MASTELLA: AMMAZZATECI TUTTI, UDEUR NON PARAFRASI NOSTRO SLOGAN Stampa E-mail
di Redazione   
sabato 19 gennaio 2008

(ANSA) - CATANZARO, 18 GEN - «Chiedo ufficialmente al Campanile di non appropriarsi indebitamente di slogan, seppure parafrasati, che non appartengono nè alla loro storia nè certamente sono riconducibili all'ormai ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che offende la magistratura e che certamente dei suoi comportamenti non dovrà rispondere nelle sedi politiche, ma in quelle giudiziarie». A dirlo è stato Aldo Pecora, del movimento «E adesso ammazzateci tutti», uno slogan coniato dai ragazzi della Locride all'indomani dell'omicidio del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, riferendosi ad un titolo di oggi sul Campanile, il quotidiano dell'Udeur. «L'unica parafrasi che abbiamo fatto allo slogan - ha aggiunto Pecora - è stata 'e adesso trasferiteci tutti', che abbiamo fatto proprio quando Mastella ha chiesto il trasferimento del pm di Catanzaro Luigi de Magistris».


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