Da anni, da mesi...da sempre si parla di ndrangheta e mafia, e di quanto il suo interagire con il tessuto economico-politico-affaristico, ha influito nella nostra terra, in negativo chiaramente, sino alla realizzazione di uno stereotipo di immagine, con buona pace di ogni speranza di vero sviluppo.
Lo stato nelle circostanze eccezionali (casi ecclatanti) ecco che appare, rabbonisce, lusinga, mostra i muscoli e incita al riscatto ed alla reazione, accorre ai cortei.
Tutto vero per carità!
Ma chissà che ne pensano i "gentiluomini" che vivono e lucrano, taglieggiano, ricattando ed estorcendo i piccoli indifesi commercianti ed artigiani. Anche un minuscolo epsodio di microidiozia, a volte serve da metafora al nulla che ci circonda.
Chi scrive è un papà che ha urlato no a tutto, ha subito e subisce ancora minacce attentati, danneggiamenti, ha ricevuto plichi con bossoli, moltov simbolo di morte, cappi alla porta, sterco di stalla sulle vetrate del locale che "loro" ci hanno costretti a chiudere.
i miei giovani figli 27, 23, 20 anni avevano un sogno, realizzare una semplice attività.
In difesa di loro ho rischiato e rischio la vita, non da eroe, sia ben chiaro ma da disperato cittadino di questo Stato.
Con questa mia, chiedo, imploro l'attenzione di quanti leggono, volgendo loro un appello, quello di non lasciarmi solo, di non lasciare soli i miei figli, in quella che è divenuta la lotta per la sopravvivenza; siamo stati schiacciati repressi, ma con un filo di voce continuiamo il nostro grido, chiedo a tutti voi aiuto, solidarietà con unisono di voci, perchè io e voi siamo anche stato..Spero solo di non aver tediato troppo chi legge, anzi auspico solo di aver raggiunto il suo cuore
Con reverenza un papà disperato
Frano Mazza


