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Versione completa: Benigni in Calabria
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stellamarina50
da: http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/ca...4_12414076.html

2006-11-24 12:45

Roberto Benigni fa commuovere Catanzaro
Applausi e lacrime ieri sera per il suo show 'Tutto Dante'

(ANSA) - CATANZARO, 24 NOV - Applausi e anche qualche lacrima per lo show che Roberto Benigni ha tenuto ieri sera al palazzetto dello sport di Catanzaro. La poliedricita' dell'arista fa si' che il suo show 'Tutto Dante' cominci con il solito atteggiamento da clown. Entra in scena e subito prende di mira Berlusconi e Prodi. Ma e' con la Divina Commedia che Benigni si esalta. La sua spiegazione del canto di Paolo e Francesca e' infatti un inno all'amore che fa commuovere tutti, Benigni compreso.

stellamarina50
da: http://www.giornaledicalabria.net/index.ph...stra_primopiano

Toccate tutte le corde dell’anima
La prima nazionale di Roberto Benigni con lo spettacolo “Tutto Dante” ha lasciato incantato il pubblico del palasport

CATANZARO. È innamorato della Divina Commedia di “quell’amore che si prova per una donna”. Un amore pieno, totale, incondizionato che traspare da ogni sua parola, da ogni suo gesto e che Roberto Benigni riesce per questo a trasmettere al suo pubblico con quel suo modo di raccontare, di stare sul palco, scanzonato sì, ma nel fondo estremamente serio. L’artista toscano, e non poteva essere diversamente, ha fatto innamorare di sé, ma soprattutto dell’opera di Dante Alighieri, anche Catanzaro. In 3.000 sono saltati letteralmente in piedi, nel palazzetto dello sport, quando Benigni, commosso quasi fino alle lacrime, ha terminato di declamare il quinto canto dell’Inferno, quello dei lussuriosi, ma anche di quelli che “amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende”. Un amore, dice Benigni, che non può che essere ricambiato. E per spiegarlo all’attento pubblico catanzarese, l’artista cita un passo del Vangelo di Marco, quando Gesù, insieme a Pietro, è circondato da gente che lo tocca e a gran voce gli chiede un miracolo, ma Lui “sente” solo una donna, deleritta, che si trascina in mezzo alla folla e solo con gli occhi riesce a “toccare” un lembo delle sue vesti. La poliedricità dell’arista fa sì che il suo spettacolo “Tutto Dante” cominci con il solito atteggiamento da saltimbanco. Entra in scena saltando e subito comincia il suo monologo prendendo di mira Berlusconi (“da quando non c’é noi comici siamo diventati tutti precari”) e Prodi (“prima andava a messa una volta la settimana, adesso ci va tutti i giorni per pregare per i senatori a vita”). Ma la sua comicità non è finalizzata a strappare l’applauso, alla risata fine a se stessa. Benigni usa la comicità per far riflettere. Ogni sua parola porta lo spettatore a pensare, pur se col sorriso sulle labbra. Citando Dante si scaglia contro la violenza sulle donne (“la rugiada dell’Altissimo diceva il Sommo Poeta”); contro gli indifferenti (“il libero arbitrio è una delle cose più grandi che Dio ci ha donato e per questo bisogna comunque scegliere, mai dire “per me è lo stesso” ”); contro la furbizia (“la prostituzione dell’intelligenza”); elogia i giovani (“nei loro occhi si legge lo sguardo eterno”) ed i calabresi (“non vi dico di alzare la testa perché voi la testa l’avete sempre tenuta alta”). Ma è con la Divina Commedia che Benigni si esalta e fa esaltare il pubblico. La sua spiegazione del quinto canto dell’Inferno, quello di Paolo e Francesca, è un inno all’amore, così come lo aveva inteso Dante che non a caso, di fronte al racconto della storia dei due amanti “venni men così com’io morisse. E caddi come corpo morto cade”. E quanto, al termine dello spettacolo, Benigni declama il canto a memoria, si raggiunge l’apice. L’artista “vive” il racconto del Sommo Poeta e lo fa vivere agli spettatori. Con la sua interpretazione riesce a portare il pubblico dentro la Divina Commedia, al fianco di Dante, a rivivere quelle stesse sensazioni. “Se per un solo momento - dice l’artista nel suo spettacolo - sentiremo la bellezza della poesia di Dante, sarà successa una cosa grande”. E a Catanzaro la cosa grande è successa davvero.

stellamarina50
da: http://www.giornaledicalabria.net/index.ph...stra_primopiano

La carica grandiosa di Benigni
L’attore toscano giovedì in città per la prima nazionale di “Tutto Dante”. In conferenza stampa è un fiume in piena

CATANZARO. Roberto Benigni presidente della Regione Calabria. La prima battuta del noto attore toscano, a margine della conferenza stampa a Catanzaro, non poteva che essere dedicata al presidente calabrese, Agazio Loiero. A lui, Benigni propone il cambio quando i due si incontrano nella hall dell’albergo: “Oh Agazio, stasera ci farai tu lo spettacolo. Facciamo un passaggio di consegne”. Poco meno di un’ora con i giornalisti è sufficiente per dare sfogo alla sua idea della Calabria e del Meridione, per raccontare il “suo” Dante e la politica e per lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne. Benigni è un fiume in piena, sorriso stampato sul volto, classico accento toscano e tante parole esplose via uno dietro l’altra. Anche quando un giovane lavoratore precario riesce ad avvicinarsi al tavolo e gli consegna una busta con un messaggio, l’attore non si scompone: “È dal 1988 che mi dovevi dare sti soldi - risponde Benigni -, mi è toccato organizzare sta tourneè in Calabria per riaverli. Questa è la mazzetta per me e per Loiero per quella cosa, ti avevo detto di non darmela davanti a tutti”. Il giovane chiede la lettura delle “due righe”, e lui ribatte: “Lo so che sono due righe, è il nostro linguaggio che sappiamo, una riga per me e una per Agazio”. “Agave e ciciari” è, per Benigni, il piatto ufficiale di questo suo spettacolo. Si parte dal cibo, dunque, per spiegare la scelta di avviare in Calabria il suo spettacolo “Tutto Dante”. “Qui non c’ero mai stato - aggiunge - la bellezza della Calabria si sente, più che la si vede. E poi c’è la storia di una regione dalla quale sono attratto, sono voluto partire dalla Calabria, al di là di Lucio Presta, anche per il “calabrorum”, una lingua che è una ricchezza culturale e umana. Siamo tutti grati alla Calabria - afferma Benigni - perchè è lo Stato più forte è la regione più ricca e non è che adesso si è impoverita perchè le tradizioni sono tali e quali. Non c’è un pensatore del Nord, ma ci sarà un motivo per questo. Tutto il pensiero viene dal Sud. Sono capace di “gniudarmi” per dimostrare la gratitudine a questa terra, ringrazio tutti voi che ci avete dato l’Umanesimo. È una regione che conosce il dolore, la morte, la sofferenza, la povertà, ma quella umile e alta, quella della Madonna, quella fiera, quella che Cristo è l’antenato più grande, non servile, mai”. Immancabile il suo riferimento alla criminalità organizzata: “Una regione dove si dice che c’è la ‘ndrangheta, ma soprattutto la regione dove si combatte la ‘ndrangheta e questa è la cosa spettacolare. L’abbiamo la nostra terra non solo in eredità dai nostri padri, ma soprattutto ce l’abbiamo in prestito dai nostri figli, e che facciamo ai nostri figlioli. Lo so che sono parole quasi evangeliche, io non mi permetto di dare messaggi a nessuno, anzi sono venuto a pigliarli da voi che ne avete elargiti tanti nel corso dei secoli. Si sente che in questa terra c’è un pensiero potente, qualcosa che attrae verso l’alto. La cosa più bella che potevo fare è iniziare dalla Calabria, mi sembrava un dovere iniziare dal Sud, perchè tutto è iniziato dal Sud”.

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