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Versione completa: Pentito in Calabria senza protezione per votare
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stellamarina50
da: http://www.ansa.it/main/notizie/regioni/ca...27_1272810.html

Testimone di giustizia in Calabria senza protezione per votare
La denuncia di Giuseppe Masciari

(ANSA) -CATANZARO, 27 MAG- Giuseppe Masciari, testimone di giustizia, sottoposto a programma di protezione dal 1997, denuncia che sta andando a votare senza scorta. 'Sto venendo in auto in Calabria, insieme a moglie e figli, senza protezione, per esercitare il mio diritto di voto - ha detto -. Quel diritto che da cinque anni mi viene negato perche' lo Stato non mi assicura alcuna assistenza'. Lo scorso anno e' stato revocato a Masciari il programma di protezione, ma contro la decisione e' stato presentato ricorso.
2006-05-27 15:06



da: http://www.ansa.it/main/notizie/regioni/ca...27_1274253.html

Testimone di giustizia senza protezione per votare
Denuncia di Giuseppe Masciari: sto venendo in Calabria

(ANSA) -CATANZARO, 27 MAG- Giuseppe Masciari, testimone di giustizia, sottoposto a programma di protezione dal 1997, denuncia che sta andando a votare senza scorta. 'Sto venendo in auto in Calabria, insieme a moglie e figli, senza protezione, per esercitare il mio diritto di voto - ha detto -. Quel diritto che da cinque anni mi viene negato perche' lo Stato non mi assicura alcuna assistenza'. Lo scorso anno e' stato revocato a Masciari il programma di protezione, ma contro la decisione e' stato presentato ricorso.
2006-05-27 17:58
Jack_Walsh
dA WWW.ILCROTONESE.IT del 24 gennaio2004

Una vicenda di estorsioni, attuate con il metodo classico della protezione imposta sui cantieri edili; di violenze su imprenditori costretti ad avvalersi dei mezzi e della manodopera forniti da ditte ‘amiche’; una vicenda che risale ai primi anni novanta ma che è approdata davanti ai giudici del Tribunale di Crotone solo da poche settimane. Alla sbarra 16 persone, ritenute affiliate ad alcune potenti cosche mafiose del crotonese, gli Arena, ma anche del catanzarese, i Gaglianesi, e del vibonese, i Viperari, che avrebbero imposto le loro condizioni agli imprenditori edili di quelle zone.
E tuttavia uno dei più significativi episodi di estorsione contestati dalla pubblica accusa avrebbe avuto come teatro proprio il crotonese, in particolare San Leonardo di Cutro. Da qui la decisione del Tribunale (Maria Luisa Mingrone presidente, Maria Rosaria Di Girolamo e Giulia Proto a latere) di rigettare le eccezioni di incompetenza territoriale avanzate, nell’udienza di mercoledì scorso, da alcuni difensori: gli avvocati Luigi Gullo, Pietro Pitari, Luigi Falcone, alla quale si sono associati anche Nicola Cantafora, Sergio Rotundo, Ornella Parrilla, Giovanni Vecchio, a parere dei quali sarebbe stato opportuno riunire il procedimento ad un altro che è appena iniziato davanti al Tribunale di Vibo Valentia nei confronti delle stesse persone.
Sarà, dunque, celebrato a Crotone il processo nei confronti di Nicola Arena (67 anni) e Francesco Arena (76 anni), di Isola Capo Rizzuto; di Giovanni Trapasso (56 anni) e Pietro Scerbo (57 anni), di San Leonardo di Cutro; e ancora di Salvatore, Damiano, Antonio, Rocco e Cosimo Vallelunga, tutti di Serra San Bruno; di Cosimo Franzè, Giovanni Vallelonga e Cesare Napolitano, nativi di Caulonia; di Salvatore Cossari, di Borgia; di Luciano Battaglia, di Soverato; di Mario Scarfone, di Catanzaro, che nel frattempo è deceduto.
Sono tutti accusati, a vario titolo, di estorsione, violenza privata aggravata, associazione a delinquere di stampo mafioso. L’episodio di estorsione che ha indotto i giudici di Crotone a ritenere la propria competenza è quello che sarebbe avvenuto nel 1990 tra Serra San Bruno, Catanzaro Lido e San Leonardo di Cutro, ai danni dell’imprenditore edile Giuseppe Masciari, all’epoca impegnato nella realizzazione di 56 alloggi popolari a Catanzaro Lido per conto dell’Iacp. Secondo l’accusa Masciari sarebbe stato costretto a versare una somma di 50 milioni di lire a Nicola e Francesco Arena, Scerbo e Trapasso come prezzo per garantire la tranquillità nel cantiere di Catanzaro. A farsi latori della richiesta sarebbero stati i Vallelunga, affiliati alla cosiddetta cosca dei Viperari, spiegando all’imprenditore che per quel cantiere era necessario pagare una somma di denaro agli Arena di Isola Capo Rizzuto che avevano il controllo della zona di Catanzaro Lido. Sempre i Vallelunga avrebbero combinato l’incontro tra Masciari e gli esponenti della cosca Arena a San Leonardo di Cutro, dove, nell’abitazione di Pietro Scerbo, l’imprenditore avrebbe consegnato una mazzetta di 30 milioni di lire in contanti. Successivamente lo stesso Masciari avrebbe versato i restanti 20 milioni a Cosimo Vallelunga che a sua volta li avrebbe recapitati agli Arena.
Ma per la realizzazione di quei 56 alloggi a Catanzaro Lido l’imprenditore Masciari avrebbe dovuto subire altre prevaricazioni. Gli Arena, Scerbo e Trapasso, infatti, gli avrebbero imposto la ditta di Salvatore Cossari per eseguire i lavori di sbancamento, movimento e trasporto terra e l’impiego dei relativi mezzi meccanici senza che l’imprenditore potesse trattare il prezzo. Identico meccanismo anche per i lavori di realizzazione degli impianti idraulici e di riscaldamento dei 56 alloggi, per i quali Masciari sarebbe stato costretto a servirsi dell’opera di Mario Scarfone. Anche l’acquisto del calcestruzzo necessario ai lavori edili, inoltre, sarebbe avvenuto dietro precisa indicazione dei due Arena, di Scerbo e Trapasso presso una ditta di Davoli senza, naturalmente, che l’imprenditore potesse trattare il prezzo della fornitura.
Quello di contattare il Masciari per conto degli Arena costringendolo a pagare tangenti, comunque, sarebbe stato un favore che la cosca di Isola Capo Rizzuto avrebbe ricambiato di lì a poco. Secondo l’accusa, infatti, va inquadrato in questo contesto l’episodio di estorsione contestato a Nicola e Francesco Arena, a Scerbo e Trapasso, a Damiano, Cosimo e Salvatore Vallelunga; vittima un imprenditore di Catanzaro, Raffaele Zinzi, impegnato nella realizzazione della nuova caserma dei carabinieri a Serra San Bruno. Sarebbe stato Scerbo, in particolare, a condurre le trattative con Zinzi incontrandolo presso l’impianto di calcestruzzi di Simeri Crichi per convincerlo della necessità di pagare una somma di denaro ad ‘amici’ di quella zona che gli avrebbero garantito la tranquillità nel cantiere di Serra San Bruno; l’imprenditore alla fine avrebbe pagato una somma tra i 60 e gli 80 milioni di lire in contanti, in due o tre soluzioni.
Più avanti Scerbo sarebbe tornato alla carica in occasione dei lavori di costruzione della caserma dei carabinieri di Nardodipace che lo stesso Zinzi aveva preso in appalto. A quel punto, tuttavia, l’imprenditore si era rifiutato di pagare altre tangenti e questo, secondo l’accusa, avrebbe scatenato la reazione dei Viperari che avrebbero ingaggiato persone rimaste ignote per esplodere alcuni colpi di fucile contro un furgone di Zinzi sul quale viaggiavano nove dipendenti. In quella occasione restarono feriti tre operai e Zinzi preferì rinunciare ai lavori della caserma di Nardodipace


Conosco personalmente il signore in questione.
Si mediti quando si cerca il titolo ad effetto...il telefono antiracket non squilla in calabria
E' facile parlare di cose che si sentono lontane, tanto per fare del sensazionalismo, fine a se stesso, inutile e controproducente, vuoto come i soggetti che lo mettono in campo.
stellamarina50
da: http://www.ansa.it/main/notizie/regioni/ca...28_1284472.html

Testimone giustizia a votare con scorta carabinieri

Giuseppe Masciari riottiene protezione dopo denuncia

(ANSA) - VIBO VALENTIA, 28 MAG - E' andato a votare scortato dai carabinieri il testimone di giustizia Giuseppe Masciari, che aveva denunciato l'assenza dello Stato. L'uomo aveva detto di essere stato lasciato solo a causa della revoca del programma di protezione. Masciari e' testimone dal '97. Lo scorso anno, dopo aver testimoniato in numerosi processi di mafia consentendo anche la condanna di alcuni boss, la Commissione centrale gli aveva revocato la scorta. Su questo deve pronunciarsi il Tar del Lazio.
2006-05-28 19:41
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