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ARRESTO PASQUALE INZITARI: PARLA SOLO PIGNATONE. L'UDC INTANTO LO SOSPENDE PDF Stampa E-mail
di Redazione   
mercoledì 07 maggio 2008
 
REGGIO CALABRIA
- Parla solo il Procuratore Capo Pignatone, unitamente alle forze di polizia in Procura, a Reggio, in merito agli arresti che hanno portato in manette, tra gli altri, Pasquale Inzitari: "Mi ha particolarmente colpito lo squallore dell'intera vicenda" - ha dichiarato Pignatone - "nella quale, comunque, sono interessate le cosche di Rizziconi e Castellace.

In ballo ci sono somme ingenti per le quali è stato accertato anche l'interessamento di uomini politici. "Lo scenario presentato dal dott. Falvo è il seguente: "De Marte, Vasta, Inzitari e Devin SpA subiscono estorsioni per i lavori relativi alla costruzione del centro commerciale di Rizziconi da parte della cosca Crea. Per questo motivo chiamano in soccorso i Rugolo il cui avvento è favorito anche dall'arresto di Teodoro Crea. I rapporti tra le due cosche, Crea e Rugolo, già altalenanti, si incrinano definitivamente per questo tipo di ragioni economiche. Il coinvolgimento della Devin è calcolabile nella misura di circa 11 milioni e 600.000 euro, ed il 16% di questa cifra è riconducibile direttamente a Princi e, quindi, ai Rugolo. La Devin è di proprietà della Credit Suisse che è all'oscuro di tutto".

I fatti oggetto di indagine, ha sottolineato Pignatone, "sono da ricondurre al 2000, in una fase storica nella quale Inzitari era vicesindaco del Comune di Rizziconi quando questo fu sciolto. Le indagini bancarie" - ha rimarcato il Procuratore Capo - "si sono svolte in un clima difficile per la grande omertà che ha caratterizzato la vicenda.

Il Capo della Squadra Mobile di Reggio, Renato Cortese, ha sottolineato l'arresto di Domenico Rugolo, "vecchia conoscenza per avere, in passato, favorito la fuga di Teodoro Crea".

Agli arrestati è stato contestato il reato di associazione mafiosa, tranne ad Inzitari, sul capo del quale pende l'accusa di concorso esterno; l'inchiesta è stata conclusa nel dicembre del 2007 e le richieste di arresto sono datate 15 marzo 2008.

Per la gestione e la custodia dei beni sequestrati sono stati nominati 8 amministratori e, parallelamente, sulla vicenda è stata avviata un'altra indagine per fuga di notizie.
 
(Strill.it)


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Ultimo aggiornamento ( giovedì 08 maggio 2008 )
 

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