'Ndrangheta, appalti e politica: decine di fermi nel reggino. PDF Stampa E-mail
di Redazione   
martedì 17 giugno 2008
Image REGGIO CALABRIA - Ci sono anche due consiglieri comunali e il figlio di un boss calabrese tra i 33 fermati stamane dai carabinieri di Reggio Calabria con l'accusa di aver stretto accordi per controllare la gestione degli appalti. Grazie alla collusione di alcuni personaggi politici, le cosche joniche, unite in un "cartello", ottenevano l'assegnazione dei più redditizi lavori pubblici a cui fornivano calcestruzzo scadente in cambio di fatture gonfiate. "La qualità delle opere - scrivono gli inquirenti - non risultava mai come richiesto dai progetti ma sempre molto inferiore, al punto di minarne la stabilità". Per questo nei mesi scorsi la magistratura aveva deciso il sequestro di sette cantieri allestiti per ammodernare la statale 106 Jonica. Stamane gli arresti per associazione mafiosa.

Colpite le cosche della 'ndrangheta Morabito-Bruzzaniti-Palamara", Maisano, Vadalà, Talia attive nella fascia jonica della provincia. Tra gli arrestati due consiglieri di maggioranza nei comuni di Bova Marina e Samo: Sebastiano Altomonte, 54 anni, sindacalista, consigliere a Bova per una lista civica, e Giuseppe Natale Strati, 48 anni, imprenditore, consigliere a Samo per una lista di centro. Insieme a loro è finito in manette anche Carmelo Vadalà, 28 anni, imprenditore, figlio del presunto boss Domenico Vadalà, soprannominato Micu 'u lupo, capo dell'omonima cosca di Bova Marina, condannato all'ergastolo. Nell'elenco dei fermati altri imprenditori, operai e due dipendenti comunali.

Le nuove consorterie criminali avevano trovato un vero e proprio accordo per la spartizione dei proventi degli appalti pubblici tra cui la cosiddetta "variante di Palazzi" sulla strada statale Jonica, o la costruzione dell'istituto scolastico "Euclide" di Bova, appaltata dalla Provincia di Reggio Calabria e andata subaffidata a una ditta collegata al boss Giuseppe Morabito ("u tiradritto") dopo un summit tra i capicosca.

Per estromettere gli appaltatori estranei al "cartello", l'imposizione di subappalti e la sottoscrizione di lucrosi contratti di forniture nelle fasi del movimento terra, l'approvvigionamento e il trasporto di inerti. E ancora: l'effettuazione di operazioni sovrafatturate attraverso il meccanismo fraudolento legato alla realizzazione di opere di qualità inferiore a quelle oggetto di pattuizione negoziale; l'assunzioni di manodopera.


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  • 'Ndrangheta, appalti e politica: decine di fermi nel reggino. -17/06/2008

Marco  - Impossibile !   |18-06-2008 09:12:14
Io rimango allibito di fronte a queste notizie! Se penso a tutti i quintali di
documenti che E' NECESSARIO produrre per gestire l'amministrazione di un applato
pubblico!!! Mi dispiace dirlo ma solo in Calabria (e in Campania!) ci si trova
di fronte a connivenze che investono fino ai gradi più alti di tutta la catena
di controllo: Responsabili del Procedimento, Direttori dei Lavori, Stazioni
Appaltanti, Coordinatori in fase di Esecuzione...questo tralasciando i
responsabili dell'Ente appaltatore!
Mi chiedo anche Chi produce gli obbligatori
"Certificati antimafia"!?...E' davvero un altro mondo con altre
regole...i cui costi però li pagano TUTTI!!
Francesco   |18-06-2008 12:43:27
Mi parre di aver già avuto sensazioni simili in passato , ma ricordare certe
cose a volte giova, come dicevano i Latini. Il contenuto di certi post ricorda
molto da vicino le "spiacevoli sorprese" in cui le nostre estremità
possono incappare magari passeggiando in un bel prato , con la mente ingombra di
pensieri profondi...Ma basta un poco di pazienza, e la cosa schiacciata sotto le
suole si può agevolmente eliminare, soprattutto se si ha la fortuna di
passaggiare in bel prato...Ma veniamo alle cose serie. Trascrivo un breve
estratto da un saggio di uno dei "padri" della democrazia
universale:
"Può accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti
gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti
loro....Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono cogliere lo stretto
legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del
genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono:
saranno loro stessi a privarsene volentieri ...Se un individuo abile e ambizioso
riesce ad impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la
strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi un po
giuseppe   |04-07-2008 12:02:25
agli utenti del sito interessa sapere la sua posizione in merito all'oggetto
della discussione e non i suoi esercizi di retorica o le sue citazioni dotte,che
sono proprie di chi non ha nulla da dire. La prego, altresì, di interpretare
correttamente il pensiero di marco, che ha pienamente ragione quando parla di un
sistema di collusioni e di connivenze che investe i vertici dell'apparato
amministrativo dello stato, ovvero di una burocrazia corrotta e assolutamente
incapace di opporsi ai condizionamenti della mafia
fillips   |21-06-2008 19:32:00
La mafia fa parte della nostra storia e del nostro essere Meridionali. Mi sembra
difficile che Pecora riuscirà a ribaltare la concezione stessa dell'esistenza
presente nelle nostre terre. Suvvia ! Camminiamo come Muli, perchè anche la
mafia sarà il nostro futuro, tutto cambia perchè nulla possa cambiare.
Accettiamo le illegalità presenti nel nostro territorio, nessun cambiamento sarà
tangibile dal popolo, perchè il potere DEVE sopprimerci tutti, solo attraverso
la sottomissione alla nostra cultura (anche nelle sue forme di illegalità),
potremo avere importanza a livello mondiale. Noi siamo Meridionali per essere
grandi non potremo prescindere da quello che siamo.
Francesco   |23-06-2008 09:07:57
Indirizzato a chi scrive dimenticando che l
Francesco  - re:   |23-06-2008 09:09:13
Francesco ha scritto:
Indirizzato a chi scrive dimenticando che l
Indirizzato a chi scrive dimenticando che l
Francesco   |23-06-2008 09:28:07
Indirizzato a chi scrive dimenticando che l'atto della scrittura presuppone, a
monte,la capacità intellettuale di produrre cose che abbiano dignità sufficiente
per essere definite "idee". Non si illuda costui!...in quanto le prima
menzionate capacità intellettuali, appaiono nei suoi scritti così scarse che
neppure se fosse più meridionale dei meridionali potrebbe aspirare a diventare
"grande" (...quando poi i meridionali italiani siano stai
"grandi" non è dato di sapere...ma qui ci si inoltrerebbe in un discorso
irto di tali difficoltà che penso il "poveretto" ne morirebbe prima
ancora di aver capito di cosa si stà parlando). Il fatto che i post a cui
facciamo riferimento non vengano "semplicemente eliminati", più che
segno della democratica volontà di dare spazio a "tutte le voci", mi
pare dovuto alla comprensibile incertezza sul "dove" quelli dovrebbero
essere eliminati, poichè non si capisce che tipo di "sostanza" sia:
Umido?...No!perchè l'"umido" è prezioso e si ricava un ottimo
concime...Solido?...neppure, perchè dal 2solido" tutto può esere recuperato
e riciclato...Speciale?...neanch e quello percè non si apisce proprio cosa ci
sia di "speciale" i quanto contenuto nei suddetti post...Rimaniamo in
ambasce, aspettando che si esauriscano i miasmi
fillips   |23-06-2008 11:30:14
Più semplicemente ho scritto contro il fatto che Pecora & co. vorrebbero far
trionfare nel meridione una cultura della legalità che poco ha a che fare con il
nostro essere di Meridionali. La mafia è una necessità storica prima di tutto,
se non capite questo è inutile che continuate a lottare contro di essa.
fillips   |24-06-2008 12:58:29
Caro Paolo, magari la Mafia svolge buona parte delle sue
attività
imprenditoriali al Nord, ma ciò che la difende è la mentalità rurale
che
persiste più forte che mai al Meridione. Come ben sappiamo il caro Aldo
Pecora,
ha in passato sostenuto i "poveri" giudici De Magistris e
Forleo,
alimentando la linea giustizialista, che da Travaglio e Grillo giunge
fino
all'ex magistrato di "Mani pulite" Di Pietro. E' lecito pensare
che
vista l'età di Pecora, e i suoi trascorsi che lo hanno portato alle
cronache
nazionali con il fantomatico striscione "E adesso...Ammazzateci
Tutti".
Da allora gli si sono aperte le porte dei cosidetti salotti buoni
della TV, dove
il potere si gioca ancora, notevoli sono ancora le sue
apparizioni al programma
"Anno Zero" del più che fazioso Santoro.
Aldo
Pecora è oramai divenuto
il rampollo della Travaglio & co., la cosidetta
"Unica opposizione" allo
strapotere che molto ha a che fare con la
Dittatura del beneamato Silvio
Berlusconi. Stramente come Beppe Grillo anche il
Pecora ha un suo blog, così
anche nel registro comunicativo si è allineato a
quella linea, di cui ne
costituisce il futuro, il primo ricambio verso il
futuro. Il suo impegno così
contro la Mafia bilancierebbe la figura di
Berlusconi, diventato un grande
manager d'azienda e poi un grande contenitore
di potere, iniziando propria dalla
massoneria P2.Mentre le loggie massoniche
presumibilmente appoggiano il leader
del PDL, allora la linea giustizialista
per contrappeso cerca il suo spazio di
potere nelle stanze della Magistratura.
Solo ultimo in ordine di tempo è
l'appoggio al PM Grattieri. Ciò che sta
crescendo all'interno di
"Ammazzateci tutti" non è la linea verde della
lotta Antimafia,
piuttosto una nuova classe dirigente nata per contrappeso al
potere assoluto e
assolutistico di Silvio Berlusconi. Questo movimento è nato
da un partito di
centro-sinistra (La Margherita), e continuerà ad avere una
visione politica di
contrasto al potere Berlusconiano. La lotta Antimafia è
solo uno strumento di
questa opposizione.
mizio   |25-06-2008 12:33:09
Secondo me questo filipps sta davvero male.

Ignoratelo please!:)

mizio
nickbiani2   |26-06-2008 07:28:34
Dovrebbero buttare la chiave adesso!!!
Sono fiducioso, qualcosa si sta muovendo
ragazzi!

andiamo avanti sempre così
Michael Lusi   |30-06-2008 19:07:38
C'é solo da dire che il curriculum giudiziario di Silvio Berlusconi fa invidia
ad un boss mafioso.
Alessia  - Pure nel Lazio!!!   |30-06-2008 21:30:54
Carissimo, anche nel Lazio si producono quintali di documenti per gli appalti
pubblici...cominciassimo a risparmiare, almeno sulla carta, già staremmo
meglio!
Ciao e buona giornata
Marco  - re: Pure nel Lazio!!!   |02-07-2008 11:24:01
Il mio parere è che la l'attuale normativa in merito ai LLPP e i
regolamente attuativi siano tra i più severi d'europa. Se
applicati ritengo che poco o nulla possa sfuggire dal
riscontro documentale e quindi dal controllo da parte
delle competenti istituzioni (dalla Asl per quanto concerne
la sicurezza nei cantieri, ai Responsabili Amministrativi in seno
alla Committenza pubblica, sino alle forze dell'ordine: specie guardia
di finanza).
Il danno (per gli Utenti/cittadini) oltra la beffa
(per coloro che lavorano onestamente), sta nel constatare come NON
SIA POSSIBILE perpetrare illeciti come quello citato nel post del
17 giugno 2008 senza che TUTTA la catena di gestione e controllo
dell'appalto sia stata compromessa da infiltrazioni mafiose e
dai relativi "giochetti" di potere e
di illeciti.
Prendere coscienza di questo dato di fatto sarebbe
già un passo avanti e andrebbe adeguatamente pubblicizzato in sede
europea per tentare di porre un freno a quella ondata
di finanziamenti "pubblici" che arricchisce solo le
cosche e impoverisce ancora di più le persone e il territorio.
Alessia ha scritto:
Carissimo, anche nel Lazio si producono quintali di documenti per gli
appalti pubblici...cominciassimo a risparmiare, almeno
sulla carta, già staremmo meglio!
Ciao e buona giornata
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Ultimo aggiornamento ( martedì 08 luglio 2008 )
 

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