Mi spiace molto sentirgli dire queste cose. Sono dichiarazioni molto esplicative di una tristezza e di un malessere profondo. Poi mi chiedo se ho il tempo di dispiacermi per altri che comunque almeno sono protetti, ed il cui rischio è riconosciuto dall’opinione pubblica, mentre devo continuamente guardarmi le spalle e da solo, mentre vivo quotidianamente con il pensiero di finire morto ammazzato. Aldo Pecora, come me ed Emiliano Morrone, non ha nessuna protezione, nonostante come noi subisca continuamente pressioni, intimidazioni e minacce. Mi sento solo se penso allo Stato. Se penso che rischio la pelle per difendere i principi fondamentali della Costituzione Repubblicana.
Forse non ci saranno mai scorte per noi, non appelli del capo dello Stato, non giornalisti di gran firma che ti pubblicano in prima pagina. Perché? Roberto Saviano in fondo ha scritto solo di camorra, non c’è quasi un rigo nel suo libro che riguardi gli intrecci fra questa e la politica esecutiva, tra queste e la massoneria. La società sparente è esattamente il contrario di Gomorra da questo punto di vista: non c’è quasi un rigo sulla ‘ndrangheta militare e ci sono duecento pagine sui politici e sulle porcherie che questi fanno in combutta con la criminalità organizzata e con la massoneria.
Ci sono i nomi ed i cognomi di chi produce ancora emigrazione, sottosviluppo, sottocultura, disperazione, morte. Per un povero stronzo come me c’è solo la lupara che l’aspetta qualche sera di ritorno in una delle mille case che è costretto a cambiare continuamente, chiedendo ospitalità ad amici, per cercare di proteggersi da solo. Non ci saranno mai scorte per me e per Emiliano Morrone, non ci sarà nessun capo dello Stato ad esprimersi in nostro favore, non ci sarà un solo politico (a parte l’on. Angela Napoli) a difenderci dalla ‘ndrangheta; ci saranno altre querele, altre offese, minacce, violazioni della privacy , prima dell’esecuzione capitale, prima del nostro sangue immolato per la verità. Vorrei invitare tutti voi a diffondere il più possibile i nostri scritti.
A loro fa molto male. Gli assassini, i mafiosi, i politici, i massoni, hanno paura delle parole. Come ha dichiarato su la Repubblica del 15 ottobre 2008 Roberto Saviano: “[...] Loro, di questo, hanno paura: delle parole. Non è meraviglioso? Le parole sono sufficienti a disarmarli, a sconfiggerli, a vederli in ginocchio. E allora ben vengano le parole e che siano tante. Sia benedetto il mercato, se chiede altre parole, altri racconti, altre rappresentazioni dei Casalesi e delle mafie. Ogni nuovo libro che si pubblica e si vende sarà per loro una sconfitta. È il peso delle parole che ha messo in movimento le coscienze, la pubblica opinione, l’informazione [...]”
L’unica nostra arma per ora è scrivere e diffondere quello che scriviamo. Nonostante la preoccupazione per la mia incolumità fisica voglio vivere con gioia. La vera gioia emerge quando si combatte, nella pratica e nell’azione, per la felicità propria e degl’altri. Ho dedicato la mia vita a lottare con gioia per un futuro migliore. E come ho dichiarato in un precedente articolo: scriverò sempre. Fino alla morte. Naturale o accidentale che sia .
Francesco Saverio Alessio
Autore con Emiliano Morrone de "La società Sparente"
ti stimo enormemente e voglio dirti"Non sei solo", sei sempre con noi che la pensiamo come te. Purtroppo non fisicamente (ti proteggerei con il mio corpo, scudo vivente), ma in coscienza sì, sempre.L’ambiente nel quale viviamo non è costituito solamente dalla dimensione materiale, quella percepibile ai sensi. Ne fanno parte anche altre dimensioni, connesse alla vita, alla psiche ed allo spirito.
E' vero: le parole sono molto importanti, soprattutto quando hanno con sè la forza della verità e la potenza di un cuore che si mette al servizio della giustizia (quella vera) e dell'umanità sana.
La parola, una volta emessa, rimane per sempre, anche se scompare il corpo fisico di chi l'ha emessa. A noi sono rimaste le parole pronunciate da uomini giusti migliaia di anni fa. Riecheggiano ancora nel mondo le parole di Pericle, quelle di Socrate, quelle di tanti... Incredibile, nonostante fossero state bruciate biblioteche come quelle di Alessandria d'Egitto o i libri durante l'ultima guerra, le parole ricompaiono vive, profonde, vere nel momento in cui servono ad aprire le coscienze ed allargare le visioni.
Si diventa saggi per la profondità e la giustezza del pensiero e per le parole (mai troppe) che si diventa capaci di emettere con grande potenza, il potere della vita che comunque va oltre portando la verità sempre un poco più avanti nelle coscienze. E per le azioni, che suggellano la verità quotidiana del nostre essere ed esistere.
Grazie per l'amore, il coraggio, la generosità di emettere ed agire le parole sino in fondo.
Aiutiamo il giovane Saviano scrivendogli, facendogli sentire il nostro calore, facendogli percepire la speranza, la sicurezza di una vita normale eppure migliore e la carica che ci è giunta grazie a lui (alle sue parole che hanno smosso i nostri pensieri e visioni ed hanno toccato il nostro cuore) per lottare contro le distorsioni che causano violenza e sofferenza e divisioni e profonda ingiustizia. Che possa sentire di non essere solo, nè un caso letterario. Impariamo a percepirci rete connessa ed attiva in coscienza anche quando non possiamo toccarci coi nostri corpi, ed impariamo a leggerci nell'animo anche senza vederci coi nostri occhi, percependoci attraverso la forza delle nostre parole e del nostro pensarci uniti in consapevolezza su altri piani oltre il fisico grossolano.
Mettete insieme le vostre parole, che siano parole di gruppo: ancor più potenti e creative, più cariche di quell'energia che è manifestazione di coscienze capaci di creare con intelligenza e per amore, uniti da una comune origine e da uno stesso grande progetto.
In fratellanza
Luisella