"Io non mi sento italiana, ma per fortuna o purtroppo lo sono" Stampa E-mail
di Rosanna Scopelliti   
mercoledì 28 gennaio 2009
Assenti giustificati - Rosanna Scopelliti Settembre 2007.
Non appena appresi la notizia della richiesta di trasferimento per il PM Luigi De Magistris saltai sul primo treno per la Calabria indignata e delusa da chi rappresentava in quel momento il vertice del ministero della Giustizia e, nel giro di qualche ora, mi ritrovai con Aldo Pecora ed alcuni altri ragazzi del Movimento Ammazzateci tutti a Catanzaro. Il giorno dopo ci raggiunsero i rappresentanti di altre associazioni calabresi e nel giro di poco tempo ci si ritrovò anche con i ragazzi delle scuole superiori del capoluogo calabrese e con la cittadinanza nell’Auditorium Casalinuovo per parlare, informarci e confrontarci su ciò che stava accadendo: un  attentato, camuffato da richiesta di trasferimento d’urgenza, ai danni del PM De Magistris e di quella magistratura ingestibile dalla malapolitica e dalle massonerie.
Il 28 settembre 2007 eravamo tantissimi in quell’auditorium traboccante di indignazione e speranza ed eravamo altrettanti la sera del 4 ottobre in collegamento con Annozero.

In quel momento ero convinta che, con tutta quella gente dalla sua parte,  Luigi De Magistris sarebbe rimasto in Calabria a fare il suo dovere ancora per molti anni. In quel momento ero convinta che dall’8 ottobre, giorno della prima udienza al CSM e fino alla fine del calvario del nostro De Magistris, davanti al Palazzo dei Marascialli con Aldo Pecora, Emiliano Morrone ed altri ci sarebbe stata un’immensa folla di calabresi e di italiani indignati che avrebbero difeso la giustizia con il proprio dissenso e la forza di una dimostrazione popolare. In quel momento ero convinta che tra la folla ci sarebbero stati anche i politici da sempre impegnati nella difesa della magistratura libera ed indipendente. Ero convinta che a sostenere anche fisicamente quella battaglia ci sarebbero stati tutti, proprio tutti quelli che si professavano “amici” della legalità. Ero ingenuamente convinta che accanto a noi disorganizzati studenti e lavoratori precari ci sarebbe stato qualcun altro.
Ma ogni volta davanti al CSM eravamo non più di 10/15 persone. Numero esiguo per far capire a coloro che si stavano riunendo a Palazzo Marescialli che l’Italia intera era dalla parte della legalità in difesa di De Magistris. Ma si sa, a parole, virtualmente,  noi italiani saremmo capaci di far girare il Sole intorno alla Terra.

Risultato: trasferimento per il Pm di Catanzaro ed impossibilità di svolgere il ruolo di pubblico ministero.

Gennaio 2009.
Guerra tra procure e Caso Apicella. Non nego che il primo pensiero sia stato quello di tornare in piazza e gridare forte e chiara la mia pesante indignazione e l’amarezza per l’ennesimo sfregio ad una giustizia ed ad uno Stato per i cui princìpi mio padre, il giudice Antonino Scopelliti, ha offerto la vita. Ma è stato proprio pensando al suo sacrificio ed alla sua fiducia nella Magistratura e nelle Istituzioni che ho capito che limitarsi a gridare contro queste ultime da un palco non risolve assolutamente nulla.
Cantava Gaber: “Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”.
E’ così anche per me.

Guardando l’esempio di Mangano e di chi lo declama eroe non mi sento italiana. Guardando Contrada ed i suoi presuntuosi e sfacciati familiari non mi sento italiana. Guardando gli inquisiti in Parlamento non mi sento italiana. Sentendo le percentuali degli evasori fiscali non mi sento italiana. Leggendo le imprese degli impuniti “furbetti del quartierino” non mi sento italiana… Ma se solo mi fermo a pensare alle vittime di mafia, ai soldati delle missioni di pace, ai martiri di Nassirya, ma anche ai partigiani ed alle persone comuni che non hanno tempo per scendere in piazza a manifestare perché sono troppo impegnate a lavorare per mettere insieme il pranzo con la cena, beh, se penso a loro si che mi sento di gridare forte la mia italianità. Ed è proprio questo ciò che voglio difendere. Il mio Paese. Le mie Istituzioni. La mia Costituzione. La mia Magistratura. Altrimenti potrei tranquillamente fare le valigie ed emigrare sconfitta lasciando il mio Paese in preda ai corrotti, agli indagati, ai dis-onorevoli, ai mafiosi e malfattori. No, non è questo ciò che voglio perché NON E’ GIUSTO.

Per questo domani non sarò a Piazza Farnese a manifestare pur condividendo le motivazioni del dissenso.
Perché non credo abbia più senso attaccare alla cieca buoni e cattivi, generalizzando sulle Istituzioni e la Magistratura tutta, non ha senso gridare contro tutto e tutti alla ricerca di un facile applauso o di una standing ovation da stadio senza proporre alternative, progetti, soluzioni solo per avere la propria foto sui giornali o peggio ancora per svendersi in cambio di un consenso che dura quanto il volo di una farfalla. Non è questo ciò di cui abbiamo bisogno per migliorare il nostro Paese.
Non è questo ciò che credo la gente si aspetti da noi, da chi ha scelto di impegnarsi a titolo prettamente umano nel sociale, da chi ha scelto di mettere al servizio della società il proprio dolore e le proprie emozioni. Penso che chi crede in me e nella Fondazione che rappresento si aspetti un operato discreto, incessante, silenzioso e rispettoso come era l’indole di mio padre. Lontano dai riflettori e vicino a chi quotidianamente si impegna per garantire il rispetto delle leggi al costo della propria vita.

Lo devo alla gente comune, a coloro che vivono solo nel reale perché non hanno abbastanza soldi per permettersi il lusso di un pc ed una connessione ad internet, lo devo a chi non ha tempo di chiedersi in che razza di Paese vive guardando programmi televisivi che addormentano le coscienze perché alle 21 già dorme per andare a lavorare il giorno dopo, lo devo a quelle persone alle quali interessa solo vedere fatti o risultati perché di parole se ne fanno sempre troppe, a quei giovani che non hanno nemmeno la voglia di sognare perché nascono già rassegnati. Lo devo a quei familiari di vittime di mafia che, come me, hanno fiducia nelle forze dell’ordine, nelle parti sane delle Istituzioni ed in quei magistrati che rappresentano il significato più alto della Giustzia, lo devo a mio padre che fino all’ultimo ha servito uno Stato che amava e che sapeva essere più forte di ogni tipo di criminalità.
E, come sosteneva Blaise Pascal: “Le buone massime ci sono già, resta solo da applicarle”.
Rosanna Scopelliti
figlia del giudice Antonino Scopelliti
Presidente Fondazione Antonino Scopelliti


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Commenti (9)Add Comment
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scritto da dariagrimmy , 28 gennaio 2009
una riflessione degna di una persona con una sensibilità ed una cultura al di sopra di tanti, davvero! Complimenti a Rosanna Scopelliti, con persone come Lei possiamo ben sperare per il futuro. Volevo sapere come fare per aderire alla Fondazione intitolata a suo padre, mi dareste una mano??
grazie

daria
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scritto da Silvia Milani , 28 gennaio 2009
Daria ecco il link del sito http://www.fondazionescopelliti.it/. a preso.
Cmq Grandissima Ros. Un abbraccio grande grande.smilies/kiss.gif
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scritto da dariagrimmy , 28 gennaio 2009
Grazie Silvia Milani, non conoscevo quel sito, davvero molto bello! Io mi adopero ogni giorno per far si che ogni singolo cittadino italiano conosca la storia di Antonino Scopelliti, ne parlo sempre con gli amici, credo sia davvero un esempio per tutti noi!

daria
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scritto da Domenica , 29 gennaio 2009
Cara Rosanna Scopelliti,condivido anche le virgole di quello che scrivi.Esprimere il dissenso è importantissimo,soprattutto oggi che il nostro paese continua ad essere corrottissimo ....e non ripeto certo quello che tutti ormai sappiamo, ma quello che manca è la coerenza nell’agire.Un movimento o partito politico, ad esempio, che fa della legalità un proprio valore non teorico ma da concretizzare, non dovrebbe poi a livello locale spartirsi le varie torte e inciuci e accordini e le poltrone se ci sono comitati di affari multicolori bipartisan che i cittadini vedono e conoscono bene, né candidare persone discutibili che però portano voti emarginando gli onesti tanto non saranno mai votati e non servono elettoralmente, anzi danno fastidio . E scegliere il palco per abbaiare alla luna solo dopo che uno è stato ucciso fisicamente o moralmente, o isolato ed emarginato, disoccupato o peggio, è solo teatrino innocuo che i mass media offrono in pasto alla gente stravolgendo gli eventi. Basta però per essere sempre sulle prime pagine dei giornali e mantenere la visibilità.Non basta. E’ la dialettica innocua del gioco delle parole , mediatico , virtuale, ma la realtà della disoccupazione, del non lavoro, dei giovani senza futuro, della crisi non cambia. Lo scontro è sulla parole, non sui progetti, sulle cose da fare e non fare.E’ spesso solo lotta interna tra personaggi, partiti, nel palazzo ormai chiuso in se stesso , un copione vecchio fatto da vecchie maschere che si azzuffano sul palcoscenico in una resa dei conti per un motivo o un altro fino a stufare gli spettatori. Uno attacca e l’altro smorza, sembra una divisione ma fa parte del canovaccio delle parti, infatti ci sono sistematicamente le smentite che invece non c’è rottura né interna né con alleati vari, ma serve per fare impressione sulle folle e fa ingoiare eventuali sbavature di tizio e caio.Una faccia di Giano bifronte dialoga e l’altra fa opposizione dura per non far perdere voti alla parte comunque appiccicata che tenta gli inciuci .Sembrano pupazzetti mossi da qualcuno che si diverte a riprenderli con la telecamere e poi guarda la sceneggiatura per montare e smontare i vari pezzi. Come essere al cinema. Per non parlare dell’idolatria dei capi.Le folle si identificano in simboli e delegano a loro quello che non hanno il coraggio di fare in prima persona. Eroi , santi, simboli, divinità mediatiche costruite ad arte .Cinte di aloni buoni.Ma quando si tratta di candidarsi ad elezioni e spartire il potere e le sedie nelle giunte, allora fioccano gli accordi e le intese, si inseriscono persone che sanno come fare incetta di voti e consensi, vecchie volpi, perché questa è la politica degli ex riciclati ovunque senza ricambio generazionale.. E’ ormai sempre lo stesso film con titoli ed episodi diversi, a puntate come le telenovelas. Prima o poi però la noia arriva con la delusione e il disincanto.La saturazione. E meno male, perché chi è onesto e non si è venduto continua la sua strada e non demorde nonostante gli insulti, l’emarginazione o peggio, e magari si scuote la polvere dai calzari e tenta di costruire a piccoli passi una società migliore, per quanto possibile.Mille auguri di cuore.E grazie.I giovani sono la speranza per se stessi prima di tutto e per un paese se vuol essere civile.
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scritto da Andrea Pagliantini , 01 febbraio 2009
Ciao Rosanna e scusa se con questo mio intervento esco fuori dal contesto del tuo post.
Da diverso tmpo sto cercando di contattare telefonicamente la Fondazione e poi ho inviato varie mail, tutto questo per ricevere il libro "Il giudice solo" dove si parla della storia di tuo padre.
Non sono mai riuscito a trovare nessuno e non ho avuto alcuna risposta alle mail.
Puoi fare qualcosa? Se vuoi, mi puoi contattare privatamente alla mia mail.
Un caro saluto e scusa ancora per l'uscita dal seminato, ma non sapevo più come fare per sistemare questa cosa.
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Combattere si... ma l'indifferenza
scritto da Alfonso Politano , 02 febbraio 2009
Ciao, per la prima volta arrivo su questo sito e mi accosto a queste tipologie di situazioni, sono sempre stato lontano dalla politica, ormai spazzatura, e sinceramente penso che non serve immischiarsi con essa per ottenere le cose... perchè chi ha le palle per farlo le cose le ottiene lo stesso, sicuramente con più sacrificio ma ci si può riuscire...
Quello che più mi sta a cuore e il capire come si può risollevare un popolo da questa situazione di sudditanza al governo dei corrotti e del malaffare...

che siano tutti immischiati in questa corruzione?

Combattere e protestare per far scuotere un popolo e un paese..
Mi unisco alla tua "protesta" e al tuo modo di fare, perchè se ogni piccolo paese della nostra amata terra riesce a liberarsi del letame che lo sovrasta allora a poco a poco la Calabria potrà riprendersi... perchè e con l'aiuto di tutti che si cambiano realmente le cose, ogni piccolo contributo è essenziale...

Con questo volevo solo farti presente il mio sostegno, per farti capire che cmq andrà non sei sola e avrai sempre dei sostenitori...

Un abbraccio e continuiamo a costruire la nostra libertà...
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scritto da enorbalac , 11 febbraio 2009
Ho letto che questo blog non è legato ad alcun partito politico... poi però spicca la pubblicità del partito democratico e della sua campagna adesioni... mi pare non ci sia tanta coerenza
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scritto da nuccio favalavoro , 18 febbraio 2009
QUella non è la pubblicità del PD enorbalac, è il banner di google dove girano tante pubblicità. I gestori del sito non c'entrano nulla con gli adsense di google smilies/wink.gif
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scritto da Christian Louboutin Shoes , 09 marzo 2010
He began to sketch it with almost any equip. Christian louboutin These are an old museum behaviors the endorse of Harper's Bazaar tacked to his childhood. Christian Louboutin Shoes

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