L'Associazione Nazionale Magistrati ci "guarda", noi pure. Stampa E-mail
di Francesco Siciliano   
domenica 01 febbraio 2009

Luigi De Magistris Ho letto negli scorsi giorni un comunicato della Giunta Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati, nel quale si  guarda ai ragazzi di Locri ed ai familiari delle vittime di mafia come ad una via da seguire, un segnale importante da recepire e soddisfare; che dire: non è davvero poco essere citati dalla più grande organizzazione di categoria della Magistratura italiana.

Vengono però spontanee alcune domande (alle quali spero sarà data risposta, visto che “ci guardate”):
 
1) I ragazzi del Movimento erano in piazza un anno fa in difesa del Magistrato Luigi De Magistris, mentre veniva "espropriato" di fascicoli e funzioni.
Voi dove guardavate allora?

2) Durante l'esproprio alcuni "giudici" di De Magistris, prima del giudizio tecnico sui capi di incolpazione, avevano profuso del tutto inopinatamente anticipazioni di giudizi pubblici.
Dove guardavate allora?

3) Magistrati deputati all'esercizio dell'azione penale nei confronti dei colleghi del Distretto di Corte di Appello di Catanzaro, alcuni dei quali da Voi definiti autori di atti illegittimi in danno di De Magistris, sono stati aspramente criticati per atti e modi dal Vostro Presidente.
Guardateci ancora e chiariteci, per cortesia, chi parla a nome dell'ANM: il Presidente o la Giunta Centrale?
 
4) Abbiamo difeso De Magistris non per giustizialismo o protagonismo ma solo perché in Calabria dopo 7 anni di Fondi Strutturali per un ammontare di oltre 13 Miliardi di Euro, il PIL Calabrese non ne risente e perchè, purtroppo, quei 13 Miliardi di Euro non hanno avuto lo stesso effetto che somme anche inferiori hanno avuto sull'Irlanda e sulla Spagna.
 
Continuate a guardarci, facendoci vedere sancito il controllo dell'applicazione della legge,  espletato da tutti i Vostri iscritti che esercitano funzioni giurisdizionali in Calabria. Non fateci vedere che la legge, forse, può essere "diversa" seconda della notabilità di chi la viola.

Francesco Siciliano



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Commenti (4)Add Comment
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scritto da paolo , 03 marzo 2009
capito bene CSM?!
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Lettera aperta alla famiglia Masciari.
scritto da Angela Trupia , 30 marzo 2009

Cara famiglia Masciari,
con orgoglio penso che voi siete italiani come me, che non vi piegate alle ingiustizie dei corrotti.
Dei potentati che avvelenano la nostra terra.
Vi chiedo mille volte scusa da italiana, per lo stato in cui è ridotta la giustizia.

So, che se questo è successo la colpa è anche mia, perché per troppi anni ho subito è non ho avuto il coraggio o la costanza di lottare i soprusi, che quotidianamente ricevevo, come commerciante e come cittadina.
Non ho sostenuto per paura, chi come me subiva le ingiustizie, ma che al contrario di me, si ribellava e pagava duramente la sua ribellione, verso quelle istituzioni corrotte da infiltrazioni mafiose.

Oggi che il sistema di malaffare vigente in Italia, ha permesso che una delle cosche massoniche-mafiose definita dai giudici di "associazione mafiosa di origine professionale" in Toscana mi ha rubato la mia attività, la mia casa, la mia speranza di vita.
La mia famiglia è stata costretta a dividersi, in città diverse.

Oggi, sento il peso della solitudine che accomuna tutti noi italiani.
Mi rendo conto che è troppo tardi per recuperare quello che mi è stato estorto, ma appunto per questo, non avendo più niente da "perdere", sono decisa a non permettere che questo avvenga al mio "prossimo".

Insieme ad un gruppo di imprenditori fatti fallire dal “sistema d’illegalità” come tu hai detto giustamente caro Pino, stiamo combattendo nei tribunali, denunciando e ricevendo contro-denunce, chi ci ha “ucciso le nostre speranze”, di una vita futura degna di essere vissuta, e insieme a noi ha fatto perdere il lavoro ai nostri dipendenti.

- Da siciliana io ho una colpa in più..... io sono nata nella cultura mafiosa è come tutti i meridionali ho una maggiore sensibilità nel capire quando c’è “qualcosa che non va”.

- Da appartenente a famiglia siciliana costretta dalla mafia ad emigrare.
Mio padre ha avuto l’ardire di scioperare, contro i proprietari della miniera di sale, che lo aveva fatto ammalare, per un salario, che non ci permetteva di arrivare alla fine del mese.
Già 45 anni fa in Sicilia si viveva, come oggi l’Italia intera sta vivendo, raccogliendo i frutti del sua indifferenza, per il rispetto del bene comune “ la giustizia uguale per tutti”.

Mio padre già dall’età di 6 anni anziché andare a scuola, si guadagnava da vivere, andando a lavorare a piedi nudi, girando tutto il giorno tegole
d'argilla.
Come ancora oggi fanno tanti bambini nei paesi del 3° mondo, ed è morto giovane dopo essere stato uno dei primi cassa integrati del NECA, dopo anni di turni in fonderia.
Il primo salario, regolarmente retribuito la ha ricevuto in Germania.

Il mio cognome è sparso in tutto il mondo perché proviene dalla parte più povera e infestata dal “tumore-mafioso” della Sicilia, Agrigento.

Ora che il cancro che affligge tutta l’Italia, sta invadendo anche
l’Unione Europea, pensate che noi italiani, verremo presi in considerazione dal Tribunale dei diritti Dell’uomo?

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Sette sataniche e mafia
scritto da Sicania libera dalla mafia , 01 aprile 2009
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...
scritto da M.Hunter , 31 agosto 2010
E 'stato molto utile e interessante per me di imparare su di esso. Consiglio vivamente questo articolo a tutte le persone desiderose di undersatnd questi processi nella nostra società

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