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EMERGENZE A VIAREGGIO, ALL’AQUILA
angrema
messaggio 10/1/2010 - 12:54
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L’esplosione di un carro merci (infiammabili) a Viareggio è il peggiore evento verificatosi in Italia quest’anno, dopo il terremoto d’Abruzzo. Non sono le uniche emergenze, ce ne sono e ce ne saranno altre..... è probabile !

C’è ad esempio l’emergenza sicurezza, per cui si vuol far credere che essa sarà risolta con una legge sul delitto di immigrazione clandestina. C’è l’emergenza Giustizia....

In attesa dei risultati dell’inchiesta sulle cause dell’emergenza di Viareggio, pare utile notare certi accadimenti sociali e porre qualche quesito. Quesiti che sono basati su un’inchiesta fatta per anni, relativa alle differenze fra società italiana e società europee.

La vita sociale italiana è andata deteriorandosi negli ultimi anni. Probabilmente la causa maggiore sono state le correzioni di rotta nella vita sociale, necessarie ma non fatte da politici frettolosi e concentrati su interessi particolari. E’ come se al futuro del Paese non ci pensasse nessuno, come se non esistesse una strategia di Paese, ma tattiche di congreghe o di cordate.....

Fra i vari aspetti in gioco nella società italiana, si puo’ notare :

- un diffuso peggioramento dei risultati delle gestioni pubbliche (normale, visto che i gestori possono essere scelti per comparaggio e non per professionalità)
- un aumentato deterioramento della litigiosità politica, unito ad un rinvio indefinito delle soluzioni di annosi problemi sociali (ad esempio la gestione pensionistica, la sicurezza, la qualità del sistema sanitario nel Sud)
- ripetuti buchi nell’acqua di nuove gestioni politiche proposte, le quali sono presentate con qualifiche del tipo “nuovismo”, ma mancanti poi di capacità professionali per risolvere problemi annosi.

Perché tante evoluzioni negative ? I motivi scatenanti la crisi sociale sono stati individuati da un’inchiesta, fatta per almeno un decennio, sulla base di confronti fra Italia ed Europa occidentale. La conclusione sintetica : in Italia non esistono tutti gli strumenti e le capacità necessarie alla gestione di un Paese, nell’epoca della competitività richiesta dal villaggio globale.

Un aspetto rovinoso del degrado sociale è che gli Italiani, per antica tradizione perversa, non fanno inchieste, convivono facilmente con la corruzione e non usano la logica ed il realismo nella vita sociale. Inoltre i politici di oggi sono molto più interessati alle lotte di potere che al progresso ragionato, preparato, garantito, del Bel Paese (doppio scenario aiutando).

In compenso un espatriato, uso ad una quadratura mentale e professionale più “europea”, ha potuto fare un’analisi seria. Ecco quindi alcuni aspetti rilevanti.

Purtroppo negli ultimi decenni è successo il peggio. I politici si sono accorti che i cittadini non hanno un reale interesse alla politica (al massimo fanno il tifo per i Guelfi/dstr, o per i Ghibellini/snstr), non controllano e non verificano le loro attività.... Essi allora si sono eretti a padroni del Paese, senza contropoteri, senza obbligo di avere capacità professionali, senza obbligo di rendiconti o di rispetto dei programmi che erano stati presentati il giorno delle elezioni.......! Senza il beneficio dei risultati !

Cosi evolvendo per decenni, con un menefreghismo reale ammantato di bei proclami e sceneggiate politiche, senza capacità di gestione e senza impegno nelle istituzioni, ma con un forte interesse a trattative nascoste e percentuali di ritorno, con un deragliamento che avanzava nella società, con l’affaripolitismo che ha invaso tanti contesti sociali, nazionali o locali..., gli Italiani hanno creato il più originale e perfetto stile di doppio linguaggio e doppio scenario...! Quello che provvede ai desiderata di parte e ingrassa le ruote della corruzione che avanza..., accompagnato da un finto interesse per le necessità, del Paese!

La società, divenuta un marasma vischioso di grippaggi e di inconvenienti, non dà più ai cittadini quello che la Costituzione aveva loro promesso: la sovranità, i servizi sociali, l’opportunità di intraprendere per creare ricchezza e sviluppo, la sicurezza. In tali condizioni, ogni inghippo, intoppo, inceppo si tramuta in tempo perso o in somme impreviste da pagare, talora in nero. In pratica la competitività delle imprese e i diritti dei cittadini divengono dubbi, insicuri. E nessuno si lamenta delle povere capacità di gestione nelle istituzioni, divenute contesti lottizzati e con poca professionalità. Si arriva a sostenere che.... le emergenze siano un “triste destino”, non la conseguenza dell’ incompetenza e incuria diffuse nel settore pubblico !

In tale situazione rovinosa, è ovvio che un espatriato ponga i seguenti quesiti :

- le manutenzioni che sono necessarie al funzionamento sicuro dei treni ed altri servizi nazionali sono fatti con la competenza , la formazione e la professionalità che sono comuni in tanti Paesi dell’Europa occidentale ? Come le ferrovie controllano le condizioni richieste di sicurezza, se i carri merci non sono italiani ?
- i controlli tecnici che sono necessari all’esercizio ed alla manutenzione dei servizi pubblici sono fatti, nei casi in cui la sicurezza è in gioco, da enti e persone indipendenti dagli operatori dei servizi ?
- le lottizzazioni, ormai diffuse in tante istituzioni, sono evitate nei servizi che comportano rischi per i cittadini, visto che le lottizzazioni sono frequentemente incompatibili con la professionalità ?
- la gestione del personale nei servizi che garantiscono la sicurezza viene fatta sulla seria base dei” bastoni e delle carote”, per promuovere la responsabilità e l’impegno ?
- perché nel Paese più corrotto della West U.E. non esiste una strategia di lotta alla corruzione ? Forse essa è benvenuta ?
- perché, vista la chiarissima incapacità/irresponsabilità delle attuali gestioni istituzionali, non si indaga seriamente sulle cause dei cattivi risultati ? Se l’imperativo del proprio dovere, la capacità professionale, non esistono nelle istituzioni, come potrà uno stato funzionare ?
- perché, vista la frequenza dei fallimenti nelle discussioni parlamentari, nelle larghe riunioni italiane (in Europa è diverso), non ci si chiede “perché la difficoltà italiana di raggiungere il consenso nelle assemblee ?”; (V. testo "Metodi ...")
- perché nessuno scopre l’evidenza :
- che in un Paese con mentalità da sottosviluppo la società non puo’ funzionare e quindi non puo’ sostenere lo sviluppo economico;
- che un Paese senza bastoni e senza carote, senza valori positivi di riferimento, ma permeato di lassismo, fatue illusioni e rassegnazione, non puo’ stare in piedi ?
- chi sono i colpevoli delle morti per cattive costruzioni terremotate, al livelllo costruttori ed al livello controlli istituzionali (Genio Civile credo) ?

Pare che i media non siano molto interessati a quesiti di tale genere. Eppure un espatriato ha l’impressione che tali quesiti siano il modo serio per affrontare il gigantesco problema sociale italiano, quello che genera emergenze, incapacità, ritardi e perdita di opportunità !

Antonio Greco
angrema@wanadoo.fr

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