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di Giovanni Verduci
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mercoledì 13 agosto 2008 |
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REGGIO CALABRIA - «Signor Condello si penta e dica tutto quello che sa sull'omicidio di mio padre». Rosanna Scopelliti, la figlia del giudice Antonino Scopelliti ucciso il 9 agosto del 1991 sulla strada per Campo Calabro da killer calabresi armati dalle cosche siciliane, non ha usato mezzi termini del palco del secondo meeting “Legalitàlia”. |
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di Antonio Aprile
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venerdì 08 agosto 2008 |
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«Non siamo l’antipolitica, siamo contro la mala politica che è ben diverso. Vogliamo dialogare con tutti e provare a costruire qualcosa di concreto assieme alla parte sana della società, dalle istituzioni ai partiti, oltre che con la gente». Con queste parole, Aldo Pecora, portavoce del movimento “Ammazzateci Tutti”, ha presentato la seconda edizione del meeting “Legalitalia - Giovani, antimafie e politiche legalitarie”, che si svolgerà anche quest’anno nella città di Reggio Calabria. |
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di Angela Chirico
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venerdì 08 agosto 2008 |
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RIAPRIRE LE INDAGINI SULL'ASSASSINIO DEL GIUDICE.
9 agosto 1991 – 9 Agosto 2008. Diciassette anni di silenzio e di impunità ci separano dal barbaro assassinio del giudice Antonino Scopelliti. Pochi i fatti accertati, ma soprattutto, nessuna giustizia per la vittima di quella ferocia e per la sua famiglia. Restano ancora nell’ ombra il movente e i mandanti del delitto. |
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di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti
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mercoledì 06 agosto 2008 |
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Il primo anno è stato quello dell’Emozione, quando un gruppo di ragazzi calabresi, che per la stampa nazionale erano i “ragazzi di Locri” che si erano voluti ribellare alla violenza mafiosa sfidandola con il famoso striscione “e adesso ammazzateci tutti”, hanno scoperto il loro Falcone ed il loro Borsellino calabrese nel giudice Antonino Scopelliti, anche lui assassinato da mano mafiosa il 9 agosto 1991. Da quel giorno il testimone della lotta per la legalità lasciato cadere da Nino Scopelliti, colpito a morte, sarebbe passato nelle mani di Rosanna e di tutti loro.
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di Benny Calasanzio
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martedì 29 luglio 2008 |
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L’immagine più significativa che descrive chi era Contrada, traditore dello Stato, è quella dell’interrogatorio dopo il delitto Mattarella. Caponnetto e Falcone hanno appena finito di ascoltare il già colluso. Contrada si alza, stringe la mano ad entrambi ed esce. Falcone guarda Caponnetto e si pulisce la mano sui pantaloni. Boris Giuliano, Beppe Montana, Ninni Cassarà, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino dubitavano di lui. Sono stati tutti uccisi. |
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