MINACCE PIGNATONE: PECORA, SEMBRA CLIMA GUERRA DI MAFIA ANNI '90. INTERVENGANO MARONI ED ALFANO Stampa E-mail
di Redazione   
martedì 05 ottobre 2010

REGGIO CALABRIA - "Lo scenario che emerge con prepotenza negli ultimi tempi in Calabria è inquietante: sembra di essere tornati indietro di oltre vent'anni, quando nella seconda guerra di mafia di Reggio Calabria la 'ndrangheta utilizzava bazooka ed armi di precisione in pieno centro cittadino". E' il commento, in una nota, del Presidente del movimento antimafia 'Ammazzateci Tutti', Aldo Pecora.
"Al tempo, però - scrive Pecora - le cosche della città erano riunite in due eserciti in guerra tra loro. Oggi i boss a Reggio lottano uniti contro lo Stato, e non hanno timore di mostrare a più riprese il loro potenziale bellico e strategico".
Il leader di 'Ammazzateci Tutti' lancia perciò un appello ai ministri Maroni, La Russa ed Alfano: "Auspichiamo un immediato intervento dei ministeri dell'Interno, della Difesa e della Giustizia, perché la storia racconta che la terribile guerra di mafia di Reggio Calabria - incalza Aldo Pecora - quasi mille morti in cinque anni, è culminata con una tregua scritta con il sangue innocente del giudice Antonino Scopelliti il 9 agosto 1991". "Perciò è necessario che lo Stato - conclude il leader antimafia - dia una risposta straordinaria e tempestiva, prima che sia di nuovo troppo tardi".


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