da L'Unione Sarda Mercoledì 09 Luglio 2008


Tempio. Il giudice delle esecuzioni immobiliari chiede attenzione sulle promesse a chi è nei guai
Beni all'asta, troppi speculatori
Molti lucrano sulla disperazione dei debitori

C'è chi promette ai debitori, in cambio di soldi, di non partecipare alle aste giudiziarie sulle case pignorate. Talvolta riesce a raggirare i tanti disperati in procinto di perdere i propri beni. Dopo alcune denunce i carabinieri hanno aperto un'inchiesta.
Li aspettano nei corridoi del palazzo di giustizia, li braccano fuori dal tribunale, anche in strada, oppure li seguono sino a casa. I cacciatori dei disperati con la casa all'asta le provano tutte per contattare le loro potenziali vittime. Adesso per farsi pagare promettendo di bloccare i pignoramenti, i faccendieri delle vendite immobiliari hanno escogitato un nuovo stratagemma. Contattano i proprietari dei beni pignorati e promettono che con qualche decina di migliaia di euro si possono risolvere tutti i problemi. Anche la settimana scorsa, qualcuno si è rivolto agli uffici del tribunale di Tempio e al giudice delle esecuzioni immobiliari chiedendo conto della fissazione dell'asta giudiziaria per la sua casa. «Ma io ho pagato - queste le parole del truffato - mi avevano assicurato che tutto sarebbe andato apposto». L'andazzo delle minacce e delle lusinghe e dei raggiri ai danni dei debitori ha provocato la reazione del giudice Barbara Cavallo che sta predisponendo una serie di interventi urgenti per stroncare questo nuovo fenomeno. Il magistrato ha preparato una serie di avvisi e lettere indirizzati in modo particolare alle potenziali vittime della truffa.
Un programma che vedrà anche il coinvolgimento degli avvocati, dell'istituto vendite giudiziarie e dei rappresentanti delle forze dell'ordine. Il giudice delle esecuzioni ha infatti intenzione di rispondere duramente all'offensiva di chi specula sulla disperazione di quanti non sono riusciti a pagare le rate del mutuo oppure stanno per perdere la loro azienda.
In una nota che verrà girata a tutti gli operatori e soprattutto ai debitori con immobili pignorati, il magistrato non risparmia accuse durissime nei confronti dei faccendieri delle aste giudiziarie. Peraltro il giudice Cavallo ha già da tempo preso diverse iniziative anche con segnalazioni alla procura della repubblica riguardo a soggetti che, nonostante le indagini aperte da tempo sulle turbative d'asta, continuano a frequentare le aule del palazzo di giustizia di Tempio.
«Gentile signora e gentile signore - si legge nella lettera indirizzata ai debitori - sono il giudice che ha il compito di vendere la vostra abitazione o il vostro negozio che, come voi sapete è stato pignorato da un soggetto che vanta un credito nei vostri confronti e che per questo motivo ha il diritto di vendere all'asta i vostri beni. Con questa nota è il giudice in prima persona a parlarvi per sottolinearvi che l'unico modo per fermare un'esecuzione immobiliare è quello di pagare il creditore per il debito e questo si può fare solo tramite l'ufficiale giudiziario oppure grazie all'avvocato del creditore».
Quindi Barbara Cavallo entra nel merito della truffa ai danni dei debitori: «Non dovete per nessun modo fidarvi di persone che a titolo di amicizia o altro, si fanno consegnare denaro dicendo che ci penseranno loro a sistemare tutto. Non è vero. Tali persone non hanno infatti alcun rapporto né con il giudice né con le banche. Si tratta di criminali che approfittano della vostra disperazione».
Il contenuto del comunicato è chiarissimo. Il giudice continua spiegando il meccanismo del raggiro. Chi si fa consegnare i soldi dai debitori partecipa all'asta ma, dopo essersi aggiudicato il bene, non lo paga per intero. Il risultato è che i truffatori perdono la cauzione versata, ma a loro restano buona parte dei soldi indebitamente percepiti.
Il tutto con la promessa di bloccare la procedura esecutiva, un fatto che non si può ottenere se non con le procedure di legge. Ai debitori viene chiesto di rivolgersi immediatamente alle forze dell'ordine e ai magistrati della procura di Tempio per difendersi da chi li minaccia o chi tenta di truffarli. La situazione allarmante riguarda soprattutto Olbia dove sono numerosi i proprietari di case che sanno già che per loro a breve arriverà un'asta giudiziaria. Le prede dei cacciatori che il giudice del tribunale di Tempio vogliono fermare.
ANDREA BUSIA