A Barcellona Pozzo di Gotto la prima latitante è la Scuola Stampa E-mail
di Sonia Alfano   
domenica 06 gennaio 2008
Sonia AlfanoLETTERA APERTA AGLI STUDENTI BARCELLONESI E SICILIANI.

Care studentesse, cari studenti,
Martedì 8 gennaio ricorre il 15° anniversario della morte di mio padre, Beppe Alfano, giornalista ucciso l'8 gennaio 1993 in pieno centro a Barcellona Pozzo di Gotto.
Già da diversi anni organizzo per l'anniversario di mio padre un dibattito che possa contribuire non solo a tenere vivo il suo ricordo, ma soprattutto per cercare di fare il punto sulla sua morte e per denunciare ciò che può sembrare una situazione immobile e che in realtà è a regime e in pieno fermento.
Solo chi ha interesse a far proliferare la mafia e suoi interessi, può continuare ad affermare che a Barcellona non c'è mafia, ma casomai comune criminalità diffusa!

E così anche quest'anno ho cominciato ad organizzare qualcosa che potesse vedere i giovani protagonisti; ho chiesto  la concessione dell'utilizzo del palasport, con l'obiettivo di invitare tutti gli studenti barcellonesi, dal momento che sono ancora tra i pochi in Italia a non conoscere la storia di mio padre. E non per colpa loro.

Ho contattato tutti i presidi degli istituti superiori barcellonesi, ed è stato molto difficile parlarci tra segreterie, impegni vari o molto più semplicemente: "Il dirigente non è in sede". Finalmente con alcuni presidi riesco a parlare e si rimane d'accordo, previo invio di mail da parte mia, che comunque manderanno una delegazione di studenti. Con altri presidi, due in particolare, la situazione si mette male sin dall'inizio; da subito percepisco una palese ostilità, ma faccio finta di nulla perchè l'unica cosa che mi interessa è avere gli studenti al palasport. Così faccio presente ai due presidi che quel giorno a parlare di mafia con gli studenti ci saranno tra gli altri, Salvatore Borsellino, Rosanna Scopelliti, Giovanni Impastato, Enzo Agostino, Benny Calasanzio, Piero Campagna, Angelina Manca, tutti familiari di vittime della mafia, persone che sulla propria pelle hanno pagato l'impunità e la crudeltà della mafia.
Ho anche detto che ci sarebbero stati Beppe Fiorello, Graziano Diana, Aldo Pecora, insomma tutti gli ingredienti per poter dire le cose come stanno, per dare ai giovani la possibilità di capire quanto sia forte più che mai la mafia e di quanto sia necessario essere uniti nella lotta alla mafia. Non sono neanche riuscita a finire di esprimere il concetto che la risposta è stata: "Guardi è inutile, non avrebbe senso far perdere una mattina di lezioni, per buttare i ragazzi al Palasport a scherzare e ridere, perchè tanto questo farebbero, non gliene frega niente di tutto quello di cui lei sta parlando, e poi hanno già perso tante lezioni per andare al cinema o per la fiera sull'orientamento";
Io allora ho risposto che era terribile ciò che mi stava dicendo, che è assurdo, per lo stesso principio, pagare gli autobus il 23 maggio per portare i ragazzi a Palermo per la commemorazione di Falcone, e non mandarli al palasport per la commemorazione di un barcellonese ucciso perchè ha ostacolato la mafia e che tra l'altro è sconosciuto ai ragazzi barcellonesi soprattutto per colpa delle istituzioni, prime fra tutte quelle scolastiche, che forse prima di raccontare ciò che è successo a Palermo dovrebbero dire loro cosa è successo a Barcellona nel 1993 ad Alfano.

Il preside torna alla carica e aggiunge: "Ma guardi è vero che qui di suo padre non se ne parla, ma lei deve anche capire che suo padre e Falcone appartengono a due contesti diversi, e poi a tutti fa piacere mettersi in mostra il 23 maggio, c'è tanta attenzione mediatica!"
A quel punto davanti a tanta ignoranza e arroganza non c'era più nulla da dire; mi sentivo come una venditrice che cerca di convincere ad acquistare il proprio prodotto e così ci siamo salutati senza aggiungere altro. L'unica amara riflessione è stata quella riferita al futuro dei giovani barcellonesi e al servizio che la scuola offre, la fiducia e la stima che i docenti hanno nei loro studenti.

Io sono convinta che se quei ragazzi potessero venire al Palasport non starebbero né a ridere, né a scherzare, ma anzi cercherebbero di far tesoro di ciò che potrebbero sentire. Io credo e spero, che se l'8 gennaio Voi studenti non autorizzati potreste comunque venire al palasport per ricordare Beppe Alfano, nessun preside prenderebbe provvedimenti, e sicuramente non lo farebbero neanche i vostri  genitori.  Di certo ci fareste sentire meno soli in un giorno che è triste nella nostra memoria, ma che può diventare di condivisione e di gioia nel vedere tanti ragazzi a parlare di come dire no alla mafia. Siate voi i protagonisti dell'8 gennaio 2008.
 
Sonia Alfano 


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Commenti (90)Add Comment
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scritto da Marco , 06 gennaio 2008
Purtroppo queste cose accadono anche in Puglia. (dipende da che tipo di scuola si chiami).
E' vero che ci sta chi chiacchiera e se ne frega altamente, ma vero anche che c' chi ascolta.
Con quelli che chiacchierano basta alzare il tono della voce al microfono e dire: tu (lo indichi col il dito) che sei disinteressato...esci dai! portati il tuo amico e andate a parlare fuori.
E vedrai come taceranno smilies/wink.gif. Un episodio cos訬 successe nella mia scuola meno di 20 giorni fa, quando un padre che aveva perso il figlio in un incidente stradale si accorse che c'erano certi che se ne stavano fregando e parlando.
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scritto da Marco , 06 gennaio 2008
Purtroppo queste cose accadono anche in Puglia. (dipende da che tipo di scuola si chiami).
E' vero che ci sta chi chiacchiera e se ne frega altamente, ma vero anche che c' chi ascolta.
Con quelli che chiacchierano basta alzare il tono della voce al microfono e dire: tu (lo indichi col il dito) che sei disinteressato...esci dai! portati il tuo amico e andate a parlare fuori.
E vedrai come taceranno smilies/wink.gif. Un episodio cos訬 successe nella mia scuola meno di 20 giorni fa, quando un padre che aveva perso il figlio in un incidente stradale si accorse che c'erano certi che se ne stavano fregando e parlando.
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scritto da Presidente associazione " asso , 06 gennaio 2008
Non riesco a nascondere il mio sconcerto provocato da quanto contenuto nella lettera di Sonia Alfano agli studenti. Probabilmente non è giusto che all'interno delle scuole vengano stabilite delle delegazioni da inviare al dibattito, ma forse, più opportuno sarebbe stato, darne la facoltà a tutti. Il Preside protagonista della telefonata, forse non ha chiaro nella sua mente il concetto di cultura, e che alla base di questa, vige in via primaria il senso di legalità, senso che và nutrito ed alimentato, principalmente nei luoghi di somministrazione del sapere ovvero le scuole. La possibilità che vengano svolti eventi del genere, costituisce una seria ed importante opportunità culturale, irriununciabile. Se dovesse verificarsi che qualche studente, e ne dubito, scherzi e si distragga di fronte a determinati dibattiti, lo farà in un contesto di legalità ed in una atmosfera di giustizia. Quindi, al deludente Preside, non gli rivolgo nessun appello, ma lo esorto a riflettere sulle scandalose e vergognosi frasi proferite, in ordine all'evento mediatico ed invito calorosamente a Sonia Alfano, di indicare scuola, nome e cognome di colui che ignobilmente ha offeso la giustizia e la memoria dei nostri martiri, consentendo a tutti di prendere le distanze dal soggetto.
Presidente Assovittime
Giuseppe D.
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scritto da Presidente associazione " asso , 06 gennaio 2008
Non riesco a nascondere il mio sconcerto provocato da quanto contenuto nella lettera di Sonia Alfano agli studenti. Probabilmente non è giusto che all'interno delle scuole vengano stabilite delle delegazioni da inviare al dibattito, ma forse, più opportuno sarebbe stato, darne la facoltà a tutti. Il Preside protagonista della telefonata, forse non ha chiaro nella sua mente il concetto di cultura, e che alla base di questa, vige in via primaria il senso di legalità, senso che và nutrito ed alimentato, principalmente nei luoghi di somministrazione del sapere ovvero le scuole. La possibilità che vengano svolti eventi del genere, costituisce una seria ed importante opportunità culturale, irriununciabile. Se dovesse verificarsi che qualche studente, e ne dubito, scherzi e si distragga di fronte a determinati dibattiti, lo farà in un contesto di legalità ed in una atmosfera di giustizia. Quindi, al deludente Preside, non gli rivolgo nessun appello, ma lo esorto a riflettere sulle scandalose e vergognosi frasi proferite, in ordine all'evento mediatico ed invito calorosamente a Sonia Alfano, di indicare scuola, nome e cognome di colui che ignobilmente ha offeso la giustizia e la memoria dei nostri martiri, consentendo a tutti di prendere le distanze dal soggetto.
Presidente Assovittime
Giuseppe D.
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scritto da Liliana Esposito in Carbone , 06 gennaio 2008
Sono sempre vicina a Sonia, a Chicco, ad Angela e Gino Manca e a tantissimi altri che ho avuto modo ed onore di conoscere personalmente. Vicina con il mio dolore e con la mia indignazione, perchè passano i giorni e i mesi e gli anni e la cultura della Legalità in molte scuole si continua a progettare leggiucchiando inventari di cronaca nera e manuali di fenomenologia scritti su committenza. Sono stati proprio alcuni "erogatori di sapere" che mi hanno manifestato ipocrisia ed ostilità, depauperandomi delle poche forze che mi rimanevano davanti a mio Figlio ammazzato, e che sono rimasti lontani da me (50 metri!), per non essere coinvolti nel mio modo di commemoraLO.
Motivi di salute( andata a male come la mia vita ) mi impediscono di essere con voi martedì, ma ribadisco il mio Impegno nella dimensione scolastica a tutela della speranza e della libertà perchè i giovani possano scegliere di essere onesti e mai più "ragazzi in bilico" .Proprio in Memoria dei nostri Cari.
Grazie per il Vostro esempio e il coraggio che mi comunicate

la maestra elementare Liliana Esposito,
mamma di Massimiliano Carbone - Locri
3 anni 3 mesi 12 giorni passati a dire che i bambini sono la speranza del mondo, senza sentirmi melensa deamicisiana
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scritto da Liliana Esposito in Carbone , 06 gennaio 2008
Sono sempre vicina a Sonia, a Chicco, ad Angela e Gino Manca e a tantissimi altri che ho avuto modo ed onore di conoscere personalmente. Vicina con il mio dolore e con la mia indignazione, perchè passano i giorni e i mesi e gli anni e la cultura della Legalità in molte scuole si continua a progettare leggiucchiando inventari di cronaca nera e manuali di fenomenologia scritti su committenza. Sono stati proprio alcuni "erogatori di sapere" che mi hanno manifestato ipocrisia ed ostilità, depauperandomi delle poche forze che mi rimanevano davanti a mio Figlio ammazzato, e che sono rimasti lontani da me (50 metri!), per non essere coinvolti nel mio modo di commemoraLO.
Motivi di salute( andata a male come la mia vita ) mi impediscono di essere con voi martedì, ma ribadisco il mio Impegno nella dimensione scolastica a tutela della speranza e della libertà perchè i giovani possano scegliere di essere onesti e mai più "ragazzi in bilico" .Proprio in Memoria dei nostri Cari.
Grazie per il Vostro esempio e il coraggio che mi comunicate

la maestra elementare Liliana Esposito,
mamma di Massimiliano Carbone - Locri
3 anni 3 mesi 12 giorni passati a dire che i bambini sono la speranza del mondo, senza sentirmi melensa deamicisiana
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noi ci siamo!
scritto da #sara# , 06 gennaio 2008
la mia è una cittadina tranquilla all'apparenza,sembra che tutto fili liscio finchè una mattina non trovi qualche auto rigata,qualche muro con delle scritte abbastanza ambigue e accusatorie,o,peggio di qualsiasi altra cosa,un morto...così si sta un pò fermi a riflettere e ci si accorgeche purtroppo non è tutto limpido come sembra e allora che fare?è semplice: lottare!io sono una studentessa liceale e ti posso assicurare che questi argomenti toccano gli adolescenti 1000 volte+di limiti e funzioni..se non si conosce la vita di chi si è sacrificato per la giustizia non vale la pena conoscere nient'altro...spero che i presidi si faranno un bell'esame di coscienza!
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noi ci siamo!
scritto da #sara# , 06 gennaio 2008
la mia è una cittadina tranquilla all'apparenza,sembra che tutto fili liscio finchè una mattina non trovi qualche auto rigata,qualche muro con delle scritte abbastanza ambigue e accusatorie,o,peggio di qualsiasi altra cosa,un morto...così si sta un pò fermi a riflettere e ci si accorgeche purtroppo non è tutto limpido come sembra e allora che fare?è semplice: lottare!io sono una studentessa liceale e ti posso assicurare che questi argomenti toccano gli adolescenti 1000 volte+di limiti e funzioni..se non si conosce la vita di chi si è sacrificato per la giustizia non vale la pena conoscere nient'altro...spero che i presidi si faranno un bell'esame di coscienza!
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scritto da Vale , 06 gennaio 2008
Cara Sonia, io ho provato ad organizzare un incontro con le scuole nella città di Cosenza per parlare di mafia e di antimafia alla presenza di un magistrato e dei ragazzi di ammazzatecitutti e purtroppo da alcuni presidi ho ricevuto le risposte che hai riferito nella tua lettera. Ci sarà pure qualche giovane disinteressato, ma gli adulti hanno il dovere di dare il buon esempio; non bisognerebbe solo autorizzare i ragazzi a prendere parte al dibattito, ma dovrebbere essere i presidi e in generale gli educatori i primi a parteciparvi.
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scritto da Vale , 06 gennaio 2008
Cara Sonia, io ho provato ad organizzare un incontro con le scuole nella città di Cosenza per parlare di mafia e di antimafia alla presenza di un magistrato e dei ragazzi di ammazzatecitutti e purtroppo da alcuni presidi ho ricevuto le risposte che hai riferito nella tua lettera. Ci sarà pure qualche giovane disinteressato, ma gli adulti hanno il dovere di dare il buon esempio; non bisognerebbe solo autorizzare i ragazzi a prendere parte al dibattito, ma dovrebbere essere i presidi e in generale gli educatori i primi a parteciparvi.
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scritto da paolo , 07 gennaio 2008
a volte si dice che i giovani di oggi non hanno pi valori la scuola non pi騹 quella di una volta..... vero grazie agli esempi della gente incompetente come i presidi sopra citati
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scritto da paolo , 07 gennaio 2008
a volte si dice che i giovani di oggi non hanno pi valori la scuola non pi騹 quella di una volta..... vero grazie agli esempi della gente incompetente come i presidi sopra citati
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petizione chiediamo i danni a cosa nostr
scritto da nalya , 07 gennaio 2008
A domani Sonia...

ciao, volevo portarti a conoscenza di questa petizione contro la mafia per chiedere il risarcimento danni a cosa nostra http://www.petitiononline.com/...ition.html molti blog e siti hanno gia aderito firmando e inserendo uno di questi banner http://www.ilgrillodipalermo.it/node/24 Speriamo voglia partecipare anche tu
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petizione chiediamo i danni a
scritto da nalya , 07 gennaio 2008
A domani Sonia...

ciao, volevo portarti a conoscenza di questa petizione contro la mafia per chiedere il risarcimento danni a cosa nostra http://www.petitiononline.com/...ition.html molti blog e siti hanno gia aderito firmando e inserendo uno di questi banner http://www.ilgrillodipalermo.it/node/24 Speriamo voglia partecipare anche tu
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IL PUZZO DELL\'INDIFFERENZA
scritto da Sabino , 07 gennaio 2008
Grazie davvero a tutti voi per quello che fate. Chi, come noi (mi permetto di citarmi), cerca di annunciare la profezia della legalità e dell'impegno civile purtroppo si trova spesso dinanzi a simili episodi di ignoranza e indifferenza, i più importanti viatici delle mafie. Ma la speranza è nelle nostre mni. Sulla nostra lingua. Proprio perchè crediamo che la legalità possa rinascere nella nostra missione quotidiana, non possiamo fermarci, ma gridare con indignazione contro questi esempi di ipocrisia. Ulteriori commenti sulla vicenda sarebbero superflui; alla coscienza di ognuno la capacità di valutare quanto simili personaggi possono essere definiti "uomini".
Grazie ancora per questo grande dono di testimonianza.
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IL PUZZO DELL\'INDIFFERENZA
scritto da Sabino , 07 gennaio 2008
Grazie davvero a tutti voi per quello che fate. Chi, come noi (mi permetto di citarmi), cerca di annunciare la profezia della legalità e dell'impegno civile purtroppo si trova spesso dinanzi a simili episodi di ignoranza e indifferenza, i più importanti viatici delle mafie. Ma la speranza è nelle nostre mni. Sulla nostra lingua. Proprio perchè crediamo che la legalità possa rinascere nella nostra missione quotidiana, non possiamo fermarci, ma gridare con indignazione contro questi esempi di ipocrisia. Ulteriori commenti sulla vicenda sarebbero superflui; alla coscienza di ognuno la capacità di valutare quanto simili personaggi possono essere definiti "uomini".
Grazie ancora per questo grande dono di testimonianza.
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scritto da Elisa da Barcellona Pozzo di G , 07 gennaio 2008
mi chiamo Elisa e sono di Barcellona pozzo di gotto...appena ho letto i volantini ke ci sono per barcellona sulla giornata del giorno e leggendo che la mattina c'è la giornata con gli studenti ero contentissima anche perchè la mafia è un argomento che mi affascina molto...però purtroppo per questioni di spazio non posso venire...il mio preside(liceo scientifico) ha stabilito che andranno solo le quarte e le quinte e quindi io che frequento il terzo non posso partecipare...concordo pienamente sul fatto che molti vanno per perdere un giorno di scuola,pensi che oggi(7 gennaio) ho parlato con una ragazza che domani sarà presenta che manco sapeva chi fosse suo padre e cose veniva a fare esattamente e persone come a me che vorrebbero davvero partecipare si trovano a non poter andare..e la cosa mi dispiace moltissimo :cry anche per tutti quelli che ci saranno lì con lei...e cosa peggiore sono sicura che l'anno prossimo non faranno più niente e ho perso una giornata così importante per me... :cry però non andando a scuola mi toccherà falsificare una giustificazione a causa che i miei alla scuola ci tengo tanto...so già che parteciperò ai vari incontri pomeridiani ma purtroppo non a quello di mattina...e volevo chiedere 1 cosa ma il pomeriggio ci saranno anche le stesse persone della mattina??ho letto chi ci sarà ma speravo magari che anche il pomeriggio potessere esserci anche loro...mi può fare sapere perfavore... :roll la ringrazio vivamente....le metto la mia e-mail non si sa mai: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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scritto da Elisa da Barcellona Pozzo di G , 07 gennaio 2008
mi chiamo Elisa e sono di Barcellona pozzo di gotto...appena ho letto i volantini ke ci sono per barcellona sulla giornata del giorno e leggendo che la mattina c'è la giornata con gli studenti ero contentissima anche perchè la mafia è un argomento che mi affascina molto...però purtroppo per questioni di spazio non posso venire...il mio preside(liceo scientifico) ha stabilito che andranno solo le quarte e le quinte e quindi io che frequento il terzo non posso partecipare...concordo pienamente sul fatto che molti vanno per perdere un giorno di scuola,pensi che oggi(7 gennaio) ho parlato con una ragazza che domani sarà presenta che manco sapeva chi fosse suo padre e cose veniva a fare esattamente e persone come a me che vorrebbero davvero partecipare si trovano a non poter andare..e la cosa mi dispiace moltissimo :cry anche per tutti quelli che ci saranno lì con lei...e cosa peggiore sono sicura che l'anno prossimo non faranno più niente e ho perso una giornata così importante per me... :cry però non andando a scuola mi toccherà falsificare una giustificazione a causa che i miei alla scuola ci tengo tanto...so già che parteciperò ai vari incontri pomeridiani ma purtroppo non a quello di mattina...e volevo chiedere 1 cosa ma il pomeriggio ci saranno anche le stesse persone della mattina??ho letto chi ci sarà ma speravo magari che anche il pomeriggio potessere esserci anche loro...mi può fare sapere perfavore... :roll la ringrazio vivamente....le metto la mia e-mail non si sa mai: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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scritto da nalya , 07 gennaio 2008
Secondo me Sonia sarebbe stata più contenta anche di servire ai tavoli che venire a Barcellona, come dici tu cara carmen, solo "una volta l'anno" a commemorare il padre! A volte è meglio pensare che scrivere e andar contro...
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scritto da nalya , 07 gennaio 2008
Secondo me Sonia sarebbe stata più contenta anche di servire ai tavoli che venire a Barcellona, come dici tu cara carmen, solo "una volta l'anno" a commemorare il padre! A volte è meglio pensare che scrivere e andar contro...
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scritto da Riccardo , 07 gennaio 2008
Carmen magari prima impara a scrivere correttamente in italiano.

Traduco per te
Traduco x te
Carmen mgr prima impara a scrivere corretmnt in it.
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scritto da Riccardo , 07 gennaio 2008
Carmen magari prima impara a scrivere correttamente in italiano.

Traduco per te
Traduco x te
Carmen mgr prima impara a scrivere corretmnt in it.
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CERTI PRESIDI CALPESTANO LE LINEE DI IND
scritto da ENZO GUIDOTTO , 07 gennaio 2008
Certi presidi non conoscono o fanno finta di ignorare le "Linee di indirizzo" emanate dal Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni il 23 maggio 2007.
Mando degli estratti. Il documento del Ministro recepisce il paragrafo del del Rapporto del Comitato Nazionale Scuola e Legalità dal titolo "Educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia".
All'elaborazione di questo paragrafo ho contribuito personalmente in qualità di membro del "Tavolo Interdirezionale" del Comitato operante al Ministero.
Il Ministro ha indirizzato il documento ai responsabili scolastici regionali e provinciali perchè si diano da fare nel valorizzare certe iniziative ed ai presidenti delle consulte giovanili.
Di conseguenza:
1 - I responsabili regionali e provinciali, i dirigenti scolastici e gli insegnanti hanno il dovere (che nelle regioni del Sud diventa anche obbligo, quanto meno morale) di appoggiare, incoraggiare e promuovere iniziative come quella dell'8 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto. Chi opera diversamente si trova in contrasto con le "Linee di indirizzo" del Ministro.
2 - Gli studenti hanno il diritto di esigere che nelle scuole frequentate dirigenti e insegnanti tengano nella dovuta considerazione gli indirizzi del Ministero della Pubblica Istruzione.
Sarebbe pertanto opportuno che le prese di posizione di certi presidi di Barcellona fossero illustrate con dovizia di particolari direttamente al Ministro Fioroni.
In tal senso, io farò la mia parte (anche da ex allievo della Scuola Media di Barcellona, ex insegnante e preside e membro del citato "Tavolo interdirezionale").
Auguri di buon lavoro a tutti.
Prof. Enzo Guidotto, presidente "Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso" - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo '>o Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
ESTRATTO
PARTI RIGUARDANTI L ’ EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ FINALIZZATA ALLA LOTTA ALLA MAFIA

Quello che segue è il primo paragrafo del «Primo rapporto sui lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità”», da pagina 11 a pagina 13, fatto proprio quasi integralmente dal Ministro Fioroni nelle “Linee di indirizzo” del 23 maggio 2007.

1 - L’EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ FINALIZZATA ALLA LOTTA ALLA MAFIA

Il modello politico della scuola per la legalità è ben delineato nelle Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità emanate il 16/10/07 dal Ministro Fioroni, nelle quali ricorre più volte l’espressione «lotta alla mafia», in riferimento alla quale il Ministero della Pubblica Istruzione promuove, tra le altre azioni, “intese di collaborazione con Associazioni, Enti, Istituzioni che si occupano di educazione alla legalità e di lotta alla mafia”. Ne deriva, quindi, che al comitato nazionale “Scuola e Legalità” è affidato il compito di calare quegli obiettivi politici in un impianto operativo di fattibilità.
La lotta alla mafia non può prescindere dall’adeguata conoscenza della stessa; ha come finalità il graduale superamento del fenomeno e va condotta attraverso una strategia globale, lungo vari versanti. Uno di questi è quello culturale ed educativo che va percorso da differenti istituzioni e agenzie formative: la Scuola, la Chiesa, le associazioni di impegno civico, particolarmente attive nel contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative di forte impatto culturale.
In tal senso, l’attività delle istituzioni scolastiche autonome ha bisogno di essere valorizzata e ulteriormente supportata dall’ Amministrazione centrale. Sarebbe un pericolo perdere di vista il ruolo fondamentale della dimensione cognitiva del fenomeno, che deve essere invece riconosciuta e valorizzata. Non per questo, dovrà essere esclusa la dimensione educativa che, però, esplica i suoi effetti concreti solo nella prospettiva di un’evoluzione dello statuto epistemologico delle discipline.
Di conseguenza, nella pratica didattica si dovrebbero creare le condizioni per consentire la massima armonia fra la dimensione cognitiva e la dimensione educativa: la prima attiene all’essenza e alle caratteristiche attuali del fenomeno, con particolare riguardo alla sua pervasività, che pone il rischio di un ulteriore inquinamento – e non soltanto nel Sud - del sistema economico e delle pubbliche istituzioni; la seconda favorisce la presa di coscienza negli studenti del senso di responsabilità democratica, per consentire agli stessi un maggiore e migliore impegno civico.
La particolare caratteristica del fenomeno mafioso impone l’esigenza di impostare l’educazione alla legalità, finalizzata alla lotta alla mafia, in modo tale da «radicare il convincimento che morale e politica non possono legittimamente essere separate» ; così concepita, «la lotta alla mafia costituisce un’occasione decisiva per la difesa delle istituzioni democratiche» .
Le suddette riflessioni sono ancora valide per tutte le scuole d’Italia: il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo eterogeneo, in tutto il Paese. Conseguentemente, l’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia dovrà offrire strumenti per la comprensione delle diverse connotazioni del fenomeno stesso nelle aree geografiche del Paese. Diversamente che in passato, infatti, la criminalità organizzata è ormai ramificata e radicata in tutto il territorio nazionale.
Nelle regioni del Sud, nelle quali, in relazione all’alta densità di organizzazioni criminali, il fenomeno si presenta con particolare drammaticità, è necessaria un’ educazione alla legalità che offra agli studenti l’ opportunità per sottrarsi a stili di vita mafiosi, spesso esaltati da personaggi di film, fiction e all’influenza di altri fattori che hanno una certa presa sul mondo giovanile (cassette audio con canzonette inneggianti alla ‘ndrangheta, magliette con le scritte “Mafia made in Italy” o con foto di vecchi boss come Al Capone o con immagini del film “Il Padrino”).
E’ il caso, però, di rilevare che anche nelle regioni del Centro Nord si verificano fatti analoghi quali l’organizzazione di sfilate per il lancio di abiti d’alta moda con marchi che, nel logo, contengono la parola mafia o l’organizzazione di “criminal party” e di party “mafia style” in locali per giovani .
Nelle regioni del Centronord, tutt’altro che estranee a fenomeni di illegalità, è necessario far capire che la corruzione è l’anticamera della mafia.


















Le seguenti “Linee di indirizzo” del Ministro della Pubblica Istruzione On. Giuseppe Fioroni si trovano nel sito ufficiale del Ministero : www.istruzione.it – Normativa – Maggio 2007. Nella pubblicazione del Ministero, di ben 158 pagine, contenente il «Primo rapporto sui lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità”», il paragrafo dal titolo “L’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia”, ampiamente riportato dal Ministro nel seguente documento, occupa il primo posto del primo capitolo (da pagina 11 a pagina 13).


Ministero della Pubblica Istruzione
Dipartimento per l'Istruzione

Prot. n. 2546 DGS

Roma, 23 maggio 2007


Oggetto: Comitato Nazionale “Scuola e Legalità” – Linee di indirizzo
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………....

L' educazione alla legalità è, in primo luogo, impegno comune a fronteggiare situazioni in cui le organizzazioni criminali si pongono come antagoniste dello Stato e a stimolare i giovani a respingere le seduzioni dell' illegalità organizzata. La lotta alle mafie non può prescindere dalla loro conoscenza; ha come finalità il graduale superamento del fenomeno mafioso e va condotta attraverso una strategia globale, lungo vari versanti. Uno di questi è quello culturale ed educativo che va percorso da differenti istituzioni ed agenzie formative: la scuola, le associazioni e gli enti di impegno civico, culturale e religioso, particolarmente attivi nel contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative di forte impatto culturale.

Il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo diverso, in tutto il Paese. Conseguentemente, l'educazione alla legalità finalizzata alla lotta alle mafie dovrà offrire strumenti per la comprensione delle loro differenti connotazioni nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale. Nelle zone maggiormente a rischio appare fondamentale un'educazione alla legalità che proponga agli studenti modelli di comportamento e di vita alternativa agli stili mafiosi che hanno presa sul mondo giovanile. Tuttavia nei differenti contesti territoriali, occorre far capire che la corruzione è l'anticamera della mafia e far conoscere i rischi della ulteriore diffusione del fenomeno mafioso.

La scuola, luogo di tutela dei diritti e di esercizio di cittadinanza attiva, offre agli studenti le basi per diventare cittadini consapevoli, nella propria Città, nella propria Nazione, nel Mondo, responsabili del proprio e dell'altrui futuro.

Nella pratica didattica dovranno essere create le condizioni per consentire la massima armonia fra la dimensione cognitiva e la dimensione educativa degli interventi. Con riferimento alla dimensione cognitiva, infatti, possono affrontarsi la storia e le caratteristiche del fenomeno mafioso, con particolare riguardo alla sua pervasività, che presenta il rischio di sempre maggiori inquinamenti - e non soltanto nel Sud - del sistema economico e delle Istituzioni pubbliche. La dimensione educativa può promuovere negli studenti il senso di responsabilità civile e democratica, per spronarli ad un costante impegno sociale. Le attività educative promosse nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dovrebbero favorire l'acquisizione di competenze interpersonali, interculturali, sociali e civiche, che consentano la partecipazione consapevole e responsabile alla vita sociale e lavorativa in società sempre più complesse.null
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CERTI PRESIDI CALPESTANO LE LI
scritto da ENZO GUIDOTTO , 07 gennaio 2008
Certi presidi non conoscono o fanno finta di ignorare le "Linee di indirizzo" emanate dal Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni il 23 maggio 2007.
Mando degli estratti. Il documento del Ministro recepisce il paragrafo del del Rapporto del Comitato Nazionale Scuola e Legalità dal titolo "Educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia".
All'elaborazione di questo paragrafo ho contribuito personalmente in qualità di membro del "Tavolo Interdirezionale" del Comitato operante al Ministero.
Il Ministro ha indirizzato il documento ai responsabili scolastici regionali e provinciali perchè si diano da fare nel valorizzare certe iniziative ed ai presidenti delle consulte giovanili.
Di conseguenza:
1 - I responsabili regionali e provinciali, i dirigenti scolastici e gli insegnanti hanno il dovere (che nelle regioni del Sud diventa anche obbligo, quanto meno morale) di appoggiare, incoraggiare e promuovere iniziative come quella dell'8 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto. Chi opera diversamente si trova in contrasto con le "Linee di indirizzo" del Ministro.
2 - Gli studenti hanno il diritto di esigere che nelle scuole frequentate dirigenti e insegnanti tengano nella dovuta considerazione gli indirizzi del Ministero della Pubblica Istruzione.
Sarebbe pertanto opportuno che le prese di posizione di certi presidi di Barcellona fossero illustrate con dovizia di particolari direttamente al Ministro Fioroni.
In tal senso, io farò la mia parte (anche da ex allievo della Scuola Media di Barcellona, ex insegnante e preside e membro del citato "Tavolo interdirezionale").
Auguri di buon lavoro a tutti.
Prof. Enzo Guidotto, presidente "Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso" - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo '>o Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
ESTRATTO
PARTI RIGUARDANTI L ’ EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ FINALIZZATA ALLA LOTTA ALLA MAFIA

Quello che segue è il primo paragrafo del «Primo rapporto sui lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità”», da pagina 11 a pagina 13, fatto proprio quasi integralmente dal Ministro Fioroni nelle “Linee di indirizzo” del 23 maggio 2007.

1 - L’EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ FINALIZZATA ALLA LOTTA ALLA MAFIA

Il modello politico della scuola per la legalità è ben delineato nelle Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità emanate il 16/10/07 dal Ministro Fioroni, nelle quali ricorre più volte l’espressione «lotta alla mafia», in riferimento alla quale il Ministero della Pubblica Istruzione promuove, tra le altre azioni, “intese di collaborazione con Associazioni, Enti, Istituzioni che si occupano di educazione alla legalità e di lotta alla mafia”. Ne deriva, quindi, che al comitato nazionale “Scuola e Legalità” è affidato il compito di calare quegli obiettivi politici in un impianto operativo di fattibilità.
La lotta alla mafia non può prescindere dall’adeguata conoscenza della stessa; ha come finalità il graduale superamento del fenomeno e va condotta attraverso una strategia globale, lungo vari versanti. Uno di questi è quello culturale ed educativo che va percorso da differenti istituzioni e agenzie formative: la Scuola, la Chiesa, le associazioni di impegno civico, particolarmente attive nel contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative di forte impatto culturale.
In tal senso, l’attività delle istituzioni scolastiche autonome ha bisogno di essere valorizzata e ulteriormente supportata dall’ Amministrazione centrale. Sarebbe un pericolo perdere di vista il ruolo fondamentale della dimensione cognitiva del fenomeno, che deve essere invece riconosciuta e valorizzata. Non per questo, dovrà essere esclusa la dimensione educativa che, però, esplica i suoi effetti concreti solo nella prospettiva di un’evoluzione dello statuto epistemologico delle discipline.
Di conseguenza, nella pratica didattica si dovrebbero creare le condizioni per consentire la massima armonia fra la dimensione cognitiva e la dimensione educativa: la prima attiene all’essenza e alle caratteristiche attuali del fenomeno, con particolare riguardo alla sua pervasività, che pone il rischio di un ulteriore inquinamento – e non soltanto nel Sud - del sistema economico e delle pubbliche istituzioni; la seconda favorisce la presa di coscienza negli studenti del senso di responsabilità democratica, per consentire agli stessi un maggiore e migliore impegno civico.
La particolare caratteristica del fenomeno mafioso impone l’esigenza di impostare l’educazione alla legalità, finalizzata alla lotta alla mafia, in modo tale da «radicare il convincimento che morale e politica non possono legittimamente essere separate» ; così concepita, «la lotta alla mafia costituisce un’occasione decisiva per la difesa delle istituzioni democratiche» .
Le suddette riflessioni sono ancora valide per tutte le scuole d’Italia: il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo eterogeneo, in tutto il Paese. Conseguentemente, l’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia dovrà offrire strumenti per la comprensione delle diverse connotazioni del fenomeno stesso nelle aree geografiche del Paese. Diversamente che in passato, infatti, la criminalità organizzata è ormai ramificata e radicata in tutto il territorio nazionale.
Nelle regioni del Sud, nelle quali, in relazione all’alta densità di organizzazioni criminali, il fenomeno si presenta con particolare drammaticità, è necessaria un’ educazione alla legalità che offra agli studenti l’ opportunità per sottrarsi a stili di vita mafiosi, spesso esaltati da personaggi di film, fiction e all’influenza di altri fattori che hanno una certa presa sul mondo giovanile (cassette audio con canzonette inneggianti alla ‘ndrangheta, magliette con le scritte “Mafia made in Italy” o con foto di vecchi boss come Al Capone o con immagini del film “Il Padrino”).
E’ il caso, però, di rilevare che anche nelle regioni del Centro Nord si verificano fatti analoghi quali l’organizzazione di sfilate per il lancio di abiti d’alta moda con marchi che, nel logo, contengono la parola mafia o l’organizzazione di “criminal party” e di party “mafia style” in locali per giovani .
Nelle regioni del Centronord, tutt’altro che estranee a fenomeni di illegalità, è necessario far capire che la corruzione è l’anticamera della mafia.


















Le seguenti “Linee di indirizzo” del Ministro della Pubblica Istruzione On. Giuseppe Fioroni si trovano nel sito ufficiale del Ministero : www.istruzione.it – Normativa – Maggio 2007. Nella pubblicazione del Ministero, di ben 158 pagine, contenente il «Primo rapporto sui lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità”», il paragrafo dal titolo “L’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia”, ampiamente riportato dal Ministro nel seguente documento, occupa il primo posto del primo capitolo (da pagina 11 a pagina 13).


Ministero della Pubblica Istruzione
Dipartimento per l'Istruzione

Prot. n. 2546 DGS

Roma, 23 maggio 2007


Oggetto: Comitato Nazionale “Scuola e Legalità” – Linee di indirizzo
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………....

L' educazione alla legalità è, in primo luogo, impegno comune a fronteggiare situazioni in cui le organizzazioni criminali si pongono come antagoniste dello Stato e a stimolare i giovani a respingere le seduzioni dell' illegalità organizzata. La lotta alle mafie non può prescindere dalla loro conoscenza; ha come finalità il graduale superamento del fenomeno mafioso e va condotta attraverso una strategia globale, lungo vari versanti. Uno di questi è quello culturale ed educativo che va percorso da differenti istituzioni ed agenzie formative: la scuola, le associazioni e gli enti di impegno civico, culturale e religioso, particolarmente attivi nel contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative di forte impatto culturale.

Il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo diverso, in tutto il Paese. Conseguentemente, l'educazione alla legalità finalizzata alla lotta alle mafie dovrà offrire strumenti per la comprensione delle loro differenti connotazioni nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale. Nelle zone maggiormente a rischio appare fondamentale un'educazione alla legalità che proponga agli studenti modelli di comportamento e di vita alternativa agli stili mafiosi che hanno presa sul mondo giovanile. Tuttavia nei differenti contesti territoriali, occorre far capire che la corruzione è l'anticamera della mafia e far conoscere i rischi della ulteriore diffusione del fenomeno mafioso.

La scuola, luogo di tutela dei diritti e di esercizio di cittadinanza attiva, offre agli studenti le basi per diventare cittadini consapevoli, nella propria Città, nella propria Nazione, nel Mondo, responsabili del proprio e dell'altrui futuro.

Nella pratica didattica dovranno essere create le condizioni per consentire la massima armonia fra la dimensione cognitiva e la dimensione educativa degli interventi. Con riferimento alla dimensione cognitiva, infatti, possono affrontarsi la storia e le caratteristiche del fenomeno mafioso, con particolare riguardo alla sua pervasività, che presenta il rischio di sempre maggiori inquinamenti - e non soltanto nel Sud - del sistema economico e delle Istituzioni pubbliche. La dimensione educativa può promuovere negli studenti il senso di responsabilità civile e democratica, per spronarli ad un costante impegno sociale. Le attività educative promosse nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dovrebbero favorire l'acquisizione di competenze interpersonali, interculturali, sociali e civiche, che consentano la partecipazione consapevole e responsabile alla vita sociale e lavorativa in società sempre più complesse.null
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CERTI PRESIDI CALPESTANO LE LINEE DI IND
scritto da ENZO GUIDOTTO , 07 gennaio 2008
Certi presidi non conoscono o fanno finta di ignorare le "Linee di indirizzo" emanate dal Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni il 23 maggio 2007.
Mando degli estratti. Il documento del Ministro recepisce il paragrafo del del Rapporto del Comitato Nazionale Scuola e Legalità dal titolo "Educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia".
All'elaborazione di questo paragrafo ho contribuito personalmente in qualità di membro del "Tavolo Interdirezionale" del Comitato operante al Ministero.
Il Ministro ha indirizzato il documento ai responsabili scolastici regionali e provinciali perchè si diano da fare nel valorizzare certe iniziative ed ai presidenti delle consulte giovanili.
Di conseguenza:
1 - I responsabili regionali e provinciali, i dirigenti scolastici e gli insegnanti hanno il dovere (che nelle regioni del Sud diventa anche obbligo, quanto meno morale) di appoggiare, incoraggiare e promuovere iniziative come quella dell'8 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto. Chi opera diversamente si trova in contrasto con le "Linee di indirizzo" del Ministro.
2 - Gli studenti hanno il diritto di esigere che nelle scuole frequentate dirigenti e insegnanti tengano nella dovuta considerazione gli indirizzi del Ministero della Pubblica Istruzione.
Sarebbe pertanto opportuno che le prese di posizione di certi presidi di Barcellona fossero illustrate con dovizia di particolari direttamente al Ministro Fioroni.
In tal senso, io farò la mia parte (anche da ex allievo della Scuola Media di Barcellona, ex insegnante e preside e membro del citato "Tavolo interdirezionale").
Auguri di buon lavoro a tutti.
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ESTRATTO
PARTI RIGUARDANTI L ’ EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ FINALIZZATA ALLA LOTTA ALLA MAFIA

Quello che segue è il primo paragrafo del «Primo rapporto sui lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità”», da pagina 11 a pagina 13, fatto proprio quasi integralmente dal Ministro Fioroni nelle “Linee di indirizzo” del 23 maggio 2007.

1 - L’EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ FINALIZZATA ALLA LOTTA ALLA MAFIA

Il modello politico della scuola per la legalità è ben delineato nelle Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità emanate il 16/10/07 dal Ministro Fioroni, nelle quali ricorre più volte l’espressione «lotta alla mafia», in riferimento alla quale il Ministero della Pubblica Istruzione promuove, tra le altre azioni, “intese di collaborazione con Associazioni, Enti, Istituzioni che si occupano di educazione alla legalità e di lotta alla mafia”. Ne deriva, quindi, che al comitato nazionale “Scuola e Legalità” è affidato il compito di calare quegli obiettivi politici in un impianto operativo di fattibilità.
La lotta alla mafia non può prescindere dall’adeguata conoscenza della stessa; ha come finalità il graduale superamento del fenomeno e va condotta attraverso una strategia globale, lungo vari versanti. Uno di questi è quello culturale ed educativo che va percorso da differenti istituzioni e agenzie formative: la Scuola, la Chiesa, le associazioni di impegno civico, particolarmente attive nel contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative di forte impatto culturale.
In tal senso, l’attività delle istituzioni scolastiche autonome ha bisogno di essere valorizzata e ulteriormente supportata dall’ Amministrazione centrale. Sarebbe un pericolo perdere di vista il ruolo fondamentale della dimensione cognitiva del fenomeno, che deve essere invece riconosciuta e valorizzata. Non per questo, dovrà essere esclusa la dimensione educativa che, però, esplica i suoi effetti concreti solo nella prospettiva di un’evoluzione dello statuto epistemologico delle discipline.
Di conseguenza, nella pratica didattica si dovrebbero creare le condizioni per consentire la massima armonia fra la dimensione cognitiva e la dimensione educativa: la prima attiene all’essenza e alle caratteristiche attuali del fenomeno, con particolare riguardo alla sua pervasività, che pone il rischio di un ulteriore inquinamento – e non soltanto nel Sud - del sistema economico e delle pubbliche istituzioni; la seconda favorisce la presa di coscienza negli studenti del senso di responsabilità democratica, per consentire agli stessi un maggiore e migliore impegno civico.
La particolare caratteristica del fenomeno mafioso impone l’esigenza di impostare l’educazione alla legalità, finalizzata alla lotta alla mafia, in modo tale da «radicare il convincimento che morale e politica non possono legittimamente essere separate» ; così concepita, «la lotta alla mafia costituisce un’occasione decisiva per la difesa delle istituzioni democratiche» .
Le suddette riflessioni sono ancora valide per tutte le scuole d’Italia: il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo eterogeneo, in tutto il Paese. Conseguentemente, l’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia dovrà offrire strumenti per la comprensione delle diverse connotazioni del fenomeno stesso nelle aree geografiche del Paese. Diversamente che in passato, infatti, la criminalità organizzata è ormai ramificata e radicata in tutto il territorio nazionale.
Nelle regioni del Sud, nelle quali, in relazione all’alta densità di organizzazioni criminali, il fenomeno si presenta con particolare drammaticità, è necessaria un’ educazione alla legalità che offra agli studenti l’ opportunità per sottrarsi a stili di vita mafiosi, spesso esaltati da personaggi di film, fiction e all’influenza di altri fattori che hanno una certa presa sul mondo giovanile (cassette audio con canzonette inneggianti alla ‘ndrangheta, magliette con le scritte “Mafia made in Italy” o con foto di vecchi boss come Al Capone o con immagini del film “Il Padrino”).
E’ il caso, però, di rilevare che anche nelle regioni del Centro Nord si verificano fatti analoghi quali l’organizzazione di sfilate per il lancio di abiti d’alta moda con marchi che, nel logo, contengono la parola mafia o l’organizzazione di “criminal party” e di party “mafia style” in locali per giovani .
Nelle regioni del Centronord, tutt’altro che estranee a fenomeni di illegalità, è necessario far capire che la corruzione è l’anticamera della mafia.


















Le seguenti “Linee di indirizzo” del Ministro della Pubblica Istruzione On. Giuseppe Fioroni si trovano nel sito ufficiale del Ministero : www.istruzione.it – Normativa – Maggio 2007. Nella pubblicazione del Ministero, di ben 158 pagine, contenente il «Primo rapporto sui lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità”», il paragrafo dal titolo “L’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia”, ampiamente riportato dal Ministro nel seguente documento, occupa il primo posto del primo capitolo (da pagina 11 a pagina 13).


Ministero della Pubblica Istruzione
Dipartimento per l'Istruzione

Prot. n. 2546 DGS

Roma, 23 maggio 2007


Oggetto: Comitato Nazionale “Scuola e Legalità” – Linee di indirizzo
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L' educazione alla legalità è, in primo luogo, impegno comune a fronteggiare situazioni in cui le organizzazioni criminali si pongono come antagoniste dello Stato e a stimolare i giovani a respingere le seduzioni dell' illegalità organizzata. La lotta alle mafie non può prescindere dalla loro conoscenza; ha come finalità il graduale superamento del fenomeno mafioso e va condotta attraverso una strategia globale, lungo vari versanti. Uno di questi è quello culturale ed educativo che va percorso da differenti istituzioni ed agenzie formative: la scuola, le associazioni e gli enti di impegno civico, culturale e religioso, particolarmente attivi nel contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative di forte impatto culturale.

Il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo diverso, in tutto il Paese. Conseguentemente, l'educazione alla legalità finalizzata alla lotta alle mafie dovrà offrire strumenti per la comprensione delle loro differenti connotazioni nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale. Nelle zone maggiormente a rischio appare fondamentale un'educazione alla legalità che proponga agli studenti modelli di comportamento e di vita alternativa agli stili mafiosi che hanno presa sul mondo giovanile. Tuttavia nei differenti contesti territoriali, occorre far capire che la corruzione è l'anticamera della mafia e far conoscere i rischi della ulteriore diffusione del fenomeno mafioso.

La scuola, luogo di tutela dei diritti e di esercizio di cittadinanza attiva, offre agli studenti le basi per diventare cittadini consapevoli, nella propria Città, nella propria Nazione, nel Mondo, responsabili del proprio e dell'altrui futuro.

Nella pratica didattica dovranno essere create le condizioni per consentire la massima armonia fra la dimensione cognitiva e la dimensione educativa degli interventi. Con riferimento alla dimensione cognitiva, infatti, possono affrontarsi la storia e le caratteristiche del fenomeno mafioso, con particolare riguardo alla sua pervasività, che presenta il rischio di sempre maggiori inquinamenti - e non soltanto nel Sud - del sistema economico e delle Istituzioni pubbliche. La dimensione educativa può promuovere negli studenti il senso di responsabilità civile e democratica, per spronarli ad un costante impegno sociale. Le attività educative promosse nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dovrebbero favorire l'acquisizione di competenze interpersonali, interculturali, sociali e civiche, che consentano la partecipazione consapevole e responsabile alla vita sociale e lavorativa in società sempre più complesse.null
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CERTI PRESIDI CALPESTANO LE LI
scritto da ENZO GUIDOTTO , 07 gennaio 2008
Certi presidi non conoscono o fanno finta di ignorare le "Linee di indirizzo" emanate dal Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni il 23 maggio 2007.
Mando degli estratti. Il documento del Ministro recepisce il paragrafo del del Rapporto del Comitato Nazionale Scuola e Legalità dal titolo "Educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia".
All'elaborazione di questo paragrafo ho contribuito personalmente in qualità di membro del "Tavolo Interdirezionale" del Comitato operante al Ministero.
Il Ministro ha indirizzato il documento ai responsabili scolastici regionali e provinciali perchè si diano da fare nel valorizzare certe iniziative ed ai presidenti delle consulte giovanili.
Di conseguenza:
1 - I responsabili regionali e provinciali, i dirigenti scolastici e gli insegnanti hanno il dovere (che nelle regioni del Sud diventa anche obbligo, quanto meno morale) di appoggiare, incoraggiare e promuovere iniziative come quella dell'8 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto. Chi opera diversamente si trova in contrasto con le "Linee di indirizzo" del Ministro.
2 - Gli studenti hanno il diritto di esigere che nelle scuole frequentate dirigenti e insegnanti tengano nella dovuta considerazione gli indirizzi del Ministero della Pubblica Istruzione.
Sarebbe pertanto opportuno che le prese di posizione di certi presidi di Barcellona fossero illustrate con dovizia di particolari direttamente al Ministro Fioroni.
In tal senso, io farò la mia parte (anche da ex allievo della Scuola Media di Barcellona, ex insegnante e preside e membro del citato "Tavolo interdirezionale").
Auguri di buon lavoro a tutti.
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PARTI RIGUARDANTI L ’ EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ FINALIZZATA ALLA LOTTA ALLA MAFIA

Quello che segue è il primo paragrafo del «Primo rapporto sui lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità”», da pagina 11 a pagina 13, fatto proprio quasi integralmente dal Ministro Fioroni nelle “Linee di indirizzo” del 23 maggio 2007.

1 - L’EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ FINALIZZATA ALLA LOTTA ALLA MAFIA

Il modello politico della scuola per la legalità è ben delineato nelle Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità emanate il 16/10/07 dal Ministro Fioroni, nelle quali ricorre più volte l’espressione «lotta alla mafia», in riferimento alla quale il Ministero della Pubblica Istruzione promuove, tra le altre azioni, “intese di collaborazione con Associazioni, Enti, Istituzioni che si occupano di educazione alla legalità e di lotta alla mafia”. Ne deriva, quindi, che al comitato nazionale “Scuola e Legalità” è affidato il compito di calare quegli obiettivi politici in un impianto operativo di fattibilità.
La lotta alla mafia non può prescindere dall’adeguata conoscenza della stessa; ha come finalità il graduale superamento del fenomeno e va condotta attraverso una strategia globale, lungo vari versanti. Uno di questi è quello culturale ed educativo che va percorso da differenti istituzioni e agenzie formative: la Scuola, la Chiesa, le associazioni di impegno civico, particolarmente attive nel contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative di forte impatto culturale.
In tal senso, l’attività delle istituzioni scolastiche autonome ha bisogno di essere valorizzata e ulteriormente supportata dall’ Amministrazione centrale. Sarebbe un pericolo perdere di vista il ruolo fondamentale della dimensione cognitiva del fenomeno, che deve essere invece riconosciuta e valorizzata. Non per questo, dovrà essere esclusa la dimensione educativa che, però, esplica i suoi effetti concreti solo nella prospettiva di un’evoluzione dello statuto epistemologico delle discipline.
Di conseguenza, nella pratica didattica si dovrebbero creare le condizioni per consentire la massima armonia fra la dimensione cognitiva e la dimensione educativa: la prima attiene all’essenza e alle caratteristiche attuali del fenomeno, con particolare riguardo alla sua pervasività, che pone il rischio di un ulteriore inquinamento – e non soltanto nel Sud - del sistema economico e delle pubbliche istituzioni; la seconda favorisce la presa di coscienza negli studenti del senso di responsabilità democratica, per consentire agli stessi un maggiore e migliore impegno civico.
La particolare caratteristica del fenomeno mafioso impone l’esigenza di impostare l’educazione alla legalità, finalizzata alla lotta alla mafia, in modo tale da «radicare il convincimento che morale e politica non possono legittimamente essere separate» ; così concepita, «la lotta alla mafia costituisce un’occasione decisiva per la difesa delle istituzioni democratiche» .
Le suddette riflessioni sono ancora valide per tutte le scuole d’Italia: il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo eterogeneo, in tutto il Paese. Conseguentemente, l’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia dovrà offrire strumenti per la comprensione delle diverse connotazioni del fenomeno stesso nelle aree geografiche del Paese. Diversamente che in passato, infatti, la criminalità organizzata è ormai ramificata e radicata in tutto il territorio nazionale.
Nelle regioni del Sud, nelle quali, in relazione all’alta densità di organizzazioni criminali, il fenomeno si presenta con particolare drammaticità, è necessaria un’ educazione alla legalità che offra agli studenti l’ opportunità per sottrarsi a stili di vita mafiosi, spesso esaltati da personaggi di film, fiction e all’influenza di altri fattori che hanno una certa presa sul mondo giovanile (cassette audio con canzonette inneggianti alla ‘ndrangheta, magliette con le scritte “Mafia made in Italy” o con foto di vecchi boss come Al Capone o con immagini del film “Il Padrino”).
E’ il caso, però, di rilevare che anche nelle regioni del Centro Nord si verificano fatti analoghi quali l’organizzazione di sfilate per il lancio di abiti d’alta moda con marchi che, nel logo, contengono la parola mafia o l’organizzazione di “criminal party” e di party “mafia style” in locali per giovani .
Nelle regioni del Centronord, tutt’altro che estranee a fenomeni di illegalità, è necessario far capire che la corruzione è l’anticamera della mafia.


















Le seguenti “Linee di indirizzo” del Ministro della Pubblica Istruzione On. Giuseppe Fioroni si trovano nel sito ufficiale del Ministero : www.istruzione.it – Normativa – Maggio 2007. Nella pubblicazione del Ministero, di ben 158 pagine, contenente il «Primo rapporto sui lavori del Comitato Nazionale “Scuola e Legalità”», il paragrafo dal titolo “L’educazione alla legalità finalizzata alla lotta alla mafia”, ampiamente riportato dal Ministro nel seguente documento, occupa il primo posto del primo capitolo (da pagina 11 a pagina 13).


Ministero della Pubblica Istruzione
Dipartimento per l'Istruzione

Prot. n. 2546 DGS

Roma, 23 maggio 2007


Oggetto: Comitato Nazionale “Scuola e Legalità” – Linee di indirizzo
…………………………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………....

L' educazione alla legalità è, in primo luogo, impegno comune a fronteggiare situazioni in cui le organizzazioni criminali si pongono come antagoniste dello Stato e a stimolare i giovani a respingere le seduzioni dell' illegalità organizzata. La lotta alle mafie non può prescindere dalla loro conoscenza; ha come finalità il graduale superamento del fenomeno mafioso e va condotta attraverso una strategia globale, lungo vari versanti. Uno di questi è quello culturale ed educativo che va percorso da differenti istituzioni ed agenzie formative: la scuola, le associazioni e gli enti di impegno civico, culturale e religioso, particolarmente attivi nel contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative di forte impatto culturale.

Il fenomeno mafioso è presente, anche se in modo diverso, in tutto il Paese. Conseguentemente, l'educazione alla legalità finalizzata alla lotta alle mafie dovrà offrire strumenti per la comprensione delle loro differenti connotazioni nelle diverse aree geografiche del territorio nazionale. Nelle zone maggiormente a rischio appare fondamentale un'educazione alla legalità che proponga agli studenti modelli di comportamento e di vita alternativa agli stili mafiosi che hanno presa sul mondo giovanile. Tuttavia nei differenti contesti territoriali, occorre far capire che la corruzione è l'anticamera della mafia e far conoscere i rischi della ulteriore diffusione del fenomeno mafioso.

La scuola, luogo di tutela dei diritti e di esercizio di cittadinanza attiva, offre agli studenti le basi per diventare cittadini consapevoli, nella propria Città, nella propria Nazione, nel Mondo, responsabili del proprio e dell'altrui futuro.

Nella pratica didattica dovranno essere create le condizioni per consentire la massima armonia fra la dimensione cognitiva e la dimensione educativa degli interventi. Con riferimento alla dimensione cognitiva, infatti, possono affrontarsi la storia e le caratteristiche del fenomeno mafioso, con particolare riguardo alla sua pervasività, che presenta il rischio di sempre maggiori inquinamenti - e non soltanto nel Sud - del sistema economico e delle Istituzioni pubbliche. La dimensione educativa può promuovere negli studenti il senso di responsabilità civile e democratica, per spronarli ad un costante impegno sociale. Le attività educative promosse nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dovrebbero favorire l'acquisizione di competenze interpersonali, interculturali, sociali e civiche, che consentano la partecipazione consapevole e responsabile alla vita sociale e lavorativa in società sempre più complesse.null
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scritto da RoryCz , 07 gennaio 2008
Gentilissima Carmen,
credo proprio che Sonia sia andata via da Barcellona Pozzo di Gotto, proprio perchè ha incontrato più volte la stessa ignoranza di gente come Lei e del Preside sopra citato che si permettono di affermare che la stessa, si diverta a dire "stronzate", come ha scritto. Se si è perso una persona cara, questa ignoranza, accompagnata dall'indifferenza generale può fare MOLTO male, in quanto si potrebbe generare nella persona la convinzione che il sangue dei propri familiari sia stato versato PER NULLA. Sono convinta che Sonia ami il suo Paese assai di più di quanto faccia Lei. Un grande uomo, quale era Don Lorenzo Milani, diceva "Non serve a niente avere avuto le mani pulite se poi le abbiamo tenute in tasca". Sonia sta facendo molto per il suo Paese, soprattutto per i giovani. E questo è il vero AMORE. SICURAMENTE PIU' VERO E SINCERO DI TUTTI COLORO CHE A BARCELLONA CI STANNO TUTTO L'ANNO SENZA FAR NIENTE.
Visto che Lei sostiene che Sonia Alfano si sia permessa di dire stronzate non supportate da alcun documento, la invito a portare qualche prova per sostenere il contrario di ciò che Sonia dice.
Quanto invece a ciò che ha detto riguardo al "servire ai tavoli" , credo che questa sua affermazione non meriti alcun commento, visto che altro non fà che squalificare l'immagine di chi l'ha scritta, e non quella di chi con questa frase si vuole "colpire".
Più rispetto per gente come Sonia Alfano.
Grazie.
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scritto da RoryCz , 07 gennaio 2008
Gentilissima Carmen,
credo proprio che Sonia sia andata via da Barcellona Pozzo di Gotto, proprio perchè ha incontrato più volte la stessa ignoranza di gente come Lei e del Preside sopra citato che si permettono di affermare che la stessa, si diverta a dire "stronzate", come ha scritto. Se si è perso una persona cara, questa ignoranza, accompagnata dall'indifferenza generale può fare MOLTO male, in quanto si potrebbe generare nella persona la convinzione che il sangue dei propri familiari sia stato versato PER NULLA. Sono convinta che Sonia ami il suo Paese assai di più di quanto faccia Lei. Un grande uomo, quale era Don Lorenzo Milani, diceva "Non serve a niente avere avuto le mani pulite se poi le abbiamo tenute in tasca". Sonia sta facendo molto per il suo Paese, soprattutto per i giovani. E questo è il vero AMORE. SICURAMENTE PIU' VERO E SINCERO DI TUTTI COLORO CHE A BARCELLONA CI STANNO TUTTO L'ANNO SENZA FAR NIENTE.
Visto che Lei sostiene che Sonia Alfano si sia permessa di dire stronzate non supportate da alcun documento, la invito a portare qualche prova per sostenere il contrario di ciò che Sonia dice.
Quanto invece a ciò che ha detto riguardo al "servire ai tavoli" , credo che questa sua affermazione non meriti alcun commento, visto che altro non fà che squalificare l'immagine di chi l'ha scritta, e non quella di chi con questa frase si vuole "colpire".
Più rispetto per gente come Sonia Alfano.
Grazie.
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Bisogna sensibilizzare i giovani!
scritto da Matteo Trebeschi , 07 gennaio 2008
Carissima Sonia,
ti faccio i miei più sinceri auguri per la giornata di domani e chi non ne capisce l'importanza è perchè non sa guardare in faccia la realtà! Io credo in quel cammino di legalità e di onestà che stai portando avanti. Bisogna credere nella sensibilizzazione dei giovani e la scuola non può sottrarsi a questo dovere, pedagogico e morale!.
Per questo sto cercando di organizzare per questa primavera(forse marzo), presso l'Università di Verona, un ciclo di conferenze sulla legalità nella quale tu sarai espressamente invitata, insieme a Paolo Borsellino e agli autori de "La Società sparente".
Non è ancora ufficiale, ma, come ti dicevo al teatro Carcano di Milano, appena ottengo tutte le autorizzazioni(maledetta burocrazia), ti contatto!
A presto
Con affetto e stima
Matteo Trebeschi
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Verona
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Bisogna sensibilizzare i giova
scritto da Matteo Trebeschi , 07 gennaio 2008
Carissima Sonia,
ti faccio i miei più sinceri auguri per la giornata di domani e chi non ne capisce l'importanza è perchè non sa guardare in faccia la realtà! Io credo in quel cammino di legalità e di onestà che stai portando avanti. Bisogna credere nella sensibilizzazione dei giovani e la scuola non può sottrarsi a questo dovere, pedagogico e morale!.
Per questo sto cercando di organizzare per questa primavera(forse marzo), presso l'Università di Verona, un ciclo di conferenze sulla legalità nella quale tu sarai espressamente invitata, insieme a Paolo Borsellino e agli autori de "La Società sparente".
Non è ancora ufficiale, ma, come ti dicevo al teatro Carcano di Milano, appena ottengo tutte le autorizzazioni(maledetta burocrazia), ti contatto!
A presto
Con affetto e stima
Matteo Trebeschi
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Verona
0
supporti
scritto da Giuseppe , 07 gennaio 2008
Gentilissima Carmen, pur non condivendendo, neanche in minima parte le sue affermazioni, le rispetto. Le rispetto così tanto che mi si alimenta un quesito che lei sicuramente potrà chiarire. A quali supporti documentali si riferisce? qualora lei non lo avesse ancora stabilito, l'evento in parola si riferisce alla memoria di un martire e questo è acclarato. Quindi voglia gentilmente essere meno generica e dare un contenuto individuabile nelle sue dichiarazioni. Oltretutto, mi pare di aver letto che in quell'incontro si discuterà di legalità in nome di un uomo che è caduto con quei principi e non delle scelte personali dei suoi familiari che svolgono il ruolo di testimoni di legalità. Quindi , Gentile Carmen, suo malgrado non è più in età scolastica, ma non è mai troppo tardi per rimediare. Colgo l'occasione per salutarla e cosnigliarle di andare all'incontro con uno spirito diverso, visto che le ha la fortuna di potervi partecipare. Contribuisca alla legalità non demolisca.
Presidente AssoVittime
G.D.
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supporti
scritto da Giuseppe , 07 gennaio 2008
Gentilissima Carmen, pur non condivendendo, neanche in minima parte le sue affermazioni, le rispetto. Le rispetto così tanto che mi si alimenta un quesito che lei sicuramente potrà chiarire. A quali supporti documentali si riferisce? qualora lei non lo avesse ancora stabilito, l'evento in parola si riferisce alla memoria di un martire e questo è acclarato. Quindi voglia gentilmente essere meno generica e dare un contenuto individuabile nelle sue dichiarazioni. Oltretutto, mi pare di aver letto che in quell'incontro si discuterà di legalità in nome di un uomo che è caduto con quei principi e non delle scelte personali dei suoi familiari che svolgono il ruolo di testimoni di legalità. Quindi , Gentile Carmen, suo malgrado non è più in età scolastica, ma non è mai troppo tardi per rimediare. Colgo l'occasione per salutarla e cosnigliarle di andare all'incontro con uno spirito diverso, visto che le ha la fortuna di potervi partecipare. Contribuisca alla legalità non demolisca.
Presidente AssoVittime
G.D.
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scritto da Alessandro , 07 gennaio 2008
Io a Carmen invece gli consiglio di restare a casa perchè è per gente come lei che il sud resterà sempre indietro.

ONORE A SONIA E CHICCO ALFANO CHE SONO IL VOLTO VIVENTE E GENUINO DELLA LOTTA DI LORO PADRE!

e domani tutti a Barcellona!!

Alessandro
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scritto da Alessandro , 07 gennaio 2008
Io a Carmen invece gli consiglio di restare a casa perchè è per gente come lei che il sud resterà sempre indietro.

ONORE A SONIA E CHICCO ALFANO CHE SONO IL VOLTO VIVENTE E GENUINO DELLA LOTTA DI LORO PADRE!

e domani tutti a Barcellona!!

Alessandro
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scritto da CARMEN , 08 gennaio 2008
Anch'io mi chiamo Carmen... sono una giornalista. Provo una gran tenerezza per l'ingenuità della Signora Alfano. Non condivido esattamente tutto ciò che dice (distorsione professionale mi porta ad essere critica nei confronti di chi fa una politica di aggressione e soprattutto curiosa nella ricerca del vero...e molto spesso purtroppo,spulciando tra i documenti, mi sono trovata a dover smentire attacchi fatti dalla Signora). Tuttavia non gliene faccio una colpa, del resto lei non è che un bocciolo domato dal vento, crede a quello che il suo entourage le dice di credere. Non posso che unirmi,da donna, al suo dolore e sperare,da cittadina,che ad occuparsi di antimafia siano persone più competenti.
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scritto da CARMEN , 08 gennaio 2008
Anch'io mi chiamo Carmen... sono una giornalista. Provo una gran tenerezza per l'ingenuità della Signora Alfano. Non condivido esattamente tutto ciò che dice (distorsione professionale mi porta ad essere critica nei confronti di chi fa una politica di aggressione e soprattutto curiosa nella ricerca del vero...e molto spesso purtroppo,spulciando tra i documenti, mi sono trovata a dover smentire attacchi fatti dalla Signora). Tuttavia non gliene faccio una colpa, del resto lei non è che un bocciolo domato dal vento, crede a quello che il suo entourage le dice di credere. Non posso che unirmi,da donna, al suo dolore e sperare,da cittadina,che ad occuparsi di antimafia siano persone più competenti.
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scritto da hgjhb , 08 gennaio 2008
:eek :eek :eek :eek :eek :eek :eek :eek :eek :eek :eek :eek :eek :roll :roll :roll :roll :roll :upset :upset :upset smilies/wink.gif smilies/wink.gif smilies/cool.gif smilies/cool.gif smilies/cool.gif smilies/cool.gif :p :x :x :x :x smilies/sad.gif smilies/sad.gif smilies/sad.gif smilies/sad.gif :cry :cry :cry :cry :sigh :sigh :sigh :sigh :cry :cry :? :? :? :? :? :roll :roll :roll :roll :eek :eek :eek :grin :grin :grin :grin smilies/smiley.gif smilies/smiley.gif smilies/smiley.gif smilies/wink.gif smilies/wink.gif smilies/wink.gif smilies/wink.gif :grin :grin :grin :grin :grin
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scritto da hgjhb , 08 gennaio 2008
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grazie
scritto da giuseppe scano , 08 gennaio 2008
coraggio non arrenderti contro questo stupido muro di gomma duro a morire . resistiti resisti . e grazie a persone come te e come voi di ammazzatecitutti che il cielo sempre pi blu per parafrasare una famosa canzone di rino gaetano
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grazie
scritto da giuseppe scano , 08 gennaio 2008
coraggio non arrenderti contro questo stupido muro di gomma duro a morire . resistiti resisti . e grazie a persone come te e come voi di ammazzatecitutti che il cielo sempre pi blu per parafrasare una famosa canzone di rino gaetano