimesso, sicchè è chiaro il riferimento alla vicenda relativa al parere favorevole espresso nei confronti di Piromalli».

Alla luce dei risultati investigativi acquisiti in ordine alla vicenda – aggiungono i pm - «non c’è che da concludere che il vero personaggio equivoco per bocca dello stesso interessato è proprio lui, il Dal Torrione». Il sindaco che cerca di metterci una pezza e che per farlo, non esita a rivolgersi ai componenti calabresi dell’antimafia nazionale.

Giuseppe Baldessarro
(Il Quotidiano della Calabria, 24/10/2008)



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Commenti (8)Add Comment
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La vedova dovrebbe dimettersi
scritto da Alfio , 15 ottobre 2008
Fossi al posto della vedova mi dimetterei, se non da parlamentare quanto meno dalla commissione antimafia!!
0
...
scritto da Mizio , 15 ottobre 2008
Mi pare che non sia più componente della commissione parlamentare antimafia caro Alfio, perchè non è stata ancora composta con la nuova legislatura.

Io comunque credo che le dimissioni dovrebbero avvenire da Parlamentare della Repubblica, non da membro della Commissione.
Bisogna chiarire certi passaggi FONDAMENTALI a mio modesto modo di vedere, passaggi inquietanti direi!!

Complimenti a Baldessarro per la ricostruzione dei fatti

Mizio
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un'accusa
scritto da Uto , 16 ottobre 2008
Ciao,

per capire

vorrei che siate voi a rispondere qui smilies/angry.gif

http://beppegrillo.meetup.com/it/boards/thread/5607794

Aldo ha l'account.

Ciao
Uto
0
.
scritto da Bretton Woods , 16 ottobre 2008
Fino a ieri gli asciugavate le lacrime alla vedova allegra.
Dio ci salvi dagli ammazzatitutti,dai Grilli,da Berlusconi,dal pd,da Di Pietro,dai comunisti nella bara,dalla'ndrangheta,dalle vedove allegre,dai Travagli e dai Previti,dai Saviano a Matrix...e.....dal crollo delle borse globali.
0
...
scritto da bartolo , 17 ottobre 2008
Caro Bretton Woods,
dio non ci salva da loro... ci condanna a vivere insieme...e...possibilmente...migliorarli...migliorarci!
0
Diocicondanni
scritto da New World Order , 17 ottobre 2008
Dio ci condanni a vivere insieme...e...possibilmente...migliorare Marco Minniti,e le ex deleghe del ex ministero dell'interno ai rapporti con i servizisegretidirifiutioccultatinelcementoarmatodiunapi
azzadelgovernoombradiaffarinellombra.
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questa strana "borghesia"...
scritto da rosario mastrosimone , 18 ottobre 2008
La Laganà nel corso di questi anni, ha ricevuto molte minacce dalla "Ndrangheta"
ed il sottoscritto tramite Voi ha sempre dato la sua personale solidarietà, visto che aveva perso cosi' tragicamente il marito, ora leggendo questa strana
storia in cui è coinvolto il fratello, devo dire che la cosa mi lascia un po'
perplesso, e ci convince sempre piu' che su "certa" borghesia calabrese, proprio
non ci puoi mettere le mani sul fuoco, in merito' a moralità ed onestà...
dinuovo peccato per noi, "popolo degli onesti"...
rosario mastrosimone
s.m.del cedro (CS)
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la risposta all'accusa
scritto da Uto , 23 ottobre 2008
Ecco la risposta

http://www.ammazzatecitutti.or...parole.php

al mio avviso precedente

lo vado a porgere a quei "signori"

Baci
Uto

P.s.: Dio ci salvi da Bretton Woods

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