LAVAVETRI: "RACKET? NON C'E' MICA LA MAFIA" Stampa E-mail
di Redazione   
giovedì 13 settembre 2007
(AGI) - Firenze, 12 set. - "A Firenze non risulta un racket dei lavavetri? Ma qui non c'e' mica da aspettarsi fenomeni come la camorra o la mafia". Cosi' Graziano Cioni, 'padre' dell'ordinanza contro i lavavetri che sta continuando a destare polemiche, a margine di una conmferenza stampa, risponde al procuratore capo di Firenze Ubaldo Nannucci in merito all'esistenza di una forma di racket sul fenomeno. Per Cioni, "a Firenze c'e' una situazione in cui una famiglia prevale sulle altre per pericolosita' e violenza. C'e' qualcuno che ha diviso in aree la citta'. Questo si puo' chiamare racket? Non sta a noi deciderlo. Le indagini - ha proseguito - non le fanno i partiti politici o i vigili urbani: noi segnaliamo un problema". (AGI)


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