Amarcord puro, quello che ti fa stare con il magone per tutto il corso dell'evento. Vi raccontiamo la bella iniziativa degli ex alunni della 1 G della scuola media di via Rivocati del lontano 1951. Dopo esattamente 54 anni hanno pensato bene di incontrarsi lo scorso 16 di ottobre e festeggiare il rivedersi dopo tanto tempo. Riverdersi per festeggiare, per dare una spolverata ai ricordi e raccontare qualche vecchio adagio. Rivedersi per osservare in un momento di gioia il tempo trascorso sul nastro dell'esistenza. Magari con qualche lacrimuccia versata a ricordo, con l'esperienza maturata in oltre mezzo secolo. I nomi scorrono, i volti mutano, basta dare una scorsa alla foto in bianco e nero per emozionarsi immediatamente. Il tempo volge il suo sguardo a se stesso, lui che è implacabile con le vicende degli umani. Quei ragazzi in pantaloncini immortalati dal fotografo davanti al portone della scuola di via Rivocati 130, con le pettinate d'epoca, con lo sguardo furbetto e malinconico. Una foto riposta nel cassetto e rimessa in moto dopo anni. Per chi ama la scienza dei segni è bello ritagliare spazi di nuovi significati ad un semplice scatto d'epoca. Il punctum sono quelle ragazze che si mettono al lato della foto con fare vezzoso, ragazze che con quella mitica I g non avevano nulla a che spartire. In quella foto in bianco e nero con i ragazzi c'era anche il preside Sistino De Santis, quel signore dietro con i baffi sornioni ed il professore Rossi, insegnante di italiano.
L'impresa di radunare tutti i compagni di scuola è di un nostro affezionato lettore, l'ispettore di Pt in pensione Pietro Carà, non è nuovo a queste imprese già immortalate nel corso degli anni sulle colonne del nostro giornale. Carà, che è un signore assai puntiglioso e innamorato dei sentimenti, aveva già radunato i compagni dell'istituto Magistrale nel 2002 e nel 2003. Lo scorso ottobre ha rimesso in moto la sua macchina organizzativa e ha messo assieme un buona parte dei suoi compagni delle scuole medie. Si sono ritrovati in buon numero come testimonia la seconda foto, quella più recente. Si scorgono Rosario Fanuele, Raffaele Guerrazzi, Francesco Zicarelli, Pietro Carà, Alfredo Como, Nino Tocci, Mario Pellegrino, Mario Gallo, Francesco Tiano, Luigi Peluso, Gaetano Pappaterra, Francesco Nicola De Napoli, Enzo Ciofi e Giovanni Parise. Giorno di festa con una bella cena in un ristorante di Piano Lago, un paesino pedemontano a 10 km da Cosenza. Tra le buone pietanze e un sinuoso bicchierino di rosso, la comitiva si è ritrovata in psita, a ballare sulle note della musica e della splendida voce del maestro Alberto Orrico. Un bel fuori programma è stato quello organizzato da Raffaele Guerrazzi, alunno tra gli alunni. Del Guerrazzi gli spifferi raccontano che all'epoca fosse uno dei più talentuosi alunni, fama confermata dalla recita di una poesia di sua composizione. Poesia donata con tanto di dedica personalizzata ad ogni compagno presente all'allegro convivio. Un pensiero affettuoso da parte dei presenti è volato ai compagni Attilio Dattis e Corrado Mascaro che non sono riusciti a presenziare all'amarcord. Le due foto a confronto sono il testimone che il tempo scorre ma non allenta i legami tra le persone. Sentimenti d'altri tempi. «Avevamo 11 anni - dice Carà commentado la foto del 1951 - era primavera, eravamo ragazzini e io avevo solo 13 anniŠ». Quella Cosenza anni Cinquanta, poco lontana dagli anni bui della seconda guerra mondiale. Calabria al carro della ripresa economica. Ora molto è mutato e il tempo ha rimodellato la sua fisionomia, facendosi impercettibile messa sotto il giogo dell'era cyber. I ragazzi del 1951, a quanto pare, non si arrendono al nuovo che divora valori e affetti. Due foto a distanza di mezzo secolo, ben localizzate in via Rivocati 130, a Cosenza. Questa strada, per fortuna, ha resistito ai cambiamenti nel continuo rimescolamento (poco innamorato del genius loci e della memoria popolare) della toponomastica a latitudini bruzie. Correva l'anno 1951.
Da IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA