Le ragioni di un'assenza, i motivi di un impegno che continua. Stampa E-mail
di Aldo Pecora   
martedì 27 gennaio 2009
assenti giustificati Non parteciperò alla manifestazione pro-Apicella di domani 28 gennaio. Penso sia meglio partire dalla fine, a scanso di ogni equivoco.
Non parteciperò perché non voglio assistere allo stesso copione scritto, letto ed interpretato un anno addietro con Luigi De Magistris: osannato come eroe, issato come vessillo di legalità, ma dato letteralmente in pasto al tritacarne mediatico come agnello sacrificale. Anzi, come Martire.
Non parteciperò perché a “difendere” l'ex Pm De Magistris siamo stati lasciati soli, soprattutto dalla cosiddetta “società civile”, che ha espresso più solidarietà virtualmente piuttosto che essere fisicamente accanto a noi quattro gatti che puntualmente, in barba ad ogni condizione metereologica, ci ritrovavamo a Roma davanti al Consiglio Superiore della Magistratura a manifestare il nostro dissenso. Insomma, un'agonia lunga tre mesi, emotiva per tanti, partecipata da pochi.

Non parteciperò a questa manifestazione, pur essendo consapevole dell'ennesima inaudita e vergognosa ecatombe giudiziaria attuata dal Csm.
Non parteciperò perché ormai siamo diventati prevedibili, perché proprio chi dovrebbe fare il tifo per noi poi ci delega quando le cose vanno bene, ci abbandona quando le situazioni prendono una piega sfavorevole.

Non parteciperò perché penso a ciò che sta per accedere attorno a Gioacchino Genchi, e la cosa mi preoccupa molto, soprattutto perché ogni impegno a sua difesa rischia di essere, anche in questo caso, marginale.

Non parteciperò perché vorrei essere davvero “utile” in qualche modo al procuratore Apicella ed ai Pm Nuzzi e Varesani, ed a chi in silenzio – penso al Pm Bruni - ha provato a portare avanti con grande professionalità (e tante difficoltà) anche importanti e delicatissimi tronconi delle inchieste già sottratte a De Magistris da Dolcino Favi.

Eppure, avrei mille ed un motivo per prendermi domani dal palco di Piazza Farnese la mia buona parte di gratificazione personale, dato che assieme a Rosanna Scopelliti (e pochi altri) credo di aver contribuito non poco a scatenare quel tam-tam che è poi scaturito nell'ormai noto “Caso De Magistris”.

Non parteciperò, perché forse la mia assenza ed il mio silenzio faranno più rumore.

Ed in silenzio, ora, volgo lo sguardo verso tutti gli amici e le amiche delle associazioni e dei movimenti che costituiscono il variegato arco della società civile.
Volgo lo sguardo in silenzio, perché sembra che la società civile si sia ormai talmente assuefatta al precariato, da mutuarne inconsapevolmente modelli e connotati: non esistono più obiettivi di medio-lungo termine e  abbiamo quasi paura nel domandarci “cosa vogliamo fare da grandi”, ovvero, cosa fare di tutte queste straordinarie esperienze di movimenti, associazioni e singoli cittadini.

Bisogna essere credibili, produrre fatti, e misurarci con chi ci critica soprattutto in base a quello che noi stessi saremmo riusciti a concretizzare.
E per far ciò il nostro biglietto da visita non potrà e non dovrà essere solo quello delle manifestazioni – importantissime, per carità – così come non potrà essere rappresentato dalle molteplici forme della cosiddetta mobilitazione intellettuale, la quale rischia di aver prodotto più parole, manifesti, libri e trattati epistemologici che risultati fattuali.

Provo ad azzardare una metafora calcistica, per meglio chiarire cosa voglio dire.
La nostra è una squadra piccola, con pochissimi mezzi ma con tante tante buone promesse; giocatori leali, con nomi non altisonanti, ma che, giocando con il cuore, sono riusciti a guadagnarsi la promozione in serie A.
Adesso non credo possibile, anche nella migliore delle ipotesi, riuscire a strappare lo scudetto dalle maglie delle squadre più blasonate; ma non trovo neanche giusto accontentarci di giocare solo per partecipare con l'unico intento di lottare per non retrocedere, magari però essendoci tolti lo sfizio di rubare una palla a Ibrahimovich, insaccare una punizione a Buffon o dribblare Kakà o Totti durante il campionato.

Io voglio – e qui mi permetto l'imperativo categorico – giocare in una squadra che sappia essere consapevole delle proprie possibilità e, sopratutto, che sappia capitalizzare il proprio impegno producendo tanti piccoli risultati. Una squadra che, pur se con abissali svantaggi oggettivi rispetto alle altre, sappia mantenersi costantemente nella prima metà della classifica e magari – sognare è lecito – ambire ad entrare in zona Champions.  
Ed invece, purtroppo, ho sempre più l'impressione che una volta arrivati a questo punto - e qui spero davvero di sbagliarmi – per alcuni di noi non conti più tanto la squadra sfigata con la quale ha condiviso gioie e dolori, quanto riuscire ad esaltare le proprie individualità con l'intento, magari, di riuscire a giocare presto tardi con la stessa maglia di Ibrahimovich, Buffon, Kakà o Totti.
Ma forse è giusto anche così.

Per quel che mi riguarda, fino a quando avrò l'onore di restare alla guida di Ammazzateci Tutti, continuerò a desistere da questi ammiccamenti ed a rifuggire la tentazione di anteporre eventuali aspirazioni personali agli interessi della squadra e, soprattutto, ai sogni dei tifosi.
Continuerò a far crescere questa piccola squadra, in campo e nello spogliatoio. Non da allenatore, ma da allenatore-giocatore.

In questi tre anni abbiamo avuto diverse “parole d'ordine”: ribellione, speranza, impegno. La parola d'ordine di questo 2009 sarà “concretezza”.
Dovremo “educare con l'esempio” chi guarda a noi ormai con quella diffidenza tipica di chi effettivamente non può accontentarsi di manifestare pedissequamente il proprio dissenso ogni qual volta ve n'è occasione, ma anche chi invece in noi non ha mai creduto, vuoi per dietrologie ideologiche o anagrafiche, vuoi perché – forse – ci aveva già visto e proiettati alla stasi progettuale nella quale oggi sembriamo effettivamente essere piombati con mani e con piedi.
Credo perciò che sia necessario un ripensamento collettivo e generale da parte di tutti, per ristabilire assieme e con maggior spirito di servizio i punti di forza del nostro Movimento.

Penso ad un Umanesimo dei Diritti, forte delle proprie idealità, robusto, che riesca a guardare oltre l'orizzonte e darsi obiettivi di medio-lungo termine. Che si ispiri ai valori della fratellanza, della solidarietà, della giustizia sociale, con  imprescindibile Senso dello Stato e delle Istituzioni.
Niente “manifestazioni ad orologeria”, organizzate giusto in tempo per accaparrarsi le telecamere di programmi televisivi impegnati come Annozero ed altri; niente presidi e sit-in “co-co-pro”, atti a sponsorizzare non tanto le nobili motivazioni quanto l'ego di coloro i quali li promuovono.
Abbiamo estremo bisogno di progettualità serie e credibili, per le quali forse sarà necessario stringere i denti ed accontentarsi di raggiungere tanti piccoli obiettivi passo dopo passo, risultato dopo risultato, battaglia dopo battaglia, con umiltà e dignità.

Ciò non vuol dire rivedere e rinnegare tutto quanto fatto fino ad oggi, bensì fare tesoro dell'esperienza per rinvigorire un impegno altrimenti destinato inesorabilmente ad estinguersi.
Per far ciò abbiamo bisogno di tutti, nessuno escluso. La nostra è la battaglia anche di chi già milita all'interno di partiti politici, associazioni di categoria, sindacati, organizzazioni religiose.
La nostra è la battaglia di tutte le persone oneste che ricoprono incarichi istituzionali, anche se c'è chi, pur ricomprendo incarichi istituzionali, certamente non rappresenta la parte sana della società italiana.

Pensare di essere autosufficienti, personalmente e come associazioni, e pensare che sol perché parte delle Istituzioni di diverso grado siano rappresentate da personaggi discutibili e che perciò ci si possa sentire autorizzati a delegittimarle per intero, sono gli errori più grandi e grossolani che si possano commettere.
Dobbiamo essere ultimi tra gli ultimi, mettendo da parte patenti di nobiltà e bandiere moralizzatrici.
Su questo, sulla serietà delle nostre intenzioni e sui risultati concreti che riusciremo a produrre, si misurerà la nostra incisività.
Aldo Pecora
Portavoce nazionale "Ammazzateci Tutti"


Salva articolo su SalvaSiti.com!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Digg!Reddit!Del.icio.us!Google!Facebook!Netscape!Technorati!Furl!Yahoo!Squidoo!
Commenti (11)Add Comment
0
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
scritto da Agostino Nicolò , 27 gennaio 2009
Io sottoscrivo il tutto...
Anche se ci faremo un pò di "nemici" questa è l'unica soluzione: la concretezza e non avere l'intento di farsi vedere sui media.
Le manifestazioni sono fini a se stesse, non dico che non ci devono essere, ma ci vuole qualcuno che sia in grado di PROPORRE finalmente qualcosa che sia utile per la società, per la giustizia, per tutti i problemi e i vuoti che le nostre istituzioni hanno attualmente.
Non solo protesta ma anche soluzioni ai problemi che vengono denunciati da queste giornate!
Potremmo essere noi il punto di partenza!
Mi vengono in mente alcune trasmissioni televisive e le varie mobilitazioni di massa di Grillo: sono volti e volgono la popolazione a muovere la critica (ciò è giustissimo), ma tuttora non si occupano di trovare un rimedio a quello che la nostra classe dirigente non è in grado di fare: dare delle risposte degne di nota ai cittadini.
Perciò io propongo, se siete d'accordo, di porre nel Forum di AT un ulteriore sezione: creare un ambito di discussione sui problemi riguardanti l'Italia con le nostre possibili soluzioni e confrontarci.

Agostino Nicolò
0
...
scritto da Stefano Polito , 27 gennaio 2009
Mah secondo me siete assai egocentrici...E non siete mai stati capaci di fare rete...Tant'è che spesso vi ho invitato personalmente a partecipare alle riunioni del coordinamento reggino di libera e voi avete sempre risposto picche...
0
...
scritto da Thomas C. , 27 gennaio 2009
Un commento a freddo, magari ci dovrò pensare sopra più a lungo ma intanto azzardo due parole:

- se capisco la tua posizione, tu dici: non mischiamoci con chi fa solo "rumore", ma cominciamo noi a dar l'esempio di chi inizia a fare, a concretizzare. Non vi mischiate anche perché il silenzio in mezzo a chi fa rumore in piazza, sarà la vostra voce e si sentirà forte. Va bene, ma sentitevi orgogliosi se tutto questo movimento (perché si tratta di movimento) nasce dalla vostra azione indefessa, dal vostro appoggio incondizionato a De Magistris, quando ancora non era il nostro "eroe". Sentitevi orgogliosi e riconoscete che ciò che fate sta portando i frutti. Io ho iniziato a seguire il vostro sito l'anno scorso e a seguire il caso De Magistris con voi.

- Beppe Grillo è sul campo da 30 anni almeno, se leggi le sue interviste di 10-15 anni fa, ti impressioni per l'attualità che dimostrava. Beppe Grillo non ha mai mollato, anche quando dalla televisione lo hanno "sbattuto" nei teatri. Lui un obiettivo concreto ce l'ha. Lo ha chiamato "Comuni a 5 stelle". Vai a vedere cosa vuol dire nel concreto e quanti anni di lavoro ci sono dietro per arrivare anche solo ad iniziare un progetto così.

- in Italia siamo in emergenza democratica ormai da troppi anni per continuare a chiamarla emergenza, il movimento che va creandosi attorno a personaggi come Di Pietro, Grillo, Santoro, Sabrina Guzzanti, Travaglio etc. non scuote solo gli animi, crea una coscienza un minimo critica, che è l'anticamera per l'autodeterminazione di cui parli tu. Gli interlocutori di questi personaggi non sono degli intellettualoidi di dinistra, ma sono i cittadini, le persone normali, stanche, stanche di non sapere nemmeno più quali sono i loro diritti. Come parliamo a queste persone? Cosa diciamo a queste persone?

Pensiamoci...
0
Bravo Aldo!
scritto da Michele Capaccioli , 27 gennaio 2009
Premesso che per motivi personali e di studio non potrò andare domani alla manifestazione, non mi sarebbe comunque piaciuto partecipare in quanto ho saputo che ci sarebbero stati alcuni individui con le bandiere di qualche partito politico. Sarei rimasto disgustato da un certo tipo di persone che tentano di politicizzare alcuni eventi e/o di appoggiare alcuni soggetti solamente quando fa più tendenza e per attrarre più voti nel proprio bacino elettorale. Inoltre, non mi sarebbe piaciuto vedere un partito presente alla manifestazione che continua a propugnare alcuni valori come la trasparenza, quando al suo interno ha degli "ex dc che si comportano da dc e dei personaggi che ti succhiano il sangue, le idee". Questo mi è stato detto da un ragazzo che lavora per l'idv nella provincia di Varese e mi è stato scritto varie volte da un ricercatore universitario del Politecnico di Milano che più volte, quando ho avuto a che fare con lui, mi ha scritto via email che mi sarei dovuto "Piegare" alle istanze del partito e che se non avessi fatto ciò che lui mi chiedeva, questa persona sarebbe stata decapitata politicamente. Questi ed altri fatti e posizioni mi hanno portato ad uscire dal partito in quanto penso che tale pecchi di coerenza. Queste mie parole, peraltro pronunciate in diverse email che ho scritto ad Antonio di Pietro, sono state sempre pensate come una critica costruittiva volta a (allora) far crescere dal punto di vista valoriale il partito e (sempre allora) far buttare fuori coloro che dicono "a" me che poi fanno "b".

In soldoni, appoggio comunque il comitato che ha proposto tale manifestazione e le idee fontanti su cui si poggiano manifestazioni di solidarietà come queste. Per capirci, preferisco largamente appoggiare associazioni come "Ammazzateci tutti" piuttosto che i partiti politici.

Sono contento della decisione presa da Aldo Pecora e dalla Casa delle Legalità e mi auspico che molte più persone continuino il cammino intrapreso dal portavoce nazionale di Ammazzateci Tutti.

Bravo Aldo, bravi ragazzi di Ammazzateci Tutti, continuate cosi!

Michele Capaccioli
0
Manzon diceva...
scritto da Americo , 28 gennaio 2009
Pigliate quei quattro capponi, poveretti! a cui dovevo tirare il collo, per il banchetto di domenica, e portateglieli; perché non bisogna mai andar con le mani vote da que' signori. Raccontategli tutto l'accaduto; e vedrete che vi dirà, su due piedi, di quelle cose che a noi non verrebbero in testa, a pensarci un anno.
Renzo abbracciò molto volentieri questo parere; Lucia l'approvò; e Agnese, superba d'averlo dato, levò, a una a una, le povere bestie dalla stìa, riunì le loro otto gambe, come se facesse un mazzetto di fiori, le avvolse e le strinse con uno spago, e le consegnò in mano a Renzo; il quale, date e ricevute parole di speranza, uscì dalla parte dell'orto, per non esser veduto da' ragazzi, che gli correrebber dietro, gridando: lo sposo! lo sposo! Così, attraversando i campi o, come dicon colà, i luoghi, se n'andò per viottole, fremendo, ripensando alla sua disgrazia, e ruminando il discorso da fare al dottor Azzecca-garbugli. Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all'in giù, nella mano d'un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l'alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.
Rispetto questa vostra decisione, ma non la condivido, per nulla...
0
...
scritto da Domenica , 28 gennaio 2009
Caro Aldo, condivido la tua opinione. Volevo andare a Roma,poi ho riflettuto che è certamente una manifestazione di solidarietà ma sempre ex post. A cosa fatte.Prima sui giornali si consuma la tragedia, poi si fa qualcosina. Certamente può creare vantaggi e consensi a molti, essere una vetrina politica di personaggi famosi e stimati e una giornata di testimonianza, ma in effetti eravate in pochi a supportare De Magistris ex ante, e le cose fatte prima che succeda l’irreparabile sono le più sincere e coraggiose. Le altre servono al consenso ,ad ammortizzare l’evento e farlo magari ingoiare meglio all’opinione pubblica, una specie forse di falsa coscienza .Della serie “ è successo, però noi abbiamo manifestato il dissenso e quindi ci sentiamo a posto”. Come per l’indulto. I martiri vengono celebrati sempre dopo che sono morti o massacrati, o isolati a seguito di un silenzio assordante. E’ un vecchio copione ormai consolidato che funziona .Un rito che si celebra anche a livello intellettuale . Chi poi entra nell’agone dei tipi di partiti che oggi abbiamo prima o poi viene fagocitato dall’ingranaggio, anche se per carità probabilmente rimane integro, ma condizionato dal gioco e dal protagonismo mediatico. Chi invece nel silenzio fa le cose, concretamente, non ha palcoscenico. La speranza è che voi giovani riusciate a cambiare una realtà che vi isola, vi disoccupa, vi offre solo veleni e precariato mortale . E’ sicuramente nulla la mia condivisione, ma anche io non ho potere .
0
...
scritto da Gennaro , 28 gennaio 2009
Non giudico nessuno,se avete optato per la non condivisione del principio sul quale basava la manifestazione è solo ed unicamente una vs problematica,vuol dire che non ritenevate opportuno presenziare,nel massimo rispetto delle posizioni del vs movimento
0
...
scritto da giovanni lo monaco , 29 gennaio 2009
Caro Aldo, senza offesa, io in piazza c'ero e la tua mancanza non ha fatto tutto il rumore che tu credi.
0
Non è il momento..siamo in emergenza democratica
scritto da linda , 04 febbraio 2009
Non è il momento per i distinguo o per contendersi la scena. Siamo in emergenza democratica. Dobbiamo essere tutti uniti PER RICONQUISTARE la democrazia che non c'è più. Non c'è più! NON C'E' PIU'!! lA GIUSTIZIA , L'INFORMAZIONE, L'OPPOSIZIONE, LA SEPARAZIONE DEI POTERI, L'UGUAGLIANZA, IL LAVORO, I DIRITTI tutte queste cose sono state distrutte. Di cosa state parlando!?! Vi rendete conto che noi, cittadini comuni e silenti, siamo oggi disperatamente aggrappati a TUTTI VOI (Grillo, Ammazz. Tutti, Annozero, De Magistris, Apicella, )che rappresentate la nostra ultima speranza!!!
0
...
scritto da Chiara , 05 febbraio 2009
Aldo e Rosanna siete stati profetici!
0
...
scritto da frn , 06 febbraio 2009
A dir poco profetici infatti !! smilies/smiley.gif GRANDI!

Scrivi commento

security code
Scrivi i caratteri mostrati


busy

ALTRI ARTICOLI:
  • Le ragioni di un'assenza, i motivi di un impegno che continua. -27/01/2009
 

 Creative Commons License
 Tutto il materale presente su questo sito è distribuito con Licenza Creative Commons.